Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Gavorrano, addio a sindacalista e volontario: «La sua è stata una vita nel nome della solidarietà»

di Silvano Polvani

	Aveva 79 anni
Aveva 79 anni

Era un punto di riferimento dello Spi Cgil: era stato anche esponente del consiglio di fabbrica della Solmine

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GAVORRANO. «La vita dei morti dura nella memoria dei vivi» è una frase di Cicerone, oratore e filosofo romano, che può bene accostarsi alla perdita di Mauro Romagnoli, deceduto nella notte del primo dell’anno all’ospedale di Grosseto dove si trovava ricoverato per un malattiuna malattiafliggeva da anni. Una malattia che lo ha visto sempre assistito nel conforto della moglie Marilena Arrettini e dei figli Claudia e Andrea.

Classe 1946, era nato a Grosseto e da lì si era spostato prima a Sticciano e poi a Gavorrano. Sposatosi nel 1969, si era definitivamente trasferito a Follonica da dove aveva iniziato la sua attività lavorativa che lo aveva visto inizialmente impiegato alla fattoria di Camporotondo per poi passare al settore industriale con la Fergal e sistemarsi definitivamente alla Solmine nell’area industriale del Casone di Scarlino. Mauro è stato un politico, sindacalista e volontario nella società di Follonica ricoprendo sempre un ruolo di primo piano per la sua capacità propositiva, operativa e di dialogo. Convinto sostenitore delle idee e del progetto economico e sociale del Pci a cui è iscritto ma la sua passione, ma il suo impegno, la sua volontà è rivolta al sindacato, alla Cgil di cui ne sarà un efficace interprete. Mauro vive da protagonista gli anni 70/80. È autorevole esponente del consiglio di fabbrica della Solmine assieme ai delegati che all’epoca rappresentavano l’aristocrazia operaia della Cgil; Roberto Stefanelli, Alfonso Montegrossi, Alberti Paolo, Masini Sergio, Marzeddu Paolo, Lo Re Enzo, Paoli Alvaro, Krismer e molti altri riescono a fare di quella fabbrica e quell’area un riferimento per tutta la società civile delle Colline metallifere. Grazie all’iniziativa di quegli uomini che la vivono nel lavoro e nel suo mandato sociale faranno sì che quella fabbrica si ponga come collante di democrazia, da dove parte il monito contro il terrorismo degli anni 70; come espressione della solidarietà per l’estendersi e affermazione dei diritti; come l’affermazione della necessità della formazione continua, permettendo l’incontro tra lavoratori e diverse categorie, donne, disoccupati, pensionati.

Mauro ne è un consapevole attivista, il suo è un interesse costante che lo vede pronto e sollecito a introdurre il messaggio della fabbrica nella politica e nel volontariato. Il suo impegno, una volta in pensione, è sempre nella Cgil, come responsabile all’organizzazione del sindacato pensionati allora diretto da Virio Manazzale, sino a prendere l’incarico di coordinatore della Cgil delle Coline metallifere. Dirà di no a incarichi sindacali di alto livello che gli verranno proposti.

Erio Giovannelli, segretario dello Spi provinciale ha postato sui social il seguente messaggio: «Care e cari, purtroppo stanotte ci ha lasciato Mauro Romagnoli un compagno che ha dato tanto a tutta la Cgil e allo Spi. Le parole sono poca cosa rispetto alle emozioni e ai ricordi che affollano la testa a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di condividere con Mauro tanti anni di militanza nella nostra organizzazione. La segreteria Spi di Grosseto». Inoltre, una presenza alla quale Mauro era profondamente legato, è stata evidenziata in questo momento dall’Auser Filo d’Argento di Follonica.

La sua è stata una militanza che fa onore a quanti nella politica e nel sindacato non cercano privilegi ma solo la gratificazione di rendersi utile per quanti sono rimasti indietro ed hanno bisogno di solidarietà.

Da subito all’obitorio del cimitero di Follonica si è raccolta la folla dei parenti, amici e conoscenti che hanno voluto porgere l’ultimo saluto ad un uomo che nel corso degli anni hanno sentito vicino ed amico fraterno. I funerali venerdì 2 gennaio alle ore 14 dall’obitorio del cimitero di Follonica.

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