Italia
Gavorrano, l’arte contro il degrado: i murales degli studenti
Tre opere svelate a Caldana, Bagno di Gavorrano e Bivio Ravi. Il coordinatore? Un big della street art internazionale: Maupal. E c’è anche una dedica speciale
GAVORRANO. C’è un fil rouge che collega una mappa dipinta dagli studenti. Quella che fa emergere una geografia della street art che da Caldana arriva a Bagno di Gavorrano e al Bivio Ravi: tre punti dove venerdì 22 marzo sono stati svelati i murales realizzati dagli studenti del polo Bianciardi di Grosseto (con le classi seconde dell’istituto tecnico per la grafica e la comunicazione e le classi prima D e seconda D del liceo artistico). “Pirite in rosa”, il nome dell’iniziativa che ha visto un protagonista speciale chiamato a coordinare le giornate di lavoro degli studenti: l’artista Maupal, Mauro Pallotta, noto street artist (suo, tra le altre opere, il murale “Super Pope”).
Storie e simboli
Storia, memoria, il lavoro in miniera declinato però dal punto di vista femminile (ecco spiegato il nome della giornata), ma anche l’arte – con gli studenti maremmani protagonisti – che diventa simbolo, quel segno che contribuisce a migliorare le periferie, i borghi e lotta contro il degrado: «Il giudizio artistico passa in secondo piano, l’obiettivo era sociale. Il risultato più importante è stata la condivisione con gli studenti. Nei tre laboratori abbiamo cercato di rappresentare le donne di questo luogo, mogli, parenti, figlie dei minatori, con tre tecniche diverse e gli studenti sono stati felici. Il risultato deve cogliere l’aspetto umano, perché è un messaggio importante nel quale gli studenti lasciano un segno: ho cercato anche di trasmettere il concetto che tra 50 anni nei libri di storia dell’arte si parlerà di street art che rappresenta, sempre più con una maggior rilevanza, l’arte contemporanea», spiega a Il Tirreno Maupal che qui a Gavorrano aveva già lavorato.
«Un progetto – Maremmart – che ci stava a cuore e realizzato grazie al finanziamento della Regione Toscana nell’ambito delle politiche giovanili; un progetto teso alla “valorizzazione e riqualificazione del patrimonio urbano attraverso l’arte di strada” e che soprattutto mira a “favorire le iniziative di promozione sociale, culturale e di aggregazione rivolte alle nuove generazioni”. Il progetto è frutto di una collaborazione con Operazione Cuore», aggiunge la sindaca Stefania Ulivieri.
Le opere
Tutto è partito nei primi giorni di marzo e si è concluso nei giorni scorsi. La tematica scelta per i murales, viene spiegato, è legata al mondo delle donne di Gavorrano e al loro rapporto con il lavoro nelle miniere del territorio, sia come lavoratrici, poche in realtà – evidenziano i promotori –, sia come madri, mogli, sorelle o figlie di minatori «ai quali hanno dedicato non solo la cura e l’accudimento, ma anche il sostegno durante le lotte e le rivendicazioni per una migliore condizione di vita e di lavoro».
Si parte dal Bivio Ravi, sulla facciata del centro sociale. Qui il murale racconta la storia delle donne che hanno lavorato in miniera, soprattutto «assunte in seguito a tragedie familiari e impiegate in lavori umili e faticosi come quello della cernita». «Una donna distrutta dalla fatica, ma fiera», sintetizza Maupal guardando l’opera. “Salendo” sul muro del parcheggio di Caldana l’omaggio è alla memoria: «Uno sguardo profondo e malinconico che esprime però la forza delle donne. È la memoria delle radici, della lotta, delle vittorie e delle sconfitte. È stato volutamente dipinto in bianco e nero con le diverse sfumature del grigio perché con queste tonalità si identifica il ricordo».
Il pensiero speciale
Poi il murale dipinto sulla parete del parcheggio di piazza Mariotti a Bagno di Gavorrano. «Rappresenta tutte le donne della nostra comunità – viene evidenziato ancora –: un’opera che rievoca l’unità, la condivisione, l’armonia». Le donne sono unite in una danza e legate da un filo rosso.
«Questo lavoro, su un fondo verde brillante, il colore simbolo della speranza, raffigura l’impegno, la partecipazione e il grande apporto fornito dalle nostre donne durante le lotte e le rivendicazioni che i minatori nel tempo hanno sostenuto per migliorare le loro condizioni di lavoro. Dedichiamo questo dipinto a Silvia Rossetti (consigliera comunale scomparsa lo scorso novembre, ndr) che è nel cuore di tutti noi, una grande donna, una donna che ha lottato con tutte le sue forze», la conclusione.
Al termine delle inaugurazioni delle opere a Bagno di Gavorrano alla sala Auser è stato proiettato il cortometraggio girato da Susanna Bocci dedicato alle donne “Amiche della Miniera” di Ribolla.
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