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La pioggia non ha danneggiato le uve: in Maremma si annuncia una vendemmia coi fiocchi

La pioggia non ha danneggiato le uve: in Maremma si annuncia una vendemmia coi fiocchi<br>

Scongiurato il rischio delle grandinate, sono già iniziate le operazioni di raccolta

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GROSSETO. Fanno tutti professione ufficiale di prudenza, «finché l’uva non è in cantina…», ma nemmeno troppo sottotraccia affiora un ottimismo patente.

L’ultimo spauracchio della vendemmia 2024, dopo l’agosto delle temperature infernali, era l’esito della perturbazione atlantica che ha planato su Maremma e Amiata fra domenica e ieri, perché avrebbe potuto evolvere in perniciosissime grandinate. Che come è noto non piacciono affatto ai grappoli. E invece l’acqua portata da Giove pluvio, anche dove è stata sovrabbondante, come in alcune aree del tufo, ha solo portato benefici alle vigne. Coi grappoli che hanno recuperato un po’ di peso e le temperature che si sono abbassate, dando tregua alle viti. Insomma, quest’anno, dopo un triennio di lacrime e sangue, fra i filari potrebbe essere una vendemmia coi fiocchi. Sia in termini di quantità, in forte ripresa, sia in quelli qualitativi. Tanto per i vini a bacca rossa quanto per quelli a bacca bianca.

Lo dice con chiarezza Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio di tutela del Morellino di Scansano, la Docg più nota del territorio con quasi 1.500 ettari rivendicati. «Le piogge degli ultimi giorni sono state molto importanti – argomenta – In quanto fino a metà luglio maturazione, stato vegetativo e quello fitosanitario erano ottimali, dopodiché il protrarsi delle alte e altissime temperature della seconda metà del mese stavano incominciando a creare una situazione di stress vegetativo agli impianti vitati. La pioggia degli ultimi giorni ha rimesso in moto le piante e la loro maturazione fisiologica e fenologica. A giovarsene saranno in particolar modo le varietà a maturazione più protratta nel tempo».

Considerato quel che è successo a Pitigliano, c’era il timore che le aree a vocazione vitivinicola nell’area del Tufo potessero aver subito contraccolpi negativi. Ma anche in questo caso pericolo scampato. Lo conferma Moreno Felici, produttore e presidente della Cantina cooperativa di Pitigliano, che associa 270 produttori e vinifica oltre alla Doc Bianco di Pitigliano, anche Doc Sovana, Doc Maremma Toscana e Igt Toscana. «Siamo partiti oggi con la vendemmia delle basi per gli spumanti – spiega – lunedì inizieremo con i vitigni precoci, a partire dallo Chardonnay, e a seguire Viognier e Vermentino, per chiudere in bellezza col Trebbiano, varietà principe del Bianco di Pitigliano. Nel nostro areale è venuta tanta acqua ma non ha provocato danni. In qualche caso è ancora complicato accedere alle vigne, ma l’uva ne ha tratto beneficio e acquisterà peso. Le altre temperature ci hanno preservato dalle malattie fungine come la peronospora, e la vendemmia sarà con ogni probabilità di buona qualità. Con quantità attese assimilabili a quelle del 2022, intorno ai 32mila quintali di uva».

Anche sulle pendici dell’Amiata, dove è piovuto abbondantemente, le cose stanno andando piuttosto bene. «Sono appena rientrato in azienda e non ho quindi il polso precisissimo della situazione – spiega il presidente del Consorzio di promozione del Montecucco Doc e Docg, Giovan Battista Basile – ma non ho sentito lamentele e preoccupazioni. Le piogge hanno dato respiro ai vigneti, e con le cautele del caso ci sono buone aspettative sia per le quantità delle uve che per la loro qualità. Le nostre aziende non anticiperanno la vendemmia rispetto a quanto è successo l’anno scorso: i terreni più in basso e orientati verso il mare sono un po’ più avanti dal punto di vista vegetativo, mentre quelli più a Monte sono ovviamente un po’ più indietro. Le prime ad essere vendemmiate saranno le uve di Chardonnay, per loro natura precoci, poi seguiranno quelle di vermentino, rivendicate alla Doc Montecucco (con un minimo dell’85%, ma generalmente vinificate in purezza), poi il Merlot e infine sarà la volta della nostra varietà principe: il Sangiovese che può essere imbottigliato come Doc Montecucco (al 60%) oppure come Docg (al 98%). Se non ci saranno colpi di scena, avremo una vendemmia davvero positiva, anche tenuto conto del fatto che le quote dei nostri vigneti hanno protetto le vigne dall’eccesso delle temperature».

Prudente tendente al positivo Francesco Mazzei, presidente del Consorzio di tutela della dinamica Doc Maremma, che annovera una quarantina di tipologie di vini. «Finché l’uva non è in cantina bisogna essere prudenti. Ma finora, tutto sommato, è andata bene: l’incursione del maltempo ha abbassato la temperatura, e sono molto ottimista sotto il profilo qualitativo, perché in generale la maturazione fenolica è stata in equilibrio».

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di Redazione web