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Tirrenica ancora “a secco”. Simiani: «Dirottati i fondi»

di Ivana Agostini
L’Aurelia a Orbetello Scalo (foto d’archivio Enzo Russo)
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L’Aurelia a Orbetello Scalo (foto d’archivio Enzo Russo)

In legge di bilancio terzo anno consecutivo senza finanziamenti. Il deputato Pd pronto all’emendamento: appello al centrodestra

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GROSSETO.  La Tirrenica resta a secco di finanziamenti: «Soldi per le infrastrutture ma non per la Tirrenica».

I riflettori sulla storia infinita del Corridoio tirrenico li accende il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione ambiente alla Camera: «Per il terzo anno consecutivo nella legge di bilancio non è previsto alcun finanziamento. Nonostante i numerosi annunci del ministro Matteo Salvini, che promettevano risorse immediate, il progetto rimane solo sulla carta. Mentre mancano indicazioni precise nella manovra 2025, il governo stanzia ben 24 miliardi di euro per lo sviluppo infrastrutturale tra il 2027 e il 2036».

Simiani sottolinea come «per l’ennesima volta Salvini non risponda alle esigenze del territorio nonostante le promesse fatte in passato. La Tirrenica, inserita nel contratto di programma Anas (con il ministero delle infrastrutture) potrebbe essere finanziata già con questa legge di bilancio, considerato che il commissario per l’opera è l’amministratore delegato di Anas (come previsto all’atto della firma), indicato ormai da tempo con il decreto. Tuttavia, ancora una volta, Salvini non destina alcuna risorsa alla Toscana, lasciando senza risposta i bisogni del territorio. Quest’opera è essenziale per la viabilità e lo sviluppo dell’intera regione e presenta già tratti cantierabili. Non solo – aggiunge Simiani – Salvini, nel 2023 aveva annunciato che i lavori per la Tirrenica sarebbero iniziati nel 2025 visto che era stata fatta una riunione al ministero per accelerare il passaggio dei progetti».

Non solo l’infrastruttura non sarebbe stata finanziata ma i soldi sarebbero stati dirottati su altro: «Dal dossier studi – dice ancora Simiani – emerge che circa 20 milioni di euro sarebbero stati spostati dalla Tirrenica al ripristino e alla messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25 a seguito degli eventi sismici del 2009, 2016 e 2017».

Il deputato Dem ha deciso di agire sullo stallo: «Per sbloccare questa situazione presenterò un emendamento alla legge di bilancio che destini 300 milioni di euro all’anno, per sei anni, dei 24 miliardi già previsti. Invito i deputati di maggioranza a sostenere questa proposta. Le risorse ci sono – conclude Simiani – Escludere la Tirrenica è una scelta politica che dipende unicamente dal governo Meloni e dal ministro Salvini».

Nei giorni scorsi il deputato maremmano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, aveva espresso ottimismo per la nomina del commissario (Simiani dice che la nomina risale al 2019, ndc) che avrebbe velocizzato l’iter per dare inizio ai cantieri.

Rossi, infatti, aveva presentato, in Commissione, un’interrogazione al ministro delle infrastrutture e dei trasporti proprio sul tema del Corridoio tirrenico, per il quale è stato previsto il passaggio della realizzazione dei progetti da Sat ad Anas con un commissario straordinario che sarà incaricato di seguire i lavori. Questa la risposta riportata da Rossi: «L’amministratore straordinario sarà direttamente l’amministratore delegato di Anas, proprio per sottolineare l’importanza che questa arteria stradale riveste per il governo. Essendo una via di collegamento fondamentale per il nostro territorio e tutta la Toscana – diceva Rossi – riteniamo indispensabile migliorarne la viabilità per residenti, turisti e lavoratori e in generale per l’economia di tutto il territorio».

Di fatto la Tirrenica è ferma al palo ormai da decenni: prima il progetto di un’autostrada voluto da molti e ostacolato da altrettanti. Poi l’inversione di rotta con il passaggio dall’autostrada a una messa in sicurezza della statale Aurelia. Poi il passaggio da Sat ad Anas dei progetti. Tutto sarebbe pronto ma allo stesso tempo tutto resta invariato da sempre: Capalbio aspetta la messa in sicurezza di 12,5 chilometri di strada a due corsie senza spartitraffico come continuano a verificarsi incidenti mortali.

A Orbetello Scalo chi abita al centro della strada e funge da spartitraffico fra la corsia sud e quella nord è nel limbo da anni. Così la presenza degli incroci a raso. Tutto è pronto per i cantieri ma nel frattempo, da decenni, tutto resta uguale.


 

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