Gioco
Caporalato nelle vigne, due aziende grossetane nei guai con l’ispettorato del lavoro
Vendemmia nel Senese con 16 operai senza contratto, di cui 4 richiedenti asilo
GROSSETO. Un “errore” grossolano quello che ha fatto cadere nella rete dell’ispettorato del lavoro di Grosseto e Siena diretto da Mariafrancesca Santoli due aziende con sede legale nella provincia di Maremma e Amiata; entrambe recidive al caporalato.
L’ispezione, effettuata nell’ambito della vigilanza denominata “Alt Caporalato 2”, ha richiesto circa dodici ore – comprese le operazioni di fotosegnalazione – a cominciare dalle 8 del mattino. I carabinieri hanno così potuto individuare un gruppo di 16 operai senza regolare contratto, dei quali quattro richiedenti asilo. Tutti stranieri, provenienti da ogni parte del mondo.
Il bliltz dei Nil (il Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro) è avvenuto sul territorio provinciale della Città del Palio circa una settimana fa, ma i suoi risultati sono stati resi noti soltanto nella giornata di oggi, giovedì 10.
I militari, grazie al prezioso aiuto di un gruppo di mediatori culturali, hanno individuato una cinquantina di lavoratori impiegati nella vendemmia; in larga parte provenienti dal territorio maremmano, dal quale erano giunti accompagnati proprio dai datori di lavoro.
Subito sono scattate le relative sospensioni alle aziende relativamente alle sedi in questione. Le imprese hanno in seguito provveduto a mettersi in regola; almeno per quanto è stato loro possibile. Si apprende infatti dall’ispettorato che hanno pagato le sanzioni (circa 15mila euro nel complesso) e assunto gli operai privi del regolare contratto di lavoro. La vera “stangata” per le due aziende, tuttavia, deve ancora arrivare. La legge, infatti, non consente di assumere beneficiari dello status di richiedente asilo.
In questo contesto si apprende che nessun bracciante ha sporto denuncia nei confronti dei propri “caporali”. Alcuni di loro, impauriti alla vista degli ispettori, avevano cercato di allontanarsi per il timore di incorrere in sanzioni a propria volta. Solo l’intervento dei mediatori culturali ha permesso ai carabinieri del Nil (in loro supporto sono arrivati anche i colleghi locali) di chiarire tutte le situazioni: i mediatori hanno saputo spiegare con sufficiente chiarezza che erano lì per aiutarli.
Le due aziende erano già note all’ispettorato proprio per episodi di caporalato (per i quali erano state sanzionate), e abitualmente servono anche la provincia di Siena. Dopo aver “rigato dritto” per un lungo periodo, in questo caso specifico – si diceva – hanno commesso il passo falso di utilizzare operai non in regola; forse a causa della carenza di manodopera a disposizione per la stagione della vendemmia.
Le attività dell’ispettorato del lavoro di Grosseto e Siena, che si intensificano particolarmente nel corso delle stagioni di raccolta proseguono senza sosta nei territori delle due province. E non è da escludere che i risultati di altri blitz contro il caporalato possano essere resi noti proprio nel corso dei prossimi giorni.
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