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Talamone, la frana “compie” un anno: così metà spiaggia gioiello resta ancora inagibile

di Ivana Agostini
La frana
La frana

Al Cannone nessun intervento in dodici mesi esatti: «Una ferita aperta: manca la cura del patrimonio storico e paesaggistico»

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TALAMONE. La frana della spiaggia del Cannone "compie" un anno e ancora oggi quel tratto di costa resta off limits per una parte. Non è stato realizzato nessun intervento.

Era la notte fra il 13 e il 14 febbraio quando le forti piogge che si erano abbattute sulla zona sud dettero origine a una frana: una grande massa di terra si staccò dal costone che si trova sotto il faro di Talamone finendo sulla spiaggia. Lo smottamento coinvolse anche una rete di contenimento che doveva servire proprio a contenere le frane. Tutto quel materiale precipitò sulla spiaggia del Cannone che rappresenta una delle spiagge più frequentate dai turisti. Una zona che anche in passato era stata interessata da cedimenti.

Nelle settimane partirono appelli anche da parte della consigliera di minoranza di Alternativa Orbetello Chiara Serracchiani affinché la zona fosse messa in sicurezza. Lo stesso appello era partiti dai cittadini. Il Comune di Orbetello chiuse l’accesso alla spiaggia nel mese di maggio. Per molti una chiusura tardiva che metteva a repentaglio tutta la stagione turistica.

La frana c’era stata fra il 13 e il 14 febbraio. Il sopralluogo era stato fatto il 18 luglio, la chiusura a maggio. A luglio l’ente lagunare decise di riaprire parzialmente la spiaggia e da allora niente è più successo se non un rimpallo di responsabilità fra il Comune di Orbetello e la Regione Toscana su chi debba fare cosa: per il Comune deve intervenire l’ente di palazzo Strozzi Sacrati e per la Regione Toscana la competenza è del Comune mentre alla Regione spetterebbero solo gli interventi a mare. Uno stallo che non ha portato a nulla, almeno fino a ora. La spiaggia è sempre come è stata lasciata quando gli ultimi turisti l’hanno lasciata. Sulla situazione della spiaggia era intervenuto Marcello Veneziani che vive fra Roma e Talamone.

Sulla questione, nei giorni scorsi, è tornato a esprimersi il comitato Secessione Talamone ribadendo l’importanza di interventi sulle spiagge locali: «Le spiagge del Cannone, del Bagno delle Donne, del Bagno degli Uomini e del Leone - ha detto il comitato - presentano criticità evidenti sul piano della sicurezza e della manutenzione e sono necessari interventi». Il timore dei talamonesi è che a ridosso dell’inizio della stagione estiva la situazione resti uguale a quella dello scorso anno. Che i turisti possano godere solo di scampoli di spiaggia fra una transenna e l’altra. Antonio Cagnacci che fa parte del comitato è fra coloro che temono che gli interventi anche per quest’anno non arrivino: «La ferita della frana della spiaggia del Cannone resta ancora aperte - dice - e la cura del patrimonio storico e paesaggistico, per non dire turistico è sempre assente. Quando la politica latita il degrado balla».

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