Gioco
Una nuova truffa in Toscana: il pericolo del falso bancario. Già cinque grossetani derubati
I criminali si fingono operatori antifrode per svuotare i conti: spariti in media dai 10mila ai 20mila euro a testa
GROSSETO. Nella fitta galassia dei raggiri, prende campo la nuova truffa del “falso bancario” che funziona così. Il truffatore convince per telefono il correntista che in banca vi sono dipendenti infedeli intenzionati a rubargli soldi, e lo spinge a spostare il denaro dal proprio conto a un altro più sicuro (in realtà a servizio del truffatore, e che verrà svuotato). A Grosseto si sono registrati cinque casi in pochi mesi.
I casi
Cinque grossetani dall’inizio dell’anno sono stati derubati per circa 50mila euro in totale dopo che si erano fatti convincere a fare un bonifico dal proprio conto a un altro. Tutti e cinque sono stati seguiti dall’associazione Confconsumatori, che contattata dal Tirreno conferma il fenomeno pur precisando come in generale «nel 2024 registriamo a Grosseto (1° semestre) un calo degli associati che lamentano di aver subito truffe bancarie online».
Segno probabilmente di un’informazione sempre più capillare che, tramite la stampa e altre iniziative antitruffa, ha assestato un duro colpo ai professionisti della truffa. Le potenziali vittime cadono in trappola sempre meno, in sostanza.
L’associazione
«Gli arbitrati depositati nel primo semestre sono stati 31 a fronte dei 38 del semestre 2023 – dettaglia l’associazione – e anche i numeri delle persone che chiedono assistenza o informazioni è sceso a 40 persone a fronte delle 53 dello stesso semestre dell’anno precedente», il 2022, considerato forse l’anno terribile.
Come funziona
Tuttavia, come spesso succede quando i tentativi di mettere a segno un reato falliscono perché scoperti, sono pronte a spuntare nuove tipologie di raggiri che cambiano veste e si riciclano. È il caso di cui parliamo oggi, una nuova modalità di truffa tutta psicologica, «nel senso che il malfattore si presenta come operatore antifrode bancario», e lo fa in modo assolutamente convincente. Telefona al malcapitato e si presenta con le migliori intenzioni, mettendolo in guardia dalle truffe online per salvare i suoi risparmi. Nel suo approccio è credibile.
I messaggi e le telefonate
Messaggi e telefonate da cui chiama risultano corrispondere a quelle della banca. Al telefono, costui comunica alla vittima «tutte le informazioni sul suo conto corrente compreso il saldo (numeri corrispondenti a quelli reali e che evidentemente è riuscito ad acquisire), invitandola a diffidare del personale dell’agenzia bancaria in cui ha il conto», che sarebbe intenzionato a portargli via soldi. «Sono un operatore antifrode, ci siamo accorti che nella sua banca lavorano dipendenti infedeli che stanno facendo operazioni truffaldine e vogliono sottrarle soldi dal conto. La invitiamo a spostare i suoi soldi in un altro conto, per metterli al sicuro».
La richiesta e i soldi
La richiesta al correntista è quella di fare un bonifico su un altro conto corrente per mettere in sicurezza il suo saldo, minacciato da presunte (ma inesistenti) operazioni losche che verrebbero poste in essere dai dipendenti della banca. Il correntista è invitato a fare il bonifico recandosi fisicamente in banca, senza scambiare mezza parola con i dipendenti. Deve fare tutto nel massimo riserbo, ufficialmente per evitare che gli infedeli lo scoprano. In realtà per evitare che i veri dipendenti lo scoprano. Il conto su cui spostare i soldi è una prepagata, fittiziamente intestata. «A Grosseto abbiamo riscontrato 5 casi con questa nuova tipologia», spiega Marco Festelli di Confconsumatori. Gli importi versati e spariti sono andati in media dai 10mila ai 20mila euro a testa, l’ultimo ammontava a 8mila euro.
“Un copione unico”
Non si è trattato di una banca sola, ma di più istituti bancari finiti nel mirino dei criminali. E purtroppo accomunati da un copione unico. Quello di convincere i malcapitati a spostare i soldi su altri conti, se non vogliono essere truffati. Ma in realtà, coloro che vogliono salvare i correntisti dai truffatori sono loro stessi i truffatori. Le “vittime stanno cercando di recuperare i loro soldi.
Se questa nuova tipologia di truffe è spuntata di recente, va sempre fatta attenzione a quelle “classiche”. Con sms, mail e telefonate, i truffatori bancari si muovono da anni su diversi canali, sempre più insidiosi e sofisticati, e hanno caratteristiche ricorrenti che possiamo imparare a riconoscere per difenderci. Caratteristiche che hanno tutte l’obiettivo finale di ottenere i dati necessari per accedere ai nostri conti e alle nostre carte di pagamento, o per indurci a effettuare operazioni che in realtà ci danneggiano.
Le tecniche
I truffatori si servono spesso di tecniche «classiche» e arcinote, combinate insieme, per prelevare somme anche consistenti dai conti degli utenti. Phishing e smishing sono vecchi sistemi, diventati sempre più tentacolari. Il modo migliore per difendersi?
Non rispondere e non aprire mai link e allegati, non spostare mai i soldi su altri conti fidandosi di telefonate da sedicenti operatori bancari, ma verificare sempre tutto in banca da operatori di fiducia.
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