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Il miglior giovane cuoco d’Italia è toscano: Duccio Frullani, il ristorante nel borgo e i segreti in cucina

di Sara Landi
Duccio Frullani e una delle sue delizie
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Duccio Frullani e una delle sue delizie

Lo chef 30enne premiato a Milano: «Centrale il rispetto della stagionalità e dei produttori»

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MONTIERI. «I clienti del ristorante si fanno oltre un’ora di macchina e di curve per venire ad assaggiare i miei piatti. Le loro aspettative sono alte e io devo rispettarle». Motivazione, serietà, impegno e passione stanno tutte in queste parole dello chef della locanda La Ciottolona di Boccheggiano (Montieri) Duccio Frullani, 30 anni compiuti ad agosto, che è appena tornato da Milano dove ha ricevuto il premio come miglior giovane cuoco d’Italia secondo Slow Food.

La cerimonia

Frullani era atteso a Milano alla presentazione della nuova edizione della guida Osterie d’Italia 2025 di Slow Food e sapeva che per lui c’era di sicuro un riconoscimento importante: la riconferma per il terzo anno consecutivo della Chiocciola Slow Food per il suo ristorante. «Mi avevano detto che avrei ritirato anche un premio speciale ma non sapevo di cosa si trattasse per cui l’emozione è stata grandissima – racconta lo chef –. Ammetto che non mi aspettavo che si trattasse proprio del premio Giovane dell’anno Vittorio Fusari – Franciacorta. Quello che ho fatto negli ultimi dodici mesi è stato quello che ho fatto anche in quelli precedenti: ho studiato molto e lavorato di più, cercando di migliorarmi, di innalzare il livello della mia tecnica e la qualità della mia cucina, senza mai tradire, però, gli ideali in cui credo».

Il premio

Tra quelli assegnati annualmente dalla guida Osterie d’Italia, il premio speciale per il miglior giovane cuoco, assegnato da Franciacorta e dedicato a Vittorio Fusari, esplora più di tutti i confini del futuro dell’osteria italiana. Vittorio Fusari ha rappresentato, lungo tutto il suo percorso professionale, uno dei più alti esempi di cuoco, costantemente teso tra la cultura gastronomica del territorio e l’innovazione che ha accompagnato la cucina a partire dagli anni Settanta, dando vita a una delle più perfette osterie e a una nuova cucina, libera da qualsiasi condizionamento. Particolarmente lusinghiere le motivazioni del premio che riconosce a Frullani il merito di “aver messo a servizio del territorio il suo bagaglio di competenze, accumulate nelle varie esperienze professionali internazionali, per valorizzarne le materie prime e le storie dei suoi piccoli produttori”.

La formazione

Tra l’altro lo chef della Ciottolona è stato l’unico toscano a ricevere uno dei riconoscimenti più importanti di Slow Food quest’anno. Dopo aver fatto l’Alberghiero il giovane Duccio si è fatto le ossa per un lungo periodo in Belgio per poi prendere le redini della cucina del piccolo ristorante di famiglia, aperto vent’anni prima dal padre Sandro che tuttora si occupa della sala. «E quando da gennaio a Pasqua siamo chiusi – dice Duccio – io ne approfitto per fare stage e approfondire la mia formazione». Duccio Frullani è già da tempo cuoco dell’Alleanza Slow Food: i cuochi dell’Alleanza impiegano ogni giorno nelle loro cucine i prodotti di contadini, allevatori, casari, pescatori, viticoltori, artigiani che producono con passione e rispetto per la terra e per i loro animali, mettendo al centro il cibo “buono, giusto e pulito”. Inoltre ha vinto nel 2021 il premio Travellers’Choice di TripAdvisor ed è stato selezionato tra i protagonisti delle edizioni 2022 e 2024 della kermesse internazionale Terra Madre — Salone del Gusto di Torino. Dal 2023 il suo ristorante si fregia della Chiocciola Slow Food, simbolo di eccellenza e di sintonia con i valori dell’associazione. «Non c’è un piatto su tutti che identifica il mio ristorante perché il menu cambia spesso – dice Frullani – ma quello che non cambia mai è il rispetto per la stagionalità delle materie prime e il rapporto diretto coi produttori del territorio». A complimentarsi con Duccio Frullani è il presidente della Condotta Slow Food del Monteregio Claudio Seghi: «A nome dell’intera condotta esprimo orgoglio e entusiasmo per un risultato così meritato e rilevante, non solo per Duccio ma anche per il nostro territorio e per tutti i ragazzi che, come lui, hanno un sogno. La dimostrazione che non serve essere eroi per lavorare in luoghi difficili, rispettando i tempi della natura e della qualità: chi sceglie di farlo, però, senz’altro lo diventa».

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