Il Tirreno

Grosseto

Caos trasporti

Grosseto, guasto su un treno, 350 persone bloccate (e c’è anche un’ex ministra): «Il viaggio da incubo nel vagone senza l’aria condizionata»

di Matteo Scardigli

	La ex ministra (a destra) e alcune persone ferme alla stazione di Montepescali (foto Agenzia Bf)
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La ex ministra (a destra) e alcune persone ferme alla stazione di Montepescali (foto Agenzia Bf)

Il mezzo era fermo tra Braccagni e Giuncarico, linea in tilt per ore, poi la soluzione in serata: il racconto dell’odissea e le testimonianze dei passeggeri

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GROSSETO. Guasto alla linea elettrica. Così l’annuncio registrato diffuso nelle stazioni ferroviarie di mezza provincia (e oltre) giustificava i colossali ritardi sulla linea, che si andavano accumulando di ora in ora. Molto diversa, invece, la situazione tra Braccagni e Giuncarico, dove dalle 16 circa un treno Intercity ad alta velocità era fermo a causa di un problema tecnico. A bordo circa 350 persone tra passeggeri e personale addetto.

Il racconto

«È stata una cosa vergognosa, per non so quanto tempo nessuno ci ha fatto sapere cosa stava succedendo. Non so cosa sia stato peggio: se il caldo, perché almeno nel nostro scompartimento mancava l’aria condizionata, la sete o il sentirsi tenuti all’oscuro. C’erano delle famiglie su quel convoglio, c’erano anziani e bambini», si infuria uno dei passeggeri, chiedendo l’anonimato. Poi precisa: «Quando le informazioni hanno cominciato ad arrivare (voglio ringraziare il personale Trenitalia, che ha saputo gestire una situazione non facile) il clima si è alleggerito un poco, fino all’arrivo dei soccorritori».

Il treno

Contestualmente, infatti, era stato attivato il servizio di Protezione civile comunale, che aveva chiamato in azione Croce rossa e Misericordia per distribuire viveri e generi di prima necessità insieme ai vigili del fuoco. Alle 18,56 Rfi ha inviato un Intercity per un trasbordo in direzione Braccagni (stazione di Montepescali), dov’è stato messo a punto il piano per far proseguire il viaggio.

Qualunque cosa sia successa ha causato un effetto onda che ha mandato in tilt la circolazione lungo la costa coinvolgendo anche viaggiatori “eccellenti” come la ex ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, bloccata sui binari della stazione di Orbetello Monte Argentario. È delle 21,18 la nota di Trenitalia con la quale l’azienda assicurava che «i viaggiatori del treno Intercity 513 che si era fermato tra Montepescali e Grosseto per un inconveniente tecnico alla linea elettrica sono ripartiti poco prima delle 20 dopo essere stati trasbordati su un altro convoglio Intercity proseguendo così il viaggio».

Le difficoltà

«Solo che le difficoltà, a parte il fatto di scendere con i bagagli (in tempo di vacanze, si può bene immaginare il disagio) per montare sull’altro treno non sono finite lì», aggiunge il viaggiatore, raccontando che «sì, alla partenza c’è stato un sospiro di sollievo generale, ma il “piano di emergenza” si è limitato a quello. Nelle stazioni successive erano saltate tutte le coincidenze, e a un certo punto la gente prendeva qualunque convoglio andasse nella direzione giusta, solo per provare a tornare a casa (o dovunque andasse) il prima possibile».

Tra chi ha incontrato difficoltà a spostarsi anche i passeggeri delle altre stazioni. Grosseto in primis, dove partenze e arrivi si aggrovigliavano in un caos continuo. E c’è anche chi ha deciso di non spostarsi affatto; almeno non su “ferro”. È il caso – paradossale – della compagnia milanese Favola Folle: «Alla partenza della tournée siamo incappati nello sciopero dei treni e così sono stati i genitori dei ragazzi a guidare fino al Gita Village di Talamone. Oggi 11 luglio siamo ripartiti con tre minuti di ritardo indicati sul tabellone, poi siamo rimasti bloccati qui per cinque ore e quindi ci siamo risolti a venire a mangiare una pizza in attesa della navetta, che ci costa 800 euro».

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