Lutto
Grosseto, trecento negozi chiusi in due anni: «Il Comune aiuti i commercianti»
I vertici di Confcommercio riuniti a Roma con una folta delegazione grossetana
GROSSETO. Per combattere lo spopolamento dei centri storici e creare progetti che siano presidi di socialità e sicurezza, occorre rivitalizzare il commercio, fermare l’emorragia di chiusure di negozi.
I vertici di Confcommercio Grosseto, il presidente Giulio Gennari e la direttrice Gabriella Orlando sono d’accordo con gli interventi del presidente della Repubblica Mattarella e del presidente nazionale di Confcommercio Sangalli nell’assemblea che si è tenuta a Roma e alla quale ha partecipato una folta delegazione grossetana, compresi il vicepresidente Valter Bruni e la vicepresidente Stefania Fasano.
«Grosseto si ritrova perfettamente nelle parole di Mattarella e Sangalli – dice il presidente provinciale Giulio Gennari – è una città come le altre, con le sue caratteristiche, nella quale occorre avere sicurezza, una maggiore presenza della cosa pubblica nelle zone centrali, ma anche nelle periferie ed è necessario che le istituzioni locali ci riconoscano un ruolo, indispensabile, nel governare certe tendenze che, per forza di cose, portano anche la nostra città dall’essere il posto accogliente che conosciamo a un posto selvaggio e per niente amico del commercio e della vita».
Per Gennari l’obiettivo è riportare «il commercio ad avere il controllo del territorio nelle città, il che significa far rivivere i centri storici, far rivivere le periferie, contrastare quella tendenza che si è instaurata negli ultimi 15 anni e che ha portato alla chiusura di tanti negozi».
«Abbiamo calcolato – precisa la direttrice Gabriella Orlando – che sono stati almeno 300 i negozi che, fra i 27 comuni della provincia e il comune capoluogo, sono chiusi negli ultimi 2 anni. Questo dato potrebbe non essere esatto però sicuramente per difetto. La riduzione progressiva di esercizi di vicinato corrisponde esattamente al depauperamento dei quartieri e della città, perché un organismo vivente nel momento in cui si impoverisce dei servizi del commercio cambia connotato: oltre a desertificarsi diventa più insicuro e non attrattivo. È necessario che ci siano politiche nazionali, regionali e soprattutto comunali per favorire il reinsediamento dei negozi in strada, perché fanno luce, perché fanno frequentazione e quindi c’è da fare un gran lavoro, ma nessuno si deve sentire escluso dal dovere di lavorarci. Interagendo con la Confcommercio, potrebbero esaminate le proposte che noi continuiamo a fare e che possono essere adottate senza neanche troppo impegno economico. Le amministrazioni devono favorire gli insediamenti e soprattutto occorre che vengano incontro alle esigenze delle imprese commerciali, anche semplificando e riducendo il livello di burocrazia che è insopportabile».
Il presidente Mattarella ha riconosciuto, con il ministro Urso, l’importanza degli esercizi di vicinato per la vita delle città «Questo ci rincuora – aggiunge Orlando – Già il fatto di riconoscerlo e di occuparsene è per noi determinante. Sono anni che denunciamo questo fenomeno, il nostro grido di dolore non è stato considerato abbastanza. Ora finalmente il governo ha riconosciuto che bisogna agire per portare all’interno delle città esercizi di vicinato come presidi di socialità, sicurezza e sana economia».
«Grosseto – secondo il presidente Gennari – chiunque l’abbia vissuta anni addietro e la vede oggi la trova profondamente deteriorata sia nel suo centro storico, preda di fenomeni comuni a tante città e non certo positivi come le baby gang, ma soprattutto carente nei presidi di sicurezza. Nuovi esercizi commerciali servirebbero al cittadino a percepire il centro come una zona altamente vivibile. Nel centro della città va anche riportato l’insediamento abitativo, che anche per la perdita di molti servizi negli ultimi vent’anni si è ridimensionato. La città soffre del cambio ambientale che genera, esattamente come ha detto il presidente Mattarella, un depauperamento del tessuto sociale e lede il principio di democraticità del paese. La Maremma ha grandi potenzialità, la città è molto bella, anche se noi grossetani tendiamo a sottovalutarla, i dintorni sono appetibili dal punto di vista naturalistico, turistico. Sta a noi ricreare quelle cose che c’erano vent’anni fa e inquadrare il tutto in una logica di progresso e futuro sostenibile».
Il presidente nazionale Carlo Sangalli ha detto che il commercio rappresenta quasi il 50% del pil del Paese. «Noi siamo molto vicini a questi numeri – secondo Gabriella Orlando – perché, avendo un tessuto di imprese industriali molto ridotto, la presenza del terziario di mercato, in provincia si avvicina a moltissimo al 50% anche se va sistemato lo squilibrio fra la grande distribuzione e gli esercizi di vicinato».
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