Il Tirreno

Grosseto

L’allarme

Rogo di Ferragosto a Colle Fagiano: in fumo 25 ettari, l’ipotesi del dolo

di Matteo Scardigli
Rogo di Ferragosto a Colle Fagiano: in fumo 25 ettari, l’ipotesi del dolo

Scansano, zona colpita più volte da diversi incendi, proseguono le indagini

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SCANSANO. Venticinque, secondo la prima stima, gli ettari di verde (per lo più macchia e terreni incolti) andati in fumo nell’incendio di Ferragosto a Colle Fagiano, su cui si proietta l’ombra del piromane.

Il rogo era divampato alle 14. Sul posto cinque squadre dell’Aib (l’Antincendi boschivi), una dei vigili del fuoco e tre elicotteri della flotta regionale sotto la direzione di tre direttori delle operazioni dell’Unione di Comuni montana Colline Metallifere e dell’Unione Comuni Montani Colline del Fiora. La sala provinciale e quella regionale hanno coordinato anche l’invio di ulteriori squadre e di un mezzo nazionale, un Canadair che si è rivelato arma vincente contro le fiamme.

L’incendio è stato infine domato grazie agli sforzi di tutto il personale intervenuto, che in parte è rimasto sul luogo anche nella giornata di ieri per monitorare la situazione – le condizioni perché riprendesse c’erano tutte – mentre altri colleghi svolgevano le indagini per ricostruire la dinamica dell’evento, che non è escluso possa essere di matrice dolosa.

Secondo la prima ricostruzione sarebbero stati quattro i focolai in altrettanti punti diversi, ma a preoccupare maggiormente è la vicinanza – nello spazio e nel tempo – con altri incendi: il rogo si è sviluppato poco distante da quello che era scoppiato il 27 luglio, così come rispetto a quello di Baccinello di due anni fa (anche se in questo caso siamo in una posizione di poco più arretrata rispetto alle Trasubbie).

In questo contesto la sindaca Maria Bice Ginesi, ringraziando tutti coloro che hanno combattuto contro le fiamme, assicura che il suo Comune è in regola con l’articolo 10 della legge quadro sugli incendi boschivi, che prevede come le aree percorse dal fuoco non possano avere, per almeno 15 anni, destinazione diversa da quella preesistente all’incendio.

Se davvero l’incendio fosse stato appiccato, il gesto sarebbe quindi stato – oltre che dannoso e pericoloso – totalmente gratuito. Si attende dunque l’esito delle indagini.


 

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