Gioco
Gioco d'azzardo in Toscana, è allarme tra gli studenti: almeno un "caso critico" in ogni classe, boom tra le ragazze
Grosseto, l’Istituto di fisiologia clinica Cnr registra un aumento nelle scuole. A farla da padroni sono sempre i Gratta&Vinci ma aumentano le scommesse online
GROSSETO. Tra gli adulti la provincia registra prevalenze di gioco leggermente inferiori alla Toscana, con un profilo di rischio in lieve calo rispetto al 2019. Ma è evidente la crescita tra i giovani, sia in termini di diffusione che di rischio, soprattutto tra le ragazze. Sul piano economico, la raccolta cresce e in alcuni Comuni raggiunge livelli allarmanti, alimentata anche dall’espansione dell’online. In sintesi, un territorio dove il gioco d’azzardo è ampiamente radicato: interessa un adulto su tre, oltre metà degli studenti e muove centinaia di milioni di euro l’anno.
Lo dice il rapporto di ricerca “L’Azzardo nella Regione Toscana”, curato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc). Il rapporto offre una fotografia accurata del fenomeno sul territorio e consente una riflessione sull’impatto delle politiche pubbliche messe in campo attraverso il Piano regionale di contrasto, che si è concluso alla fine del 2024. I dati evidenziano che oltre un milione di cittadini toscani ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2024: attività su cui sono stati investiti più di 8,6 miliardi di euro. Nonostante, negli ultimi cinque anni, siano diminuiti i punti gioco fisici sul territorio – anche in conseguenza delle norme adottate – e sia diminuito il numero delle persone che giocano, continua a crescere la raccolta per il gioco d’azzardo; spinta soprattutto dall’aumento del gioco online, con quasi 950 mila conti gioco attivi.
L’analisi si fonda sui due principali studi epidemiologici condotti dell’Ifc: lo studio Gaps 2023 per la popolazione 18-84 anni e lo studio Espad Italia 2023 per gli studenti 15-19 anni. Insieme offrono un quadro esaustivo sulla diffusione e le caratteristiche del gioco d’azzardo nell’area mettendo in luce differenze locali rispetto alla media regionale. Accanto ai dati epidemiologici, i numeri dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) permettono di comprendere la portata economica del fenomeno e la sua distribuzione territoriale.
Secondo Gaps, nell’Asl il 36% degli adulti ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno: una percentuale poco inferiore a quella registrata per la Toscana (37%). All’interno dell’Asl, la Zona distretto Amiata Grossetana-Colline Metallifere-Grossetana (che coincide in larga parte con la provincia) mostra valori simili, con una prevalenza di gioco nell’anno pari al 35%. Un livello leggermente più basso rispetto alla media regionale, ma che conferma come più di un grossetano su tre abbia avuto a che fare con il gioco d’azzardo negli ultimi dodici mesi. Tipicamente a essere più coinvolti sono gli uomini rispetto alle donne (maschi 42%, femmine 28%) e le fasce giovanili rispetto a quelle più anziane (18-44 anni 43%, 45-84 anni 31%).
Per quanto riguarda il contesto giovanile studentesco, il quadro cambia notevolmente. I dati Espad, con sovracampionamento per la Toscana e la Sud Est, mostrano che oltre la metà degli studenti ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno: un balzo notevole rispetto al 2019, quando la quota era del 43%. In provincia i dati si confermano sostanzialmente in linea con quelli dell’intera Asl, segnalando dunque che l’incremento non è un fenomeno esclusivamente regionale ma interessa anche le realtà più periferiche. Il divario di genere rimane marcato: gioca il 59% dei maschi contro il 49% delle femmine, ma il dato più sorprendente è proprio l’aumento tra le ragazze, che in quattro anni sono passate dal 33% al 49%. Segno che il gioco d’azzardo sta coinvolgendo sempre più anche le adolescenti.
Tra i giochi più diffusi compaiono ancora i Gratta&Vinci e le scommesse sportive, a cui si aggiungono le lotterie e, seppur in misura minore, gli apparecchi elettronici. La quota di chi gioca online si attesta intorno al 10%, valore stabile rispetto al 2019 ma sufficiente a confermare l’attrattiva del digitale anche tra i minorenni. Per questa modalità di gioco la differenza di genere sembra essere ancora più evidente (maschi 17%, femmine 4%).
Al fine di caratterizzare i possibili profili di rischio inerenti alla pratica del gioco d’azzardo, gli strumenti di rilevazione di entrambi gli studi condotti prevedono l’impiego di due strumenti di screening tra cui il Pgsi per lo studio Gaps e il Sogs-Ra per Espad Italia.
Nella popolazione adulta residente il 3,7% dei giocatori rientra nella fascia “a rischio minimo” e l’1,6% in quella di “rischio moderato o severo”. Percentuali ridotte solo in apparenza: applicate alla popolazione, corrispondono a centinaia di persone. Interessante è anche la dinamica temporale: nel 2019 i valori erano molto simili. Diverso il discorso per i giovani studenti. Secondo Espad, nel 2023 circa il 5% degli studenti grossetani è classificato “a rischio” e un ulteriore 4% rientra nella categoria dei problematici, in proporzione doppia tra i ragazzi rispetto alle ragazze. Nel 2019 i problematici erano il 2,7%: un aumento che, in termini concreti, significa che in quasi ogni classe delle superiori si trova almeno uno studente con un profilo di gioco già critico.
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