Italia
Azzannato al braccio dal rottweiler: il terrore, le ferite e le scuse del proprietario
Camperista 75enne di Grosseto vittima di un’aggressione in Sicilia, 15 giorni di guarigione
GROSSETO. «Quando sono caduto a terra mi sono detto “sono morto”. Con un rottweiler di 50 chili addosso che mi azzannava al braccio e non ne voleva sapere di mollare la presa ho pensato che non avevo scampo, che per me era finita...».
E invece no. Luigi Antonio Deravignone questa storia la può raccontare in prima persona. La racconta al telefono da Licata, in provincia di Agrigento, dove l’episodio è avvenuto domenica e dove il pensionato grossetano è costretto a rimanere ancora per qualche giorno: era giunto con la moglie Manola per un giro dell’isola in camper, insieme ad amici di Modena, adesso non può guidare perché il braccio gli fa male e sono saltati tutti i programmi.
Cinque minuti o poco più di autentico terrore, seguiti da una visita al pronto soccorso, da cure e da colloqui con il personale veterinario dell’Asl locale. Non ci saranno strascichi perché la storia per lui è finita qui, ci saranno magari conseguenze per il proprietario per l’omessa custodia del cane: «Il proprietario del cane si è scusato – dice Gino, 75 anni, ex dipendente Asl come disinfestatore – È stato gentilissimo, il figlio si era anche offerto di andare a comprare, come poi ha fatto, l’immunoglobulina antitetanica». Ma comunque il ricordo di questo viaggio diventato improvvisamente e del tutto inaspettatamente un dramma accompagnerà a lungo Luigi e Manola.
Domenica mattina, ore 9, area camper di Licata. I coniugi escono dal camper per andare a fare la spesa nel supermercato antistante. Al guinzaglio la signora Manola tiene il loro chihuahua, Mimì, 5 anni. Sul percorso ci sono due capannoni, uno pare un’officina, all’ombra di un’auto riposa un cane di grandi dimensioni. «Mentre camminavamo verso il supermercato l’ho visto partire di corsa, sarà stato distante quaranta metri. Era evidentemente aggressivo. Ho intuito quello che poteva accadere, ho detto a mia moglie di prendere in braccio Mimì». Il rottweiler azzanna il piccolo animale lasciando l’impronta di due canini, Luigi riesce a fargli aprire le fauci ma con fatica, poi alza il chihuahua sopra la propria testa, distendendo le braccia per impedire al molosso di arrivare fino lassù. «A quel punto ha azzannato me al braccio sinistro. Mia moglie ha preso Mimì per tenerlo lontano, io ho cominciato a dare pugni al rottweiler ma lui non mollava. Gli ho dato cazzotti sul naso, gli ho tirato le orecchie, gli ho tappato le narici ma lui era ancora attaccato al mio braccio. Anche mia moglie cercava di allontanarlo. Poi sono scivolato sul breccino e a quel punto ho pensato “sono morto”. Ma solo dopo pochi secondi sono riuscito a rialzarmi e a sollevare con me il cane. In piedi, ho continuato a colpirlo. Finalmente è arrivato un uomo che ha gettato dell’acqua addosso al rottweiler: a quel punto è finito tutto. Mi hanno detto che tutta questa storia è durata cinque minuti».
Accorrono carabinieri e 118, poi pronto soccorso, quindici giorni di prognosi, mercuriocromo sulle ferite, fasciatura, ambulatorio della guardia medica: «Lì ho trovato il proprietario del rottweiler, che nel frattempo era stato avvertito». Il giorno successivo il signor Deravignone viene convocato dalla Asl, che gli spiega le procedure cautelari e successive che sarebbero state adottate per il proprietario del cane e per l’esemplare, che ha otto anni.
Appassionato di camper, da quaranta anni e più, Luigi Deravignone era giunto sull’isola dalla Calabria: «Domenica era in programma a Licata la festa di Sant’Angelo, che mi hanno detto sia molto bella. Volevamo vederla con i nostri due amici di Modena, anche loro in camper. Poi ci sarebbe piaciuto andare a San Vito Lo Capo, zona Macari. Ma io con questo dolore al braccio non posso guidare. Siamo ancora qui, a Licata, resteremo qui fino a che non sarò in grado di mettermi al volante, spero il prima possibile».
Vacanza rovinata e un bruttissimo ricordo, non soltanto fisico: «Mia moglie mi ha detto di aver avuto un incubo, l’altra notte, mentre dormiva ha rivisto la scena di me a terra sotto il cane».
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