Italia
Telco, 25 lavoratori senza stipendio: braccia incrociate ogni sabato
L’azienda realizza impianti in fibra ottica e riparazioni di cavi
GROSSETO. Venticinque lavoratori della Telco soluzioni digitali, un’azienda che si occupa di realizzare impianti in fibra ottica, installazioni di impianti telefonici, ma anche di riparazione di cavi di rame, hanno deciso all’unanimità di incrociare le braccia e di sospendere l’accordo relativo al lavoro del sabato fino alla completa risoluzione della questione salariale.
La decisione è stata presa dopo l’assemblea sindacale alla quale hanno partecipato i lavoratori e che ha fatto emergere diverse problematiche relative al pagamento degli stipendi. Per questo è stata seguita inizialmente da 5 ore di sciopero. Una situazione comune ad altre realtà toscane, che hanno messo in atto azioni di protesta per i prossimi giorni.
«Telco non sta pagando – spiega Walter Scopetoni, segretario Slc Cgil Grosseto – perché sostiene di non avere liquidità, nonostante Tim paghi loro un canone di manutenzione. Il problema è che se la situazione precipita diventa un problema, perché in provincia ci sono ormai solo una quindici di tecnici Tim». Gli addetti sono sul piede di guerra e allo stesso tempo disorientati da quello che sta succedendo. Telco soluzioni digitali (Tsd) è l’azienda che con i suoi oltre mille addetti, in appalto per FiberCop (ex Tim) si occupa in tutta Italia di realizzare e installare linee di comunicazione in fibra e rame sulla rete Tim. L’azienda è stata recentemente ceduta alla Tennet e l’ultima cosa che si aspettavano i lavoratori, dopo anni di pagamenti regolari, era un problema come questo. «Durante la pandemia, con la vecchia società, ci fu un problema di stipendi di cinque mesi non riscossi – aggiunge Scopetoni – seguimmo la vicenda con l’allora prefetto e riuscimmo a far entrare la società nel gruppo Tim servizi digitali. Tim si fece carico del problema, pagò gli arretrati e li ha tenuti per due anni. I lavoratori hanno ricevuto lo stipendio del mese scorso – precisa Scopetoni – poi sono iniziati i problemi. Il 20, all’arrivo del salario, l’azienda ha pagato solo l’80% di quanto doveva. Comunicando la mancata riscossione di alcuni crediti da parte di un operatore del settore fibra. Il 28 ottobre gli addetti aspettavano il saldo dei salari ma solo metà persone lo ha ricevuto. I rimanenti dovevano avere la loro parte il 30 ottobre, ma non è arrivato nulla».
Così anche quelli che a fine mese avevano ricevuto quanto gli spettava si sono mossi in solidarietà dei colleghi non pagati regolarmente e hanno aderito allo sciopero. «È il primo passo di un’azione volta a tutelare i diritti dei lavoratori – dice Scopetoni – L’assemblea si riserva di adottare ulteriori iniziative di lotta fino al completo ristoro dei crediti. Le motivazioni date al personale non convincono, l’acquisizione da parte di Tennet è stata fatta recentemente e non ci spieghiamo come stia già mancando quanto spetta a chi lavora. Non avevano fatto i conti prima? Così rischia il personale dell’azienda ma rischiano anche gli appaltatori dei lavori che Tsd non svolge direttamente nei cantieri. Crediamo che si debba fare subito luce sulla questione. Ultimamente ci sono state vendite e ricompere, senza un piano industriale e certezze sulla proprietà. Stanno aspettando un finanziamento di venti milioni di euro, ma nel frattempo non sono arrivati gli stipendi. La cosa brutta è che si usano i lavoratori come ostaggi e per ricevere finanziamenti».
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