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Grosseto

Il caso

Grosseto, auto (rubata) finisce contro un palo: i ladri fuggono. Il proprietario: «Ora la beffa: devo pagare i danni»


	L'auto contro il palo
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L'auto contro il palo

Fari e motore accesi, ma dentro non c’è nessuno: le indagini dei carabinieri sull’episodio

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GROSSETO. La telefonata della madre lo sorprende nel cuore della notte: l’auto di famiglia è schiantata contro un palo, dentro non c’era nessuno e a casa stanno arrivando i carabinieri. Salta giù dal letto un residente di Barbanella, nonostante l’influenza, e spiega ai militari quello che dev’essere accaduto; raccontando poi al nostro taccuino di un quartiere ormai fuori controllo.

Cosa è successo

Siamo in via Monte Labro, intorno alle 2 della notte fra martedì e ieri, 27 agosto. Una Nissan Micra tre porte si è appena schiantata contro un palo della luce, fari e motore acceso. I passanti accorrono per prestare soccorso al conducente e a eventuali occupanti, ma – sorpresa – nell’abitacolo non c’è nessuno. Poi arrivano i vigili del fuoco. A indagare sul giallo sono i carabinieri, che grazie ai dati dell’auto riescono a risalire all’intestataria: un’ottantenne grossetana, che spiega loro di non aver utilizzato l’auto negli ultimi giorni perché l’ha data in prestito al figlio.

«In famiglia abbiamo solo quella, in questi giorni mi sarebbe servita e ora mi dispiace averla chiesta a mia madre (che intanto ha denunciato il furto) anche perché sto poco bene: le avevo detto di venire a prenderla nella mattina di domani (oggi, 28 agosto ndr)», confessa al nostro taccuino chiedendo l’anonimato, e poi precisa: «L’avevo parcheggiata vicino a casa, in via Parini, e almeno fino alle 22 era lì dove l’avevo messa: devono averla rubata dopo quell’ora».

E poi si sfoga: «Non è tanto il furto in sé, quanto il fatto che oramai questo quartiere è diventato invivibile e nessuno interviene. Non so se ci sia un collegamento – precisa – ma ogni notte ci sono degli uomini che, tra qui e via Giusti, disturbano la quiete pubblica fino alle 4 del mattino con musica alta “a tutta gallara” e schiamazzi; per non parlare del degrado e della sporcizia di ogni genere (le bottiglie vuote sono il meno) e soprattutto del continuo viavai molto sospetto a qualsiasi ora».
Oltre al danno, infine, la beffa: «Mi hanno detto che eventuali richieste di risarcimento per il palo sono a carico del proprietario dell’auto», che nel frattempo resta pure sotto sequestro.

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