«Impossibile prenotare un’ecografia mammaria»: la denuncia di Azione Grosseto
Il caso è segnalato da Ludmila Deli, del direttivo provinciale di Azione. Spiega di non aver potuto trovare nessun appuntamento libero
GROSSETO. Le difficoltà di poter avere la possibilità di effettuare un’ecografia mammaria in tempi decenti attraverso il servizio sanitario pubblico è l’oggetto di una denuncia di Ludmila Deli del direttivo provinciale Azione Grosseto.
«Azione Grosseto denuncia una situazione che riguarda ogni donna del territorio che, prima o poi, si troverà a fare i conti con questo problema – scrive Ludmila Deli – In presenza di una prescrizione medica per un’ecografia mammaria di controllo annuale, con priorità P – Programmata, molte cittadine si trovano davanti a un sistema di prenotazione che non offre alcuna disponibilità: non una semplice lunga attesa, ma nessun appuntamento libero, in nessuna delle date proposte, nemmeno a un anno di distanza».
La nota dell’esponente di azione nasce da un’esperienza personale: «Ogni anno faccio l’ecografia mammaria – dice – avendo 40 anni non rientro screening mammografico organizzato dalla Regione, un programma gratuito, a chiamata, senza bisogno di ricetta, rivolto alle donne tra i 45 e i 74 anni. Alla Lilt la lista d’attesa era troppo lunga, per cui mi sono fatta prescrivere dal medico di famiglia una ricetta programmabile entro 120 giorni. Solitamente faccio tutte le prenotazioni, sia le mie, ma anche quelle di mio marito e di mia suocera online. Sono entrata nel portale ed era tutto vuoto, non c’era possibilità di prenotare. Ho provato a estendere la richiesta a tutta l’area vasta e ho trovato per il 27 ottobre 2027 ad Arezzo».
Deli si troverà costretta a scrivere una pec per attivare il servizio di tutela «che può essere richiesto se non c’è posto entro il 4 mesi, per vedere se mi danno un appuntamento in una struttura convenzionata. Quello che mi domando è questo: io so navigare nelle sezioni del portale per trovare una soluzione, ma mia suocera, gli altri anziani e le persone che non hanno dimestichezza con la tecnologia o non hanno tempo per arrivare all’help desk, come devono fare? Pagano le tasse come tutti».
La classe P – Programmata, la Regione Toscana indica un tempo massimo di 120 giorni per le prestazioni di primo accesso; ad altre classi di priorità corrispondono tempi diversi, e va sempre verificata la prestazione specifica indicata sulla prescrizione. «La Asl Toscana sud est – prosegue Ludmila Deli – prevede infatti un percorso di tutela: quando la prima disponibilità non rispetta i tempi massimi, il caso può essere preso in carico dall’Help desk, il retro-sportello del Cup, che individua una soluzione e ricontatta la persona. Ma il percorso non si attiva prenotando online o in farmacia: bisogna rivolgersi di persona agli sportelli Asl, al Cup telefonico, oppure al numero unico 116117. Il problema è che tutto questo, una cittadina qualsiasi, non lo sa. Ogni anno, l’8 marzo e il 25 novembre, si moltiplicano le dichiarazioni sull’importanza delle donne e sulla necessità di proteggerle. Ma la tutela non può restare un principio astratto».
Azione Grosseto all’Asl (alla quale Il Tirreno ha chiesto una replica) e alla Regione di pubblicare dati aggiornati e leggibili sui tempi di attesa per ecografie e mammografie mammarie nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena, distinti per zona/distretto, sede e classe di priorità; rendere visibile e automatico il percorso di tutela, già al momento della prenotazione online, spiegando alla cittadina quali passi compiere per attivarlo; garantire la presa in carico effettiva di ogni richiesta non soddisfatta nei tempi previsti; valutare il ricorso temporaneo a strutture private accreditate; pubblicare i dati sulla dotazione organica, i posti vacanti e le difficoltà di reclutamento del personale di radiologia e senologia di Asl sud est, per capire se il problema è di organizzazione, di personale. Le donne della provincia di Grosseto meritano un sistema sanitario che risponda con procedure funzionanti, non solo con dichiarazioni di principio».
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