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Crollo del ponte sull'Albegna, sentenza ribaltata in appello: geometra assolto. Erano morti in tre
È stata anche ridotta la pena al responsabile della viabilità della Provincia di Grosseto
GROSSETO. La terza sezione della Corte di appello ha assolto il geometra Gian Paolo Conti, legale rappresentante di Costrade srl, ditta tenuta alla manutenzione e segnaletica, imputato di omicidio colposo il relazione alla morte dei tre dipendenti Enel, avvenuta il 12 novembre 2012.
Quel giorno persero la vita a causa del crollo del rilevato stradale in uscita dal ponte sull’Albegna Paolo Bardelloni, 59 anni di Monterotondo Marittimo, Maurizio Stella, 47 di Follonica, e Antonella Vanni, 48 di Larderello, nel comune di Pomarance. Dipendenti di Enel geotermia, a bordo di una Fiat Punto erano di ritorno da Roma e imboccarono il ponte in località Marsiliana. Quella parte della strada che dal ponte conduceva verso Magliano in Toscana crollò mentre l’auto lo stava attraversando, provocando la tragedia.
In primo grado (2020), Conti era stato condannato a due anni. L’assoluzione (per non aver commesso il fatto) comprende adesso anche le responsabilità civili contestate a Costrade srl (avvocata Valentina Guerriero). I giudici fiorentini della corte presieduta da Bilosi hanno anche confermato le assoluzioni dell’ingegner Renzo Ricciardi e del collega Massimo Luschi. La Corte di appello ha infine accolto parzialmente l’appello delle parti civili, riducendo la condanna al geometra Umberto Tozzini, imputato in qualità di responsabile del servizio viabilità della Provincia: dai due anni iniziali a un anno e quattro mesi (con la non menzione).
I giudici di appello hanno anche rideterminato le provvisionali stabilite nei confronti delle parti civili connesse alla condanna, riducendole (difensori gli avvocati Luciano Giorgi - questi anche in rappresentanza della Provincia di Grosseto - e Carlo Valle). L’avvocato Giorgi, che si riserva di valutare un eventuale ricorso per Cassazione una volta lette le motivazioni (deposito entro tre mesi) rimarca che la rideterminazione è l’effetto della richiesta della Procura generale di affermare il concorso di colpa. Tutti gli imputati erano presenti all’udienza di ieri, seconda e conclusiva parte di quella dell’aprile scorso. Ieri pomeriggio, dalle 15, hanno parlato gli avvocati di Conti, Adriano Galli più a lungo e poi Massimiliano Manzo. Erano presenti anche i legali di parte civile, gli avvocati Laura Pacenti, Paolo Serra e Francesco Guardavaccaro, che tutelano gli interessi delle famiglie dei tre tecnici morti prigionieri nell’auto sommersa nella piena del fiume e che avevano esposto le proprie ragioni all’udienza precedente.
In primo grado, nel 2020, il processo (ordinato dal gip dopo due richieste di archiviazione) aveva visto anche la condanna di Tozzini e Conti in solido e dei corresponsabili civili Provincia di Grosseto e Costrade srl al risarcimento nei confronti delle famiglie che costituite parti civili: risarcimento da decidere in sede civile ma intanto con provvisionali immediatamente esecutive per ogni singola parte offesa (50mila euro ciascuno a sette parti offese, coniugi e figli; e 40mila a due fratelli di una delle persone decedute). Soddisfazione viene espressa dall’avvocato Galli, al termine di un procedimento particolarmente lungo
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