Il Tirreno

Grosseto

Istituzione a rischio

Grosseto, il de profundis in aula per Le Mura: «Inefficiente, è da chiudere»

di Massimiliano Frascino

	Lo stato delle Mura (Agenzia Bf)
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Lo stato delle Mura (Agenzia Bf)

Opposizioni in consiglio contro la partecipata: nel mirino i risultati raggiunti negli otto anni dalla sua creazione

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GROSSETO. E i capperi stanno a guardare. Penzoloni e copiosi. Appesi alla trama fitta, e danneggiata, dei mattoni delle Mura Medicee. Là dove “regna” sovrana l’Istituzione Le Mura, ircocervo giuridico-amministrativo – né fondazione né assessorato – partorito nel 2016 per governare la valorizzazione del più bello, decadente e prestigioso fra i monumenti cittadini: le Mura medicee.

A parte la licenza letteraria con la parafrasi del romanzo di Cronin (E le stelle stanno a guardare), lunedì in consiglio comunale l’opposizione, M5S a parte, ha celebrato il “de profundis” per l’Istituzione Le Mura. Ritenuta del tutto inadeguata rispetto al raggiungimento degli obiettivi per i quali era stata istituita oramai otto anni fa, infatti, ne è stata chiesta la dismissione. Al massimo che il Comune «tagli il cordone ombelicale dei finanziamenti, così che l’ente dimostri di saper camminare sulle proprie gambe».

L’occasione per metterne in evidenza i deficit, la votazione sul bilancio consolidato 2024 del Comune, del quale fanno parte diverse società partecipate. A suonare la carica il consigliere Dem Stefano Rosini: «L’Istituzione Le Mura non ha più senso, perché dopo otto anni di propaganda dalla sua costituzione ha sostanzialmente fallito tutti i propri obiettivi, non riuscendo a intercettare risorse significative in modo autonomo e a produrre eventi e occasioni di valorizzazione del monumento. Oggi le Mura sono abbandonate a se stesse e deserte, di notte infrequentabili a causa della malamovida alimentata da spaccio e alcol; tormentone di tutta questa estate. Con l’illuminazione realizzata utilizzando 300mila euro dell’imposta di soggiorno che non ha migliorato di una virgola sicurezza e frequentabili del monumento. Tanto è vero che le uniche zone parzialmente vissute sono quelle date in gestione ai privati».

Decadenza alla quale secondo il consigliere si aggiunge «lo stato pietoso del camminamento interno al bastione del Maiano (i lavori per 270mila euro avrebbero dovuto iniziare nell’autunno 2023, ndc), e il ritardo conclamato e preoccupante dell’inizio dei lavori al Cassero Senese». A sostenere il suo ragionamento Rosini ha citato i conti. «Praticamente l’Istituzione vive di finanza derivata. Il Comune le versa un contributo annuo di 231mila euro, 175mila dei quali gli vengono restituiti per liquidare il personale comunale “comandato” presso l’Istituzione. Non si sa bene per fare cosa, considerata la passività dell’ente». Il consigliere, infine, ha concluso il suo ragionamento dicendo di «sperare che questo sia l’ultimo rendiconto di bilancio (consolidato, ndc), perché è arrivato il momento di tagliare il cordone ombelicale, visto quanto ci costa l’Istituzione e perché fa cose che può fare tranquillamente l’assessorato. Se l’idea è che l’Istituzione rimanga in piedi, allora dimostri di saper camminare sulle proprie gambe intercettando sponsor e finanziamenti».

Leonardo Culicchi (Pd) è intervenuto per sottolineare che «la nave varata nel 2016 (l’Istituzione, ndc) non è evidentemente in grado di uscire dal porto. Sono anni che ci ripetete gli stessi auspici senza che si realizzino mai: così non si può più andare avanti. E i ritardi accumulati nel recupero del Cassero senese non faranno che ampliare le difficoltà». Carlo De Martis (Grosseto città aperta) ha affondato il colpo. «Nel 2017 ci astenemmo sul primo bilancio dell’Istituzione Le Mura – ha scandito – come gesto di buona volontà. Da allora, però, è deflagrato il problema dell’oggettivo immobilismo. Ad esempio: nel 2017 avete approvato la riqualificazione della Cavallerizza, pochi giorni fa avete inaugurato tre installazioni e ancora l’arena non è fruibile per problemi di acustica. A fronte di tutto questo, non siete nemmeno in grado di spiegarci cosa pensate, perché non siete mai intervenuti né per difendere la scelta né per argomentare una strategia».

Giacomo Gori, oramai separato in casa col centrosinistra, ha provato a lanciare un salvagente alla maggioranza (ignorato), resuscitando la «riapertura della discussione sulle osservazioni al masterplan di valorizzazione delle Mura Medicee elaborato dall’università di Firenze».

Ad assicurare per la maggioranza una blanda difesa d’ufficio, come spesso gli capita, il consigliere di FdI Luca Vitale. «Oggi si doveva votare il rendiconto gestionale dell’Istituzione – ha sentenziato – Tutto il resto non c’entra nulla. Andateci sulle mura a vedere quello che questa amministrazione ha fatto, e partecipate alle iniziative come la recente “Passeggiata sulle Mura”». Poi è calato il sipario.

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