Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Addio a “Carlino” di Nomadelfia: era l’autista di pullman della comunità

Carlino di Nomadelfia
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Carlino di Nomadelfia

I messaggi e i ricordi: «Ci portava in giro per l’Italia con il suo sorriso»

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GROSSETO. È morto Carlo di Nomadelfia, l’autista della comunità, conosciuto da tutti come “Carlino” per la sua statura. Lo ha reso noto la comunità di Nomadelfia, tracciando un ritratto del 92enne, uno dei pilastri della comunità che sorge alle porte di Grosseto.

Carlo era nato a Modena il 7 agosto 1933 e a poco meno di 4 anni era stato accolto da don Zeno, in seguito alla morte della mamma, nell’Opera Piccoli Apostoli. All’epoca non erano ancora arrivate le mamme di vocazione. Infatti, dopo l’ingresso di Irene nel 1941, essendo uno dei più piccoli Carlo divenne uno dei primi suoi figli. Ha trascorso perciò in Nomadelfia oltre 87 anni.

Non si era sposato, ma ripeteva che da anziano era il nonno di tutti. Ha vissuto le traversie di Fossoli e la lenta ricostruzione in Maremma fino a oggi. «L’amore per il popolo ha contraddistinto tutta la sua vita – dicono i nomadelfi – Infatti, dagli inizi nel 1966 come autista del pullman, fino a qualche anno fa come responsabile della pulizia delle piazze, ha partecipato all’apostolato estivo delle Serate di Nomadelfia».

Alcuni anni fa ai figli di Nomadelfia soleva dire: «Ho capito che non era sufficiente passare da naufraghi a salvatori di naufraghi, e ho deciso di farmi nomadelfo, di far vedere con la mia vita al mondo che è possibile fare una civiltà nuova, il cambiamento di rotta che don Zeno ha deciso nella caserma dei telegrafisti a Firenze». A ricordarlo tra gli altri è Gianni, uno dei tanti figli di Nomadelfia, che da tempo non vive più in Maremma ma è rimasto legatissimo alla comunità in cui è cresciuto. «Da piccolo – racconta Gianni – Carlo ci portava sempre in giro per tutta l’Italia con i pullman sempre con il sorriso, e in qualsiasi problema ci aiutava e trattava tutti i bambini come un padre come don Zeno ci ha insegnato».

I funerali si terranno sabato 22 febbraio alle 15,30 in sala don Zeno a Nomadelfia.

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