Gioco
Orbetello, addio a Gastone Scarcella: la ferramenta, il camion e i sorrisi
A lungo dipendente di Tondini, era “l’animatore” del negozio. Il ricordo: «Sagace e dalla battuta pronta», rendeva speciale l’attesa dei clienti al banco
ORBETELLO. Per anni è stato l’anima della Ferramenta Tondini di Orbetello: attendere il proprio turno con lui al bancone era un vero piacere. Per molto tempo Gastone Scarcella è stato dipendente di Tondini, un rapporto non solo di lavoro ma di amicizia.
Il lutto
Gastone è morto domenica 30 giugno alle 9,30 del mattino, ucciso da un infarto. Aveva 93 anni. Il suo cuore, che aveva già dovuto fare i conti con un infarto, questa volta si è fermato per sempre. «Con Tondini – ricorda il figlio Sergio, presidente del gruppo storico orbetellano Duca d’Arcos – c’era non solo un rapporto di lavoro ma anche di amicizia. Aveva iniziato a lavorare come camionista e poi era stato assunto da Tondini. Il materiale che arrivava in ferramenta poi veniva caricato sul camion e lui lo portava a destinazione. Diceva sempre che in tante ville dell’Argentario il materiale per realizzarle lo aveva portato lui». Quando non era sul camion stava al bancone e qui dava il meglio di sé.
L'attività e le passioni
“Tondini” è sempre stata una ferramenta molto frequentata e quindi, spesso, passavano minuti prima di essere serviti. Gastone trovava sempre il tempo per una battuta per tutti, per strappare una risata. «È proprio così che tutti ricordano il mio babbo – dice Sergio – era un uomo sagace e dalla battuta pronta. A volte anche pungente e sarcastico. Mai però volgare o sopra le righe». Gastone amava scherzare ma senza eccedere nella volgarità. Fra le sue grandi passioni la caccia e il ballo. Spesso lo si vedeva vestito di verde militare, con i colori che indossano i cacciatori. «La caccia lo appassionava – ricorda il figlio – e anche il ballo. Non appena aveva un momento libero andava al circolo bocciofilo e ballava».
La famiglia
Era sposato con Aurora Porti e ha due figli, Sergio e Andrea. «Gli piaceva raccontare gli episodi legati alla guerra, quando scappò con la sorella piccolissima nello zaino durante il bombardamento. La sorella era piccola e lui l’aveva messa in uno zaino insieme all’acqua. Raccontava che l’aveva trovata nello zainetto a testa in giù. Aveva la capacità di rendere leggeri anche gli episodi drammatici. Raccontava della guerra ma lo faceva sempre con un pizzico di ironia e questo alleggeriva un racconto che non era certo allegro. È sempre stato un uomo onesto e rispettoso».
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