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Grosseto

Il colpo

Grosseto, cassaforte svaligiata dai ladri: rubati gioielli per migliaia di euro

di Sara Venchiarutti
Un ladro in azione (foto d'archivio)
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Un ladro in azione (foto d'archivio)

Il furto a casa dell’ingegnere Lotti: «Sapevano dove cercare»

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Grosseto Lui sospetta che a svaligiargli casa siano stati dei professionisti perché, di tutti i quadri appesi, uno soltanto era stato spostato, rimosso dal suo chiodo e appoggiato sulla parete: proprio quello che serviva a nascondere la cassaforte con all’interno i gioielli e i preziosi di una vita.

Ora lì non c’è rimasto più nulla, tutto è stato portato via: collane, bracciali, anelli anche importanti dal punto di vista economico e affettivo. «Un furto da qualche migliaio di euro, con oggetti di notevole valore», è la prima stima, “a caldo”, dell’ingegnere Liciano Lotti che, quando è rientrato ieri mattina nel suo appartamento al secondo piano in una palazzina di via Puglie a Grosseto, s’è trovato davanti i segni inconfondibili del passaggio dei ladri. Era stato via solo qualche giorno, per il fine settimana, da giovedì fino appunto a lunedì mattina.

Di conseguenza «non so ancora quando è esattamente avvenuto il furto», aggiunge Lotti, già presidente dell’Ordine degli ingegneri della città. «Mi viene il sospetto – aggiunge – che qualcuno abbia preso di mira la palazzina: circa venti giorni fa ci furono diversi furti nei garage sulla via, a mia figlia hanno anche rubato una bicicletta di un certo valore». S’aggiunga poi che «in questi giorni non c’era davvero nessuno nel palazzo: avranno aspettato il momento migliore per poi agire».

La ricostruzione del furto

I ladri sono entrati «verosimilmente da una finestra che dà sul terrazzo. L’avevamo lasciata un po’ aperta, con l’avvolgibile chiuso», spiega Lotti. Poi i malviventi si sono diretti a colpo sicuro – almeno così sembra – verso la cassaforte. «Forse – ipotizza Lotti – avevano con sé un metal detector o comunque uno strumento simile per individuarla sotto i quadri. Gli altri, infatti, erano a posto, non li hanno toccati: non hanno cercato da nessuna altra parte, altrimenti mica li avrebbero rimessi al loro posto dopo averli spostati». Nella cassaforte, spiega Lotti, «conservavo tutti i preziosi che avevo regalato negli anni a mia mamma. Oltre al valore economico, avevano soprattutto un importante valore affettivo, li tenevo lì come ricordo».

Per il resto erano a soqquadro solo le camere da letto. Il resto dell’abitazione non è stato toccato. «Conoscono bene le abitudini delle persone e si dirigono immediatamente a cercare nei cassetti delle camere», sottolinea Lotti. Lì, rovistando non poco e sotto altri documenti, hanno trovato le chiavi della cassaforte con cui poi aprirla. «Non c’erano segni di altri strumenti utilizzati, solo – spiega Lotti – una leggera frizione della chiave che deve essere rimasta bloccata: hanno forzato l’apertura usando quella». Chiave «che porto via – spiega Lotti – soltanto se sto fuori casa per tanto tempo; quando si tratta di pochi giorni no». I ladri hanno puntato ai cassetti dei comodini, poi anche a quelli degli armadi. «Hanno svuotato pure quelli – conferma Lotti – ma senza nessun interesse. Evidentemente erano soddisfatti dal bottino trovato nella cassaforte, perché non hanno fatto altri danni, anche se appunto nelle camere i cassetti erano tutti aperti». Ora nei prossimi giorni Lotti farà l’inventario per sapere cosa è stato portato via e con quello procederà a sporgere denuncia. Intanto sul posto è andata la polizia per i rilievi del caso . 

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