Gioco
La scelta di Alice, a 20 anni apre un ristorante nel suo paesino in Maremma: «Qui c’è tanta bellezza, ai clienti anche il mio formaggio»
La giovane ha deciso di investire a Gerfalco, nel comune di Montieri. Nel cassetto anche il sogno di realizzare un albergo: «Un luogo in cui le persone possano rilassarsi»
MONTIERI. L’edificio in via Barlettai 37 è stato costruito negli anni Sessanta circa. Lì al tempo ci si andava a ballare e tra le sue sale si sono incontrate e innamorate generazioni di gerfalchini. Poi circa otto anni fa chiuse, come spesso accade in piccoli paesi come Gerfalco, nel comune di Montieri, dove forse si arriva ai 100 abitanti ma è un po’ come essere in un microcosmo. Tanti i bei ricordi “intrappolati” tra le mura di quel locale. In parte lo ha scelto anche per questo Alice Lai, 20 anni, quando un giorno lo ha visto tra gli immobili all’asta. Quale luogo migliore per far nascere una nuova storia d’amore? Allora insieme alla sua famiglia – che ha un’azienda agricola – non ci ha pensato due volte. S’è detta «proviamo». E ora le finestre sono spalancate, i lavori di ristrutturazione sono in corso tra attrezzi, caminetti, tavoli e sedie. «Apriremo un ristorante», dice emozionate Alice. Se tutto va bene «sarà pronto a dicembre». Quello, anche vista l’età, è il suo primissimo ristorante. «Ho scelto Gerfalco – spiega – perché qui sono nata e cresciuta. E soprattutto perché credo nel mio paese: penso che sia ricco di bellezza ma al contempo è poco conosciuto. Spesso anche noi che ci viviamo non apprezziamo quanto sia bello questo posto. Dobbiamo valorizzare tutto il suo potenziale, altrimenti rischiamo di perderlo». La natura attorno, i percorsi dove fare trekking, le antiche fortezze, le viole – di una specie unica – che crescono ai cigli delle strade, le tradizioni di una volta, la tranquillità lontana dai rumori cittadini.
Il ristorante per lei è una prima tappa. «Mi piacerebbe anche farci un albergo, visto che sopra ci sono 13 camere, e anche una sauna, uno spazio benessere. Questo è il mio sogno: un luogo dove le persone possano rilassarsi e riscoprire la vita contadina. Vedremo». Sì, di Gerfalco lei è innamorata. «Il paese ora – spiega – non è deserto, ma quasi». Lì ci sono i ricordi di quando era piccola, delle feste paesane dedicate alla trebbiatura che ora non ci sono più. «Anche il circolino – racconta – rischia di andarsene, molte persone sono andate via. Ma siamo noi del posto che dobbiamo far tornare il paese a come era una volta: chi lo può fare meglio di noi che lo abitiamo?»
E mentre fervono i preparativi per la nuova apertura («per ora – dice Lai – stiamo cercando un cuoco con un po’ d’esperienza») il nome del locale è già stato scelto. Anche se non è stato per nulla facile trovarlo. «Volevo che fosse collegato alla storia de paese. Parlando con le sue menti storiche – racconta – ho deciso alla fine per “La Veduta”». Un po’ perché basta andare sulla terrazza per avere una visuale su Gerfalco, sul poggio di Montieri. Un po’ per le storie paesane collegate a una chiesetta vicina, la chiesa “dell’avveduta” tra sacre visioni da parte di principi e antichi consigli medici: lì l’aria è buona, un po’ di montagna, un po’ di mare. Altro che la città. «L’immobile – continua Lai – era in uno stato discreto. All’interno abbiamo cambiato un po’ disposizione delle zone, abbiamo realizzato un camino per l’inverno, un arco in pietra, ci saranno gli oggetti di una volta». La cucina? Sarà tradizionale del luogo, assicura Lai: «Pasta fatta in casa, tortelli, cacciagione di qua. Magari faremo una serata dedicata alle ricette sarde». Lei infatti è gerfalchina doc, ma le origini sono isolane. «Vorrei anche proporre ai clienti il formaggio che faccio io». E unire così l’altra passione, quella per le pecore e la produzione del formaggio. «Ho studiato all’agrario a Grosseto e ogni mattina mi svegliavo all’alba per mungere. Mi è sempre piaciuto fare i formaggi. In futuro c’è l’idea di collegare anche l’azienda agricola, fare dimostrazioni della lavorazione del formaggio per far sperimentare la vita a Gerfalco». Si vedrà. Intanto l’obiettivo è far respirare questo piccolo ma bellissimo pezzetto di mondo.
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