Il Tirreno

Grosseto

La ricostruzione

Grosseto, oltre 50 animali morti nell’incendio al rifugio di Montieri: «Un cane si è salvato sotto a un divano»

di Luca Barbieri

	Alcune immagini della tragedia al rifugio di Montieri
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Alcune immagini della tragedia al rifugio di Montieri

Le fiamme hanno divorato la struttura della donna tedesca: «Non so come sia potuto accadere». Il racconto di una notte di terrore

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BOCCHEGGIANO. Mancano undici minuti all’una di notte tra giovedì 7 e venerdì 8 marzo quando arriva la chiamata ai vigili del fuoco di Follonica: un incendio a Boccheggiano – frazione di Montieri –, in quella cascina che da oltre trent’anni è diventata casa di Sos animali international: ettari di terra, di spazi verdi, rifugio per animali abbandonati e malati. Decine e decine, tra cani, gatti, uccellini e non solo. In casa c’è Helga Wallrath, fondatrice dell’associazione, tedesca d’origine, ma da oltre trent’anni in questa porzione di bosco, immersa nel verde della Maremma, fuori dal centro abitato. Lei, la sua famiglia e i volontari: una vita dedicata alla cura e all’ospitalità dei cuccioli meno fortunati, con la volontà di accudirli e di cercare una casa dove stare circondati da attenzione e amore.

Fiamme e coraggio

È lei che s’accorge, quando ormai è passata la mezzanotte, del fumo e delle fiamme nella casa che attorno ha un terrazzo ed è circondata dai gazebo dove trovano riparo alcuni animali. Altri, invece, sono in casa con lei. Neppure il tempo di pensare e la prima cosa che fa Helga è quella di afferrare e prendere di peso Lulù, uno dei tanti cani che hanno trovato riparo nella cascina in questi mesi, anni d’impegno. Lulù non cammina, ha problemi alle zampine, e Helga lo porta fuori dalla casa – che alla fine sarà quasi distrutta dalle fiamme – di peso, in braccio, tentando di passare dalla finestra, unico pertugio sicuro in quel momento nella struttura dove fiamme e fumo si stanno propagando sempre di più. Un tentativo che ripeterà con gli altri animali. «Sono la sua vita, la sua famiglia: alcuni abitano proprio in casa con lei, soprattutto da quando il marito è scomparso», racconterà poi una volontaria in lacrime l’indomani. Nella grande cascina, suddivisa nelle sette stazioni dove vengono ospitati cani, gatti, piccoli animali, ma anche mucche, asini e buoi, non è sola: c’è un volontario dell’associazione. Conosce tutti gli animali di cui il gruppo si prende cura e anche lui non perde tempo e scatta subito quando s’accorge del fumo e delle fiamme per proteggere chi tra gli animali non riesce a fuggire e a mettersi al riparo. Ed è in questo disperato tentativo che rimarrà ferito e sarà trasferito all’ospedale massetano; per fortuna, a quanto sembra, in condizioni non gravi (in codice 1): avrebbe subito ustioni su alcune parti del corpo per le quali si è reso necessario, come detto, il trasporto al pronto soccorso da parte del personale sanitario intervenuto. Tornando a quei minuti concitati, sul posto intervengono prontamente i vigili del fuoco: una squadra di Follonica e due da Grosseto. Un lavoro complesso, non solo per quanto riguarda le operazioni di spegnimento particolarmente difficoltose, ma anche perché la tenuta non è facilmente raggiungibile se non con mezzi di soccorso adatti perché immersa nel bosco e con un piccolo sentiero come unica via di accesso. I vigili del fuoco hanno immediatamente attaccato le fiamme che si erano sviluppate nella cascina e propagate alle strutture adibite a ricovero per gli animali. Le fiamme, particolarmente violente ed estese, hanno distrutto quasi completamente la cascina con muri perimetrali in pietra e strutture portanti in legno, che ha subito il crollo del tetto e di alcuni solai.

Il bilancio choc

Nell’incendio, purtroppo, sono deceduti alcuni degli animali, tra cani e gatti, ricoverati nella struttura, a causa delle fiamme e del fumo. Il bilancio nella tarda mattinata di venerdì 8 marzo fornito dai volontari – quando il silenzio e la disperazione circondavano la cascina distrutta – parlava di 56 gattini e otto cani morti, oltre agli uccellini, con altri animali portati nelle cliniche per le cure del caso e quelli superstiti, invece, a cui è stato trovato un riparo momentaneo. Come il piccolo barboncino, salvato poi dai vigili del fuoco, che è riuscito a mettersi in salvo nascondendosi sotto un divano. «Non so come sia potuto succedere, quando ce ne siamo accorti abbiamo fatto il possibile per mettere in salvo tutti gli animali (che sono moltissimi, decine e decine, ndr): sono disperata. Pensare che, proprio nei prossimi giorni, avrei voluto contattarvi perché ci sono alcuni cuccioli che cercano casa e volevo lanciare un appello. Per il momento mi ospiterà mio figlio: ho perso tutto, sto andando a comprare dei vestiti in questo momento», commenta Helga, prima di ritornare alla cascina dove nella giornata di venerdì 8 marzo, tra nastri rossi e zone off-limits, erano in corso i sopralluoghi del caso. Sul luogo dell’incendio due funzionari tecnici e personale di polizia giudiziaria per le verifiche tecniche, oltre ai vigili del fuoco, i carabinieri della stazione di Montieri, personale sanitario, appunto, e l’Aib regionale. Un lavoro di squadra, con i vigili del fuoco che sono al lavoro per ricostruire con esattezza la dinamica e per capire quale sia stata la causa delle fiamme. La Lega nazionale per la difesa del case di Grosseto ha annunciato, sui social, che si attiverà per una raccolta fondi.

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