Lutto
Grosseto, addio alla psicologa Santa Cucchi: l'impegno al SerD e nelle scuole
Il figlio: «Era sempre solare e ottimista, nonostante la lunga malattia»
GROSSETO. La prima caratteristica che viene in mente pensando a Santa Cucchi è il sorriso. Sempre presente, aperto e solare anche nei momenti più difficili, anche quando – nel 2010 – è arrivata la malattia.
«Ha sofferto per 15 anni, ma l’aspetto fondamentale è che ha sempre vissuto con molto ottimismo, non facendo preoccupare le persone intorno a lei, me compreso», ricorda il figlio, Andrea Maestripieri. La sua mamma è mancata venerdì scorso a 69 anni. Ne avrebbe compiuti 70 quest’estate.
Per gran parte della sua vita professionale ha lavorato al SerD di Grosseto, nel reparto tossicodipendenze, come psicologa. Aveva infatti scelto psicologia all’università di Padova, dove Cucchi ha studiato e si è laureata. «La sua passione era ascoltare gli altri e le persone – conferma il figlio – entravano molto facilmente in confidenza con lei perché si sentivano ascoltate e in una zona di comfort. Tanti pazienti la ricordano ancora con affetto».
L'amore per la Maremma
Cucchi non è nata a Grosseto, ma si è subito innamorata di questi panorami quando il destino l’ha portata qui. «Amava questa terra», conferma Maestripieri. Lei era originaria di Reggio Emilia, poi ha vissuto a Falconara Marittima (Ancona), ed «è venuta Grosseto per amore, dopo il matrimonio. Poi ha deciso di restare qui perché le piaceva molto la Maremma, il mare, le persone. Si sentiva maremmana al 100 per cento». Così, una volta sposata, ha ottenuto il trasferimento e il posto a Grosseto. Era il 1991 e «da allora è voluta restare sempre qui, nonostante la malattia. Di fatto ha scelto di vivere qui», conferma il figlio.
Il lavoro e le passioni
Oltre al lavoro al SerD, Cucchi portava avanti come psicologa anche diverse attività nelle scuole, dalle superiori a quelle che formano gli infermieri.
Era innamorata del suo lavoro, così come della musica classica e jazz. «Non suonava niente, ma la musica le piaceva molto. Ed era infatti – ricorda il figlio – una delle sostenitrici del “Premio Scriabin”, il premio pianistico internazionale ospitato in città».
Ma Cucchi era soprattutto «solare, affettuosa, ottimista, anche quando la situazione era difficile. Tra tutte, mi porto l’immagine di me e lei che andiamo al mare con la sua macchinina e ci stiamo tutto il giorno. Di lei resta l’affetto, il calore e la positività che emanava quando si parlava con lei», ricorda, commosso, il figlio. E quello che Cucchi gli ha insegnato è «essere affettuosi e ottimisti sempre».
Poi, due anni fa, un altro amore: quello per la nipotina Lara. «La gioia di vederla le ha dato vita in più», dice Maestripieri.
Il ricordo delle colleghe
E Cucchi mancherà anche alle colleghe di lavoro, che poi erano diventate amiche. «Uscivamo insieme, a cena, al mare. Il nostro era un vero rapporto amicale», ricorda la collega Maria Paola Moretti. «Lavorare con lei – aggiunge – era bello, era una persona molto professionale ma anche allegra, aveva sempre il sorriso, era disponibile con tutti». Nonostante i tanti anni in Maremma, un po’ quell’accento emiliano era rimasto, conferma Moretti. Un’impronta vocale della cordialità e dell’ironia che la caratterizzavano. «Dava molto spazio agli amici, ai viaggi. Ne aveva fatti un po’ negli ultimi anni, nonostante la malattia», ricorda ancora Moretti. Per chi volesse portare l’ultimo saluto, i funerali si terranno domani alle 11 nella chiesetta del cimitero di Sterpeto a Grosseto.
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