Il Tirreno

Grosseto

L’autostrada

Il governo snobba la Tirrenica: doccia gelata per la Maremma

di Matteo Scardigli
Il governo snobba la Tirrenica: doccia gelata per la Maremma

Dopo gli annunci non un euro per la messa in sicurezza dell’arteria: denuncia Pd. Chelini: «A noi la conta delle vittime». Casamenti e Travison: «Ora chiarimenti»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Solo due infrastrutture statali in Toscana, contenute nel nuovo contratto di programma tra ministero delle Infrastrutture e Anas 2021-2025 approvato dal Cipess (il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), hanno ottenuto dal governo il finanziamento necessario al loro completamento attraverso risorse stanziate nelle leggi di bilancio 2023 e 2024.

Per le arterie di Maremma e Amiata neanche un euro. Nessuno stanziamento per il corridoio tirrenico, idem per il tratto Ansedonia-Pescia Romana; che pure aveva già avuto l’ok del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

«Per la Tirrenica il governo Meloni non ha stanziato nemmeno un euro: dopo le promesse elettorali e un anno e mezzo di manfrine i risultati purtroppo sono questi», riassumono il capogruppo del Partito democratico in commissione ambiente di Montecitorio, il maremmano Marco Simiani, e il consigliere regionale e responsabile infrastrutture del Pd toscano, Francesco Gazzetti.

Dopo due Leggi di bilancio senza risorse era stato annunciato che i finanziamenti sarebbero arrivati con il Contratto di programma Anas, dove – però – non c’è niente.

Una doccia gelata per gli amministratori locali che contavano di veder finalmente messe in sicurezza le strade di sangue che attraversano i rispettivi territori. Per tacere di coloro che auspicavano di poter avere finalmente a disposizione di aziende e imprese, ma anche di turisti e visitatori, assi di collegamento degni di questo nome sulle due direttrici nord-sud ed est-ovest, volàno di sviluppo di un’area fragile e in profonda crisi economica e sociale.

Da un lato gli amministratori di centrodestra, teoricamente “in linea” con la coalizione di governo: Francesca Travison e Andrea Casamenti, rispettivamente sindaci di Scarlino e Orbetello. «Sono in contatto con i parlamentari del mio partito che stanno valutando la situazione proprio in queste ore. Appena avrò notizie precise mi esprimerò sulla vicenda», commenta la prima, con il secondo a farle eco: «Attendo una precisazione dagli organi di maggioranza».

Dall’altro il civico Gianfranco Chelini e Francesco Limatola, rispettivamente sindaci di Capalbio e Roccastrada (e presidente della Provincia).

«Mi sembra clamoroso, restiamo sbigottiti di fronte a una contabilità delle vittime che invece di essere considerata emergenza nazionale rimane una priorità provinciale o comunale, tanto meno. Noi, dove potevamo agire, abbiamo agito», annota il primo, con un riferimento esplicito all’ormai ex incrocio killer tra Pedemontana e Valmarina, oggi rotatoria.

E il secondo di rincalzo: «Ancora una volta il corridoio tirrenico è assente ingiustificato, nonostante annunci e proclami e nonostante la Regione abbia già previsto 100 milioni dal Fondo sviluppo e coesione».

Limatola si è “liberato” di una strada di sangue, quel Cipressino che da provinciale è diventato regionale (65 i milioni di euro sul piatto per la messa in sicurezza) ma sul quale porta avanti un intervento (ormai già avviato) di “addolcimento” di quattro curve critiche nel territorio di Castel del Piano, e la sua giunta a palazzo Aldobrandeschi ha approvato uno studio di fattibilità di oltre 10,5 milioni per una variante alla Sp Pitigliano-Santa Fiora.

Ma non dimentica la Maremmana; la Statale 74 (ma solo di nome): «Qui ci sono in ballo oltre 10 milioni di euro, di cui già pronti 4,3 fra Cosvig, Provincia e Regione. Ne chiediamo 6,2 sul Dods (il Documento operativo per la difesa del suolo della Regione Toscana)».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web