Il Tirreno

Grosseto

Il locale

Grosseto, il bar La Vasca compie 70 anni: «Una scommessa vinta, anche davanti ai grandi cambiamenti (3 su tutti)»

di Sara Landi
Grosseto, il bar La Vasca compie 70 anni: «Una scommessa vinta, anche davanti ai grandi cambiamenti (3 su tutti)»

Le insegne cambiano ma il locale di piazza Rosselli è un punto fermo. Tinti: «Accogliere le persone e regalare un sorriso è bellissimo

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le abitudini cambiano. Le mode passano. Le insegne del commercio si avvicendano. Fa eccezione il bar La Vasca di piazza Rosselli a Grosseto che quest’anno taglia il traguardo dei primi settant’anni di attività conservando sempre l’affetto dei clienti, l’eleganza degli arredi e la qualità dell’accoglienza.

L’anno di nascita lo esibisce con orgoglio anche nell’insegna “dal 1956” e lo conferma Massimiliano Tinti che ne è titolare dal 1998 e gestore insieme alla moglie Sara e al suo staff.

«Quando decisi di lanciarmi in quest’avventura – ricorda Tinti – lavoravo nel mondo delle discoteche: ero socio del Four Roses di Marina di Grosseto ma lavoravo anche con il King’s di Cala Galera e Le Streghe di Porto Santo Stefano. Immaginavo che il bar potesse diventare un punto di ritrovo e di riferimento per quella clientela».

L’intuizione di Massimiliano è giusta: non solo il bar vive un periodo di grande vivacità organizzando regolarmente serate di pianobar e musica dal vivo ma dal suo bancone e dai suoi tavoli passano personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo, della tv e del jet set.

Tinti mostra con orgoglio una cartellina con gli autografi, le foto e le dediche di questi clienti speciali che hanno apprezzato negli anni l’ospitalità del bar La Vasca: da Marina Ripa di Meana a Gabriel Garko, da Aldo Montano a Manuela Arcuri, da Giovanni Trapattoni a Andrea Dovizioso, da Franco Califano a Niki Giustini. Ma accanto ai vip ci sono tutte le persone comuni, residenti, turisti o semplici avventori di passaggio, che da settant’anni scelgono questo bar per la colazione, il caffè al volo, un pranzo veloce o gli aperitivi in compagnia.

«Sicuramente il bar era in attività agli inizi degli anni Cinquanta – dice Tinti – Come sanno i vecchi grossetani qui prima c’era il giardino del villino Panichi: questo edificio è stato costruito dopo la guerra».

L’attuale titolare ha raccolto il testimone di storici grossetani come i fratelli Calabresi e “Momo” Sebastiani ed avendo inaugurato la sua gestione il 18 settembre 1998 ha avuto il compito non facile di traghettare il bar nel nuovo millennio assistendo a cambiamenti epocali.

Il primo che gli viene in mente è stato il divieto di fumo nei locali pubblici che ha rivoluzionato, in senso letterale, l’aria che si respira: «Ormai non ci pensiamo più a cosa voleva dire entrare in un locale e dover indossare la maschera antigas a causa del fumo».

Un altro cambiamento, non meno vistoso, riguarda la nascita dei centri commerciali in periferia che ha inciso sull’identità stessa del primo centro commerciale naturale cittadino, quello dentro le Mura medicee. «La nostra fortuna – dice Tinti – è di essere comunque in un punto di passaggio comodo anche per le auto ma sicuramente i flussi delle persone sono cambiati nel tempo».

E poi c’è un fenomeno che non è locale ma globale: l’avvento dei social media ha tolto al bar il ruolo di aggregatore sociale anche se Massimiliano crede ancora nel bar come ultimo baluardo d’incontro, oltre le chat, gli schermi e le app di incontri.

«Se qualcuno mi dicesse oggi “Vorrei fare il barista” io gli direi “Provaci! Buttati! ”. I sacrifici ci sono ma anche i risultati arrivano se c’è la costanza».

Purtroppo secondo Tinti sempre meno giovani sono pronti a mettersi in gioco nel settore: da qui la difficoltà a reperire personale, soprattutto negli ultimi anni.

«Per un periodo – aggiunge Tinti – abbiamo fatto anche la ristorazione a pranzo ma abbiamo dovuto smettere perché con le nostre forze non ce la facevamo più e non riuscivamo a trovare persone affidabili. Molti pensano al lavoro del bar solo come un parcheggio in attesa di altro. Non immaginano neanche quante soddisfazioni può dare lavorare al pubblico, accogliere le persone nel loro tempo libero o nelle pause dal lavoro, regalare un sorriso».

Una missione che il bar La Vasca porta avanti da settant’anni. 

 

Primo piano
Medio Oriente

Guerra in Iran, Crosetto: «Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. No vittime». Tajani: «Inaccettabile»

di Federica Scintu, Luca Barbieri e Andrea Capello
Speciale Scuola 2030