Toscana
Spiagge all’asta, altro colpo di scena: ragione ai balneari anche con concessioni scadute
Il Consiglio di Stato: nell’incertezza prevale l’interesse privato
GROSSETO. Non c’è giorno senza colpi di scena nell’intricata vicenda dei balneari italiani. Giovedì sera il Sindacato italiano balneari (Sib) di Confcommercio ha diffuso tra i propri associati una nota nella quale ha dato conto di tre diverse ordinanze del Consiglio di Stato, tutte con lo stesso contenuto, depositate nella giornata di mercoledì.
Ordinanze con le quali il supremo organo della magistratura amministrativa ha affermato che «prevale l’interesse privato a continuare l’attività, ancorché decaduto dalla concessione non essendo i Comuni nella condizione di affidare a terzi il compendio demaniale». In parole povere: la Bolkestein rimane sì il punto di riferimento, ma fa molta meno paura; almeno finché il governo non riuscirà a varare la nuova normativa con i criteri in base ai quali i municipi potranno bandire le gare per l’assegnazione degli arenili.
Con buona pace, chiosa il Sib, di tutti coloro che ritengono abusivi tutti i concessionari a attualmente operanti. Questo perché è impossibile fare le gare prima del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione europea sull’articolo 49 del Codice della navigazione.
Le tre ordinanze in questione sono le numero 1.813, 1.814 e 1.815, tutte del 2024. In ciascuna di esse i giudici capitolini di palazzo Ossoli precisano che «nel bilanciamento degli interessi contrapposti, perciò, appare preminente quello del privato, tenuto conto che in questo modo sono altresì soddisfatti gli interessi pubblici alla manutenzione dell’area e alla percezione dei canoni demaniali senza soluzione di continuità».
Queste ordinanze cautelari – spiega il Sib nella nota inviata ai propri iscritti – si aggiungono a quella numero 3.943 dello scorso 30 aprile, emessa sempre dal Consiglio di Stato, che ha chiarito che è sospesa la messa a gara delle concessioni demaniali marittime vigenti. In attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia sulla validità dell’articolo 49 del Codice della navigazione.
Sempre nella prospettiva del sindacato della Confcommercio, si tratta oramai di un orientamento giurisprudenziale consolidato del supremo organo della magistratura amministrativa. Affermato anche nell’ordinanza cautelare numero 138 del 17 gennaio e – prima ancora – nella numero 8.010 del 15 settembre 2022.
«Siamo in presenza di importanti decisioni della giustizia amministrativa in favore dei concessionari attualmente operanti – si conclude la nota – Che però non fanno venir meno sia la necessità che urgenza di un provvedimento legislativo chiarificatore, che continua irresponsabilmente a mancare esponendo a gravi e concreti rischi la parte più preziosa del turismo italiano».
Sullo sfondo l’apertura oramai quasi ultimata di tutti e 200 gli stabilimenti balneari presenti lungo la costa della provincia, da Follonica a Monte Argentario. Che si accingono, oltretutto, ad affrontare un’estate che secondo tutte le previsioni porterà a battere ogni record di presenze sui litorali maremmani.
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