Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Addio a Irio Tommasini, eccezionale artigiano della bici: da una piccola officina ha conquistato il mondo del ciclismo

di Maurizio Caldarelli

	Irio Tommasini ritratto anni fa nella sua officina
Irio Tommasini ritratto anni fa nella sua officina

Originario di Buriano, ambasciatore di Grosseto nel mondo, si è spento all’età di 91 anni: «Una bicicletta nelle sue mani diventava un gioiello»

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GROSSETO. Si è spento ieri mattina (lunedì 7), all’età di 91 anni, un ambasciatore di Grosseto nel mondo, Irio Tommasini.
L’artigiano, originario di Buriano, con la sua passione, il suo estro, ha saputo conquistare uno spazio importante nel mondo del ciclismo e della bicicletta in genere. I telai e le bici Tommasini sono presenti, oltre che sul mercato italiano anche in quelli di Germania, Giappone, Stati Uniti, Cina, Thailandia, Malesia, Australia. Per questo la scomparsa di Irio, avvenuta alle 8 di ieri mattina, è diventata virale. Era un maestro che con umiltà e sacrificio ha costruito un marchio unico che continuerà a ricordarlo anche in futuro, grazie ad Alessandro Enginori, che ha rilevato l’azienda dall’aprile 2023.

La piccola officina

Tommasini, allievo di uno dei più importanti costruttori dell’epoca, Giuseppe Pelà, aprì uno stabilimento per realizzare biciclette nel 1957, insieme alla moglie Anna Casarini: lo ha portato avanti fino a qualche anno fa prima di passare il timone alle figlie Roberta e Barbara e ai loro mariti Alessandro Malentacchi e Valfrido Migliorini. Irio ha comunque costruito telai fino 3-4 anni fa. La grande avventura nel mondo nelle due ruote era già iniziata quasi dieci anni prima, nel 1948, al momento di iniziare a dare una mano nel negozio che gli zii aprirono a Roma a Grosseto. A quei tempi Irio frequentava l’avviamento commerciale, anche se il suo sogno era di seguire le orme dei ragazzi dell’Iti che occupavano il piano superiore della scuola: ha sempre avuto una manualità fuori dal comune e una bicicletta finita nelle sue mani diventava un gioiello. Il suo primo capolavoro fu una vecchia bicicletta da corsa che i genitori gli regalarono a quattordici anni e che fece diventare come nuova. Irio s’innamorò casualmente del ciclismo: durante una visita ad alcuni parenti a Varazze, in Liguria, fu invitato ad assistere alla Milano-Sanremo del 1946.

«Lì per lì mi annoiavo – ha sempre raccontato – perché rimasi 15-20 minuti ad aspettare i ciclisti senza che arrivasse nessuno, poi ne spuntò uno e dopo diversi minuti un altro gruppetto. Solo anni dopo realizzai che avevo assistito ad una delle più belle vittorie di Fausto Coppi».

L’amore per le corse

A trasmettere l’amore per le corse pensò invece un ciclista castiglionese, Alfredo Falsini, che incontrò un giorno a Buriano. Irio fu un buon ciclista amatoriale, nei pochi spazi che gli lasciava la sua produzione artigianale, che ebbe gli anni d’oro tra il 1990 e 2000 con quasi 2.500 biciclette costruite e immesse sul mercato internazionale. La Cicli Tommasini, con i suoi telai in titanio, acciaio inox e alluminio, ha servito tanti talenti delle due ruote, ma anche stelle come il belga Freddy Maertens, Simonetti o lo statunitense Lance Amstrong che gli fece visita nella sua azienda di via Nepal. La bici Tommasini è adatta per chi si sposta in città, per i cicloturisti, con la nuova linea Fire Gravel.

«Quella di Irio – lo ricorda Giancarlo Brocci, ideatore dell’Eroica, ospite di recente a Grosseto – era una specie di sartoria, per i talenti. Se avevi la sua bici o una Colnago eri un dilettante buono. Sarò sempre grato a Tommasini, fu il primo a credere nelle potenzialità dell’Eroica, fece il registro delle bici eroiche nel 1997. Era un artigiano unico al mondo e le sue bici, con la crescita del cicloturismo, avranno un rilancio importante, perché sembrano costruite apposta per gli amanti della bici e della natura».

I messaggi di cordoglio

La prima a manifestare il proprio dolore per la scomparsa di Irio Tommasini è stata la sindaca di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi, che nel marzo 2022 gli consegnò la cittadinanza onoraria «Irio era un vero “burianese doc” – ha scritto la sindaca Elena Nappi - e ha portato il nome della nostra terra nel mondo attraverso la sua maestria artigianale nella costruzione di biciclette su misura. Con la sua azienda, rinomata per l’eccellenza e l’innovazione, ha contribuito a far conoscere la Maremma e Castiglione della Pescaia agli appassionati di ciclismo di tutto il mondo. A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità di Castiglione della Pescaia, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Irio. Il suo contributo non sarà mai dimenticato e il suo legame con Buriano e Castiglione della Pescaia vivrà per sempre nel cuore di tutti noi. Riposa in pace, caro Irio».
Nell’agosto 2015, Irio ha ricevuto anche il più importante riconoscimento della città di Grosseto, il Grifone d’oro. La salma di Tommasini è esposta nella casa funeraria Rocchi. I funerali si svolgeranno domani mattina alle 10 nella chiesetta di Sterpeto, dopodiché la salma sarà cremata.

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