Gioco
«Dopo decine di chiamate a vuoto ho dovuto fare 120km in macchina e prenotare la visita a un bancone»
CAPALBIO. «Ho dovuto prendere la macchina e fare 120 chilometri per prenotare una visita oculistica che devo fare periodicamente. Al telefono non mi ha mai risposto nessuno».
Racconta la sua disavventura a Il Tirreno Renzo Dominici, 77 anni di Capalbio, che nei giorni scorsi ha tentato di prenotare una Oct (una tomografia ottica a radiazione coerente) a causa di un restringimento retinico all’occhio destro. «Mi era stato fornito un numero per fare la prenotazione telefonica, lo 0564 485216, e così ho iniziato a chiamare. Mai avrei pensato che sarebbe andata così: il 21 ottobre ho fatto 20 telefonate senza avere mai una risposta. Il 22 ne ho fatte 19 e il risultato e stato lo stesso: nessuno ha risposto al telefono».
Dominici ha così cercato strade alternative per evitare di andare a Grosseto, che dista circa 120 chilometri dalla sua abitazione: «Ho deciso di chiamare la portineria comunicando il problema. La persona che mi ha risposto al telefono ha candidamente riferito che danno sempre quel numero da chiamare pur sapendo che non risponde nessuno. Dalla portineria mi hanno dato un numero di cellulare che io ho chiamato ma anche questo tentativo è andato a vuoto. Ho chiamato nuovamente la portineria e, a quel punto, mi hanno suggerito di chiamare l’ufficio relazioni con il pubblico. L'ho fatto ma anche in questo caso nessuna risposta».
Dominici, che a quel punto cominciava a essere scoraggiato ma anche abbastanza innervosito, decide di comporre il numero verde 800 613311. Questa volta, finalmente, una voce gli risponde e gli suggerisce di inviare una mail all’indirizzo dell’Urp allegando tutto quello che era successo e la richiesta della prenotazione della visita. «Lo avrei fatto – dice – ma non ho il pc e quindi non posso mandare una mail».
Dominici non si dà per vinto e prova nuovamente a telefonare per ottenere la sua prenotazione. Il numero però continua a essere sempre occupato. «Ho chiamato nuovamente la portineria, che mi ha dato un altro numero da chiamare dalle 13,30 alle 15,30. A questo mi hanno risposto, peccato fosse quello della sala operatoria. Nonostante tutto, però, hanno provato a prenotarmi la visita ma non ci sono riusciti».
Morale della favola, Dominici ha dovuto prendere la macchina e andare fino al Misericordia, dove è riuscito a ottenere la sua prenotazione: «Mi sono recato all’accettazione oculistica dove dovrebbero prendere le prenotazioni al telefono ma invece non rispondono mai. In presenza, però, sono riuscito ad avere la mia visita».
Il capalbiese contesta il fatto che una persona, per giunta anziana, è stata costretta a fare 120 chilometri per fare una prenotazione che si potrebbe fare tranquillamente per telefono: «Chi non ha la macchina come fa a spostarsi? Deve pagare qualcuno? Ci sono molte persone sedute ai banconi e non fanno assolutamente nulla, perché non vengono spostate ai centralini per prendere le prenotazioni? È solo una questione di organizzazione».
L’Asl, contattata da Il Tirreno, fa mea culpa: «L’azienda Usl Toscana sud est si scusa con l’utente. Per evitare il congestionamento delle linee che si verificano in alcuni giorni, è in fase di valutazione il potenziamento del centralino telefonico per le visite di oculistica al fine di migliorare la risposta nei confronti dell’utenza».
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