Lutto
Grosseto, via libera al nuovo distributore. Il giudice: «Nessuna concorrenza»
L’impianto alle porte di Grosseto era bloccato dal ricorso di un’altra società. Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tribunale amministrativo regionale
GROSSETO. Il Consiglio di stato ribalta la sentenza del Tar e dà il via libera alla realizzazione del nuovo distributore in via Aurelia nord che, finora bloccata da un ricorso presentato da un’altra impresa di carburanti che sorge a poca distanza, era rimasto incompiuto. Di fatto uno scheletro alle porte di Grosseto.
I lavori erano iniziati ad agosto 2022, il cantiere si era fermato a inizio giugno 2023. Erano stati la società Tirreno Gas di Tavolieri Arnaldo, la ditta Autofficina Galanti e il signor Mario Galanti (residente in zona) a impugnare gli atti d’autorizzazione della società Canestrelli Petroli srl all’installazione e all’esercizio del nuovo impianto di distribuzione carburanti per uso pubblico.
Il giudice di primo grado amministrativo aveva accolto il ricorso, annullato le autorizzazioni concesse da Comune e Regione e condannato alle spese sia la società titolare della nuova attività (Canestrelli) che le due amministrazioni che avevano autorizzato l’impianto. Tra le motivazioni, oltre a questioni tecnico-amministrative, il fatto che i due distributori sarebbero stati destinati ad attingere a «un bacino di utenza sostanzialmente sovrapponibile», risultando in diretta concorrenza tra di loro. «La peculiare collocazione dei due impianti e la sostanziale coincidenza del relativo bacino d’utenza fa sì che il nuovo impianto vada inevitabilmente a intercettare e filtrare il traffico veicolare che scorre in quella direzione, sottraendo clientela alla Tirreno Gas», concludeva il giudice di primo grado.
La società Canestrelli Petroli srl, rappresentata e difesa dagli avvocati Marta Paolini e Duccio Maria Traina, ha impugnato la sentenza, così come Regione e Comune, e ottenuto a sua volta ragione nell’ultimo grado di giudizio amministrativo di fronte al Consiglio di Stato, che pochi giorni fa ha pubblicato la sentenza. Un caso complesso e senza esclusione di colpi che ha riguardato un’attività in arrivo in via Aurelia nord e l’altra (quella già esistente) già esistente nella via secondaria dei Quattro Poderi, che si incunea “dentro” all’Aurelia.
I legali della Canestrelli hanno fatto rilevare che la mera “vicinanza” tra le due attività non è di per sé un dato sufficiente, «dovendosi dimostrare anche l’identità del bacino d’utenza e l’effettivo, concreto e reale pregiudizio che deriverebbe all’altra impresa che aveva fatto ricorso». Insomma, la mera vicinanza tra le due imprese non basterebbe da sola a provare che la prima sarebbe danneggiata.
Il collegio giudicante del Consiglio di Stato ha esaminato i ricorsi in appello e convenuto quanto segue. «L’impianto di distribuzione dei carburanti per il quale la società Canestrelli Petroli ha chiesto e ottenuto i relativi titoli abilitativi – spiegano i giudici – dovrebbe essere realizzato a una distanza di 600 metri o di un chilometro (a seconda della diversa prospettazione delle parti) dall’impianto di distribuzione di carburanti della Tirreno Gas. Insisterà su strada diversa da quella su cui è collocato l’impianto gestito della società Tirreno Gas (quest’ultimo è collocato su una strada secondaria, via dei Quattro Poderi, perpendicolare alla Via Aurelia). Appare difficile ritenere che gli automobilisti che transitano per via Aurelia – spiegano i giudici – preferiscano immettersi per circa trecento metri nella via secondaria Quattro Poderi (su cui insiste l’impianto della società Tirreno Gas e che interseca perpendicolarmente via Aurelia), anziché cercare altro distributore di carburanti su via Aurelia. Non appare quindi logico negare l’apertura dell’impianto della società Canestrelli Petroli per tutelare la società Tirreno Gas, che, indipendentemente dall’apertura di un altro nuovo impianto su via Aurelia, si trova oggettivamente in una posizione defilata rispetto al traffico veicolare di via Aurelia».
Anche per quanto riguarda la presunta concorrenza, come rileva sempre il Consiglio «l’impianto della società Canestrelli Petroli consentirà di offrire fonti energetiche (gas naturale liquefatto, ricariche elettriche) che non sono attualmente fornite dall’impianto della società Tirreno Gas e che costituiscono una parte significativa dell’investimento finanziario complessivo della società Canestrelli Petroli».
Inoltre «la relazione prodotta dalla società Tirreno Gas nel giudizio di primo grado si rivela generica e non consente di valutare l’incidenza dell’apertura del nuovo impianto di distribuzione di carburanti sul volume d’affari registrato negli anni precedenti dall’impianto attualmente gestito dalla società Tirreno Gas». In altre parole si ipotizza solo «una significativa riduzione dei proventi, senza però allegare elementi specifici e concreti (sulla base dei dati storici) a sostegno di questa previsione».
Insomma. Considerate la non immediata contiguità territoriale dei due impianti (che insistono su strade differenti), la diversificazione dei prodotti energetici forniti e l’inadeguata dimostrazione della prevedibile incidenza dell’apertura del nuovo impianto di distribuzione di carburanti sul volume d’affari dell’impianto gestito dalla società Tirreno Gas che ha presentato ricorso, il Consiglio di Stato ritiene che non vi sia un danno significativo subito dal “primo” distributore per effetto dell’apertura del secondo impianto in arrivo. Anzi, l’annullamento degli atti autorizzativi si tradurrebbe in un’ingiustificata compressione dei principi europei di “libera concorrenza”, cui si conforma il nostro ordinamento nazionale».
Perciò il Consiglio accoglie sia il ricorso in appello proposto dalla società Canestrelli Petroli che il ricorso in appello del Comune di Grosseto; e dichiara improcedibile sia l’atto di appello della Regione Toscana che gli atti di appello incidentale proposti dalla società ricorrente (che riguardavano questioni di merito sulla prima sentenza) .
Le spese del doppio grado di giudizio sono a carico della società che aveva intentato ricorso, 3.000 euro più accessori di legge a favore di ciascuna delle controparti costituite (società Canestrelli Petroli; Comune; Regione Toscana) . Spese compensate nei confronti del Ministero dell’Interno.
A questo punto via libera, il distributore si farà. I lavori ricominceranno forse già a settembre. La fine è prevista per la primavera estate del 2025.
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