Venator, tutti con il fiato sospeso. E a Firenze incontro interlocutorio
Dovrebbe essere previsto in Regione in attesa di quello risolutivo con l’ad
SCARLINO. Alla Venator di Scarlino sono tutti col fiato sospeso in attesa di quella che dovrebbe essere l’ultima conferenza dei servizi (Cds), martedì 15 ottobre, che dovrebbe portare la Regione Toscana a rilasciare l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la discarica definitiva dei gessi rossi (rifiuti speciali non pericolosi) nei dieci ettari individuati all’interno dell’ex bacino fanghi Solmine. A poche centinaia di metri dalla Venator. L’area bonificata e certificata a inizio anni Novanta, dove nei decenni precedenti erano state stoccate le ceneri di pirite.
In attesa del sospiratissimo via libera definitivo al sito di stoccaggio che potrebbe consentire la riattivazione dei forni di “calcinazione” dell’impianto di Scarlino – a pieno regime è in grado di produrre 60mila tonnellate di biossido di titanio (TiO2) – la multinazionale inglese che ha sede a Vynyard (Inghilterra) sta preparando la missione esplorativa del proprio management.
Lunedì 14, il giorno prima della fatidica conferenza dei servizi, infatti, nelle stanze della Regione dovrebbe tenersi una riunione fra gli assessori regionali Leonardo Marras (attività produttive) e Monia Monni (ambiente), dirigenti regionali e una delegazione di Venator guidata dal membro del “board of directors” Arjen de Leeuw Den Bouter.
Un incontro preparatorio di quello che si spera sia risolutivo, con il presidente e Ceo (chief executive officer) E. Bryan Snell. Anche se l’interlocuzione arriva con molti mesi di ritardo, dal momento che la Regione aveva chiesto di incontrare l’azienda alcuni mesi fa, quando ancora ilCeo era SimonTurner.
Oggetto nell’incontro, per quel che se ne sa, dovrebbe essere un giro d’orizzonte sulla reale volontà dell’azienda rispetto alla prosecuzione del proprio impegno a rimettere in marcia l’impianto scarlinese, sulle prospettive del mercato del biossido di titanio nei prossimi mesi, e probabilmente sulle strategie che l’azienda potrebbe mettere in campo per ridurre gli scarti di lavorazione.
Nei giorni successivi, se tutto andrà come si spera, dovrebbe arrivare il grande capo di Venator Materials Plc per sancire l’eventuale patto. Eventuale. Perché le cattive acque in cui naviga a livello mondiale la capogruppo di Venator Italy srl, parallelamente a quanto sta succedendo al settore industriale europeo, quando va bene in stagnazione, oppure in recessione come in Germania, non lasciano dormire a nessuno sonni tranquilli. Ne ha dato dimostrazione la decisa presa di posizione di Filctem, per bocca del proprio delegato nella Rsu Venator e membro della segreteria provinciale della Cgil, che ha invitato l’azienda ad essere chiara una volta per tutte sul destino dell’impianto del Casone, dal momento che «con l’approvazione dell’Aia non avrà più alibi rispetto alla rimessa in marcia dell’impianto». E in caso non volesse proseguire, «a lasciare il campo velocemente ad altri soggetti industriali in grado di fare le stesse produzioni».
Posizione alla quale ha fatto da contraltare pochi giorni dopo quella di Gian Luca Fé, segretario provinciale di Femca Cisl, che ha smorzato i toni ribadendo «la speranza che l’impianto di Scarlino rientri nei programmi che tra le fine di ottobre e i primi di novembre il proprietario farà per l’anno a venire».
Una divergenza di vedute non nuova, che risale a ormai un paio di anni fa, quando Filctem e Cgil chiesero di investire direttamente il ministero dell’economia della vertenza Venator con l’obiettivo di attivare per tempo gli ammortizzatori sociali, scontrandosi con l’opposizione di Cisl, Ugl e Confindustria.
Dopo la chiusura nel luglio 2023 dell’ultima linea produttiva del biossido, l’azienda ha continuato a versare gli stipendi agli operai fino al febbraio di quest’anno, momento in cui è subentrata la cassa integrazione straordinaria per gli attuali 216 dipendenti, che si concluderà nel prossimo gennaio. Salvo proroghe, come richiesto con un ordine del giorno recepito dal Governo dal deputato democratico Marco Simiani.
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