Sicurezza
Sagre, il caso Campagnatico. La Confcommercio insorge e grida allo scandalo: «Sono ristoranti mascherati»
La giunta vara il calendario: tavole imbandite per 40 giorni
CAMPAGNATICO. Come anticipato da Il Tirreno, ecco l’entrata “a gamba tesa” di associazioni di categoria e opposizione sulla giunta di Elismo Pesucci, sindaco di Campagnatico, “rea” di aver approvato un maxicalendario delle sagre senza preventiva concertazione.
Dopo la lettera congiunta a firma dei direttori di Confcommercio e Confesercenti Grosseto, Gabriella Orlando e Andrea Biondi, inviata a tutti i sindaci della provincia, Confcommercio Grosseto si vede costretta a tornare sul tema delle sagre per annunciare la presentazione di una formale segnalazione a tutti gli enti che a vario titolo si occupano dei controlli su queste manifestazioni in ragione delle recenti decisioni assunte dall’amministrazione comunale di Campagnatico.
«Apprendiamo dalla stampa che la giunta comunale di Campagnatico nei giorni scorsi ha deliberato l’elenco degli appuntamenti con somministrazione temporanea di alimenti e bevande finalizzati, a suo dire, a supportare l’attività associazionistica del territorio», premette Orlando, che poi spiega: «È una delibera che ci lascia sconcertati. Ancora una volta, infatti, il Comune di Campagnatico dà l’impressione di considerarsi una sorta di Contea esentata dal rispetto delle regole che invece vigono e vengono fatte rispettare nei territori attigui ai suoi confini».
In primo luogo la direttrice rileva che «si tratta di un calendario di circa 40 giorni, non principalmente caratterizzato da celebrazioni di santi o dalla valorizzazione di antiche tradizioni popolari, quanto, piuttosto, volto in via preminente alla somministrazione di alimenti e bevande. Attività, questa, che con la scusante di “sagra di paese” può essere svolta senza l’osservanza di tutte quelle norme igienico-sanitarie-finanziarie cui invece devono sottostare gli imprenditori della ristorazione tradizionale».
Orlando ricorda che più volte Confcommercio e altre associazioni di categoria hanno ribadito che «tale prassi crea un danno enorme a tutto il comparto della ristorazione, non solo di Campagnatico ma anche dell’area grossetana».
Non è certo la prima volta che a Campagnatico sul fronte sagre si realizzano situazioni peculiari. Tuttavia, secondo la direttrice quest’anno si è raggiunto il culmine: «Addirittura nella seconda metà di agosto si realizza la sovrapposizione di due eventi diversi che si svolgeranno in simultanea. Peraltro si tratta di “sagre” del tutto anonime, ovvero generaliste, senza, cioè, la valorizzazione di un prodotto che sia autenticamente tipico di Campagnatico. Per il mese di maggio ormai alle porte, per esempio – aggiunge – si parla candidamente di una generica “Sagra gastronomica”. Durerà ben otto giorni, seppur non consecutivi. Cos’è questo se non la scientifica e ponderata volontà di realizzare “ristoranti temporanei” in grado di portare a sé stessi flussi di clientela altrimenti indirizzati verso la ristorazione tradizionale?».
Dalla domanda (retorica) alla reprimenda il passo è breve: «Campagnatico sembra ritenersi una Contea avulsa dallo stato di diritto italiano. Chiederemo se è davvero così a tutti quegli enti territoriali che vigilano sulle corrette modalità di esecuzione delle sagre. Auspicando una legge nazionale che possa circoscrivere in maniera netta e chiara l’organizzazione di questo genere di eventi dedicati alla somministrazione temporanea, è nostra intenzione rilanciare il dialogo con la Regione Toscana al fine di focalizzare meglio questo fenomeno nel contesto più generale del Codice del commercio».
Orlando certo non dimentica «aspetti molto importanti sui quali accendere più di un riflettore, come per esempio quello dell’impiego della manodopera minorile alla quale le sagre attingono a piene mani in virtù del principio volontaristico su cui si fondano. Agli imprenditori della ristorazione ufficiale tale possibilità è preclusa dalle norme che regolano il commercio e, appunto, il lavoro di ragazze e ragazzi con meno di 16 anni. C’è poi il tema dello smaltimento degli olii usati – continua – quello del bagno per disabili, quello della sanificazione dei locali, quello del regime fiscale in cui si evidenzia una differenza abissale tra il sistema sagre e il sistema della ristorazione ufficiale. Tutte questioni delicate e complesse che nella praticità di tutti i giorni si traducono, per i pubblici esercizi, in una sequela di visite ispettive e controlli da parte dei molteplici enti preposti: Inps, Asl, Comune, Ispettorato del lavoro, Carabinieri Nas, Guardia di Finanza e via dicendo. Per noi il concetto di fondo resta e resterà sempre uno soltanto: stesso mercato, stesse regole».
Chiosa Luca Grisanti, capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale: «È l'ennesima dimostrazione che a Campagnatico non si amministra ma si festeggia: l'unica cosa a cui pensa il sindaco è favorire le associazioni di un territorio. Ci rimettiamo al giudizio dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
