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L'indagine

Botte e offese agli anziani nella casa di riposo a Massa Marittima: chi è il 36enne arrestato

Un interno della casa di riposo Falusi
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Un interno della casa di riposo Falusi

Ingiurie e anche aggressioni fisiche ai danni degli ospiti della rsa Falusi

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MASSA MARITTIMA. Parole offensive, soprattutto, ma anche episodi violenza materiale. Segnalazioni partite dall’interno della casa di riposo e che hanno trovato corrispondenza nelle indagini dei carabinieri. Con l’accusa di maltrattamenti, un operatore sociosanitario dell’Istituto Falusi di Massa Marittima è stato messo agli arresti domiciliari in forza di un’ordinanza cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari.

Il nome
Alessandro Bernardini, 36 anni, sarà interrogato dal giudice delle indagini preliminari, che ha valutato la richiesta della Procura e ha ritenuto questa misura idonea per soddisfare tutte le esigenze, sia quelle di indagine sia quelle degli ospiti dell’istituto.

Le vittime

Quattro secondo le prime conclusioni dell’inchiesta le persone che sarebbero rimaste vittime. Anziani ultraottantenni che sarebbero stati destinatari di violente offese da parte dell’indagato. L’inchiesta era partita dall’interno della struttura, dalla segnalazione del comportamento di uno dei dipendenti che lavora al Falusi e che era addetto all’assistenza degli anziani non autosufficienti ricoverati. La stessa Rsa Falusi ha collaborato in modo fattivo insieme ai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Follonica per la verifica dei comportamenti e per l’acquisizione di elementi di prova tali da far configurare l’ipotesi di maltrattamenti. Un’ipotesi di reato assimilabile a quella che può avvenire all’interno di famiglia anche se il contesto del Falusi non può essere considerato tale; è però un’ipotesi di cui potrebbero essere ritenuti responsabili anche coloro che, pur non essendo familiari in senso stretto, sono operatori professionali del settore socio assistenziale, si occupano di anziani non autosufficienti. Le indagini erano scattate nell’ottobre dell’anno scorso e i comportamenti ritenuti illeciti avrebbero continuato ad avvenire fino a che la Procura aveva richiesto l’emissione della misura cautelare, eseguita venerdì 15 marzo, con i caratteri del codice rosso.

Le indagini
I carabinieri hanno ricostruito un quadro di condotte vessatorie che Bernardini avrebbe messo in atto nei confronti di alcuni degli anziani ospiti di cui si occupava: ingiurie, atti denigratori, talvolta anche aggressioni fisiche. L’operatore avrebbe apostrofato alcuni degli ospiti con parole ritenute chiaramente offensive e non equivocabili nel tenore con quelle che possono essere scambiate in via amichevole in un contesto di frequentazione assidua, quotidiana. Queste sono almeno le conclusioni delle indagini. Bernardini potrà chiarire i contorni delle contestazioni che gli sono state mosse nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si terrà nelle prossime ore e dare eventualmente spiegazioni su ciò per cui viene indagato.
 

Il silenzio
La direzione dell’Istituto preferisce non commentare al momento l’episodio ma si riserva di dare chiarimenti nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella mattinata di oggi. E conferma di aver pienamente collaborato con l’Arma dei carabinieri per lo svolgimento delle indagini. Quello con gli organi di informazione sarà un momento di incontro finalizzato a dare chiarimenti su tutti gli aspetti dell’indagine e, soprattutto, a tranquillizzare gli ospiti e le loro famiglie.

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