Sicurezza
«Guardi il catalogo» e poi spariscono i soldi: c’è una nuova truffa in Toscana, ecco come funziona
Federconsumatori mette in guardia: «Già molte segnalazioni, ti impegnano a comprare prodotti per 4mila euro»
GROSSETO. Girano la provincia a macchia di leopardo, senza mai fermarsi troppo in un luogo. Puntano ai piccoli paesi, alle frazioni, anche ai poderi isolati. Arrivano ben vestiti, gentili. Sanno già dove andare: spesso persone sole, anziane. In mano hanno un catalogo. Dentro c’è davvero di tutto: dall’abbigliamento agli elettrodomestici, televisioni e così via. L’offerta è allettante: sconto del 50% sull’intero catalogo. Ma il (potenziale) cliente resiste, non è interessato. «No grazie, non mi serve nulla», risponde. «Va bene, ma devo dimostrare che comunque le ho fatto vedere il catalogo e che lei lo ha visionato. Mi può firmare la ricevuta?», dice il venditore mentre lo sguardo dell’interlocutore si fa sospettoso. «È solo per dire che ha preso il catalogo», lo rassicura.
Il catalogo
E l’interlocutore firma. Poi passa qualche giorno. Alla stessa porta si presenta un altro venditore, sempre della stessa “ditta”. «Allora, cosa vuole ordinare dal catalogo?», chiede alla persona, un po’ stupita visto che non aveva voluto comprare nulla. Sì, «perché in una clausola piccolissima della ricevuta fatta firmare pochi giorni prima c’è l’impegno a ordinare circa 4mila euro di prodotti in due anni», spiega Giorgio Romualdi, presidente di Federconsumatori Grosseto. Altrimenti? «Le vittime – spiega Romualdi – vengono minacciate di una causa per non aver rispettato il contratto». Ecco cosa è successo di recente un po’ in tutta la provincia di Grosseto. È quella del catalogo una delle nuove “frontiere” delle truffe.
Il contratto
La firma serve in apparenza per “testimoniare” la ricezione del catalogo. In realtà si sottoscrive un contratto per cui bisogna fare acquisti da migliaia di euro. «Qualcuno – dice Romualdi – è stato costretto a comprare alla fine». In altri casi «siamo riusciti a far recidere il contratto». Sui tavoli di Federconsumatori nell’ultimo anno sono arrivate 21 segnalazioni: di queste nove persone hanno firmato per la ricezione del catalogo, attivando poi senza saperlo il contratto da migliaia di euro, e in due hanno anche versato una piccola caparra di 50 euro per aver avuto il catalogo.
I soldi
«In quest’ultimo caso – avverte Romualdi – è difficile recuperare l’intera cifra: il contratto con l’esborso di denaro diventa operativo e non bastano più i 15 giorni di disdetta in quanto il contratto si è concretizzato con un pagamento, seppur parziale. In questo caso a volte bisogna rivolgersi a volte al giudice di pace, e sono i casi più difficili da risolvere. La richiesta del piccolo pagamento – anche 10, 20 euro – viene giustificata con il fatto che la cifra verrà restituita nel momento in cui si fa il primo acquisto. Nel 90% delle volte comunque – dice Romualdi – riusciamo a recidere il contratto con una transazione bonaria o un acquisto minimo o minacciando di andare dalle forze dell’ordine». In ogni caso non è semplice. Ecco perché Federconsumatori invita innanzitutto a non firmare nulla, e tanto meno a lasciare delle somme di denaro.
Le vittime potenziali
«A volte – sottolinea Romualdi – i venditori convincono le persone con la scusa che devono lasciare un tot di cataloghi sennò vengono mandati via e così via». Di solito le truffe aumenta anche nel periodo del rientro dalle vacanze estive. «Abbiamo avuto qualche segnalazione a Grosseto, ma i più colpiti – dice Romualdi – sono i paesini più lontani. Le potenziali vittime vengono “targettizzate”. «E appena viene fuori un problema nel paese i truffatori lo lasciano e si spostano. Stanno poco sullo stesso territorio, cambiano zona e anche nome dell’azienda, numeri. I clienti hanno due settimane di tempo per disdire, ma i venditori danno il numero di telefono di una società fittizia e quando le persone provano a chiamare non rispondono».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
