Igor Protti, i biglietti dell’Aida smarriti dal corriere e la lezione di stile del bomber – Il racconto inedito
Follonica: il ricordo di Lorenzo Lorenzi, dell’agenzia Picasso Viaggi: «Mai una bizza da vip, mai una parola fuori posto. Solo gratitudine per avergli trovato degli ottimi posti nelle prime file»
FOLLONICA. La storia comincia con due biglietti smarriti e finisce con una lezione di stile. In mezzo c’è Igor Protti. Non il bomber che ha fatto innamorare Livorno, ma l’uomo appassionato di musica classica. Quello che Lorenzo Lorenzi, titolare della Picasso Viaggi di Follonica, ha conosciuto lontano dagli stadi e che oggi ricorda con affetto.
L’incontro avvenne circa quindici anni fa, quando l’ex attaccante si presentò nella sua agenzia per acquistare dei biglietti per l’Arena di Verona. Non fu una richiesta qualsiasi. «Protti voleva assistere all’Aida e chiese espressamente che si trattasse dell’allestimento storico del 1913, una chicca da veri intenditori».
Sembrava una pratica semplice, e invece si trasformò in una piccola odissea. «A causa di un problema di stampa dovetti mandargli i biglietti successivamente con un corriere, il quale in maniera abbastanza rocambolesca li perse. Fui costretto a fare denuncia di smarrimento ai carabinieri per consentire la ristampa dei tagliandi direttamente a Verona», ricorda Lorenzi. Quando ormai la soluzione sembrava trovata, ecco il colpo di scena: i biglietti originali ricomparvero a Montescudaio, in uno dei punti di appoggio dello spedizioniere. «Alla fine Protti riuscì a recuperarli personalmente poche ore prima dello spettacolo».
Eppure, nonostante gli inconvenienti, non ci fu alcuna protesta. «Mai una bizza da vip, mai una parola fuori posto. Solo gratitudine per avergli trovato degli ottimi posti nelle prime file». È questo l’aspetto che più è rimasto impresso a Lorenzi. «Ho pensato tante volte a come si sarebbe comportato qualcun altro al suo posto. Lui invece affrontò tutto con una serenità e una gentilezza davvero rare».
L’incontro fu anche l’occasione per una foto ricordo. «Avevo visto tante volte Igor dagli spalti con la maglia amaranto. Ritrovarmelo davanti mi emozionò. Chiesi persino allo stagista dell’epoca, che tremava dall’emozione, di immortalarci insieme».
Negli anni i contatti continuarono sporadicamente via email o telefono, fino a quando le loro strade si incrociarono di nuovo nel 2024 a Massa Marittima durante “Lirica in piazza”, con la rappresentazione della Tosca. Lorenzi era sul palco come comparsa, mentre Protti seguiva lo spettacolo dalle prime file. Quella sera, complice un malinteso scenico, Lorenzi anticipò involontariamente il gesto che dava il via alla fucilazione di Cavaradossi. Un errore che provocò qualche tensione dietro le quinte («Katia Ricciarelli si arrabbiò tantissimo») e che gli lasciò il dubbio di aver compromesso parte della rappresentazione. Il chiarimento arrivò qualche settimana più tardi durante un evento a Villa Mussio, a Campiglia Marittima. Tra gli invitati c’era anche Protti.
Lorenzi colse l’occasione per tornare sia sull’episodio dell’Aida sia su quello della Tosca. «Si ricordava perfettamente l’avventura dei biglietti, ma sulla Tosca mi assicurò che potevo stare tranquillo: “Ma dai, figurati, a là che non se n’è accorto nessuno” mi disse con quel suo accento romagnolo solo lievemente “sporcato” da anni di permanenza dalle nostre parti, rassicurandomi. Ciao Igor – conclude Lorenzi – ora che il sipario è calato per l’ultima volta lasci un vuoto enorme, come il finale di un’opera d’arte rimasta incompiuta sul più bello, ma destinata per sempre all’immortalità. Tipo la Turandot».
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