Lutto
Addio a Musa, la gatta “influencer” dell’Argentario: le ultime coccole e il tragico ritrovamento
Mascotte del quartiere, spirito libero, era celebre su Instagram grazie ai tantissimi scatti dei turisti
MONTE ARGENTARIO. Musa, la gatta del Ghetto, non c’è più. È morta nella mattina di martedì 6 agosto, molto probabilmente uccisa da un malore. Qualcuno l’aveva sentita miagolare e l’aveva portata all’ombra. Poco dopo si è cercata un posticino tranquillo e si è addormentata per sempre. L’hanno trovata così i commercianti della zona di Porto Ercole. Niente faceva supporre che non stesse bene. Nella sera di lunedì 5 agosto aveva mangiato tranquillamente e stava bene. Era stata vista scodinzolare su una panchina.
La storia
Da anni aveva la sua “base” nella storica edicola di Cristina De Dominicis in via Italia. Era stata soprannominata “la gatta del Ghetto”, perché era solita girare nelle piazzette e nelle stradine della zona pittoresca del borgo marinaro chiamata così, ai piedi della collina di Forte Filippo. La micia si spingeva anche nelle vie più in basso circostanti piazza Roma. Nella mattina di martedì 6 agosto Cristina De Dominicis non riusciva a credere che la gatta del quartiere non ci fosse più. Ricorda come fosse una quando fu trovata piccolissima. «Se ne stava al riparo lì fuori, tra il cesto dei palloni e i giocattoli», dice commossa la titolare dell’edicola dove Musa amava trascorrere molto del suo tempo, acciambellata tra quotidiani, riviste di costume, cruciverba e inserti culturali, come a rendere simbolicamente onore al suo nome ispiratore di artisti e scrittori. «All’inizio non si faceva toccare, dovemmo prenderla con una gabbietta. Nei primi tempi se ne prese cura una signora, poi fu adottata dai commercianti della zona, ognuno dei quali provvedeva a fornirle una cuccetta. Musa però è sempre stata una gatta libera: andava e tornava quando voleva».
Icona
I clienti ne erano innamorati e nel tempo la micia è stata immortalata in moltissimi scatti. Le sue foto sono finite all’estero, aveva “storie” su Instagram e sui social. I negozianti hanno sempre assecondato i suoi gusti e i suoi spostamenti e lei approfittava di generose elargizioni, dalle colazioni del mattino agli aperitivi e alle cene serali. Era ghiotta di pesce, con l’eccezione dell’ombrina. Quella non la gradiva e se le veniva offerta la rifiutava. Musa amava farsi coccolare. «Si faceva accarezzare tranquillamente dai clienti che entrano in edicola – aggiunge Cristina – anche se non dava loro molta attenzione e continuava a starsene distesa comoda tra giornali, riviste e giocattoli. Era famosa tra i portercolesi ma anche tra i turisti che avevano imparato a conoscerla».
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