Gioco
Grosseto, dai balconi alla Sagrada Familia: la voce di Cinzia incanta la Spagna
La cantante lirica grossetana, nipote e figlia d’arte, dopo molti anni in giro per il mondo ha realizzato il sogno di vivere ed esibirsi a Barcellona
GROSSETO. «Ho sempre sognato di vivere a Barcellona e di affacciarmi da casa mia e vedere quel capolavoro che è la Sagrada Familia di Gaudì».
La cantante lirica grossetana Cinzia Monari aveva questo sogno e lo ha realizzato. Ma non si è limitata a questo: in quella che è una delle più iconiche cattedrali del mondo (dove ora fervono i lavori per il completamento, previsto per il 2032) ha avuto la possibilità di esibirsi con il suo repertorio sacro, una delle tante espressioni di un talento capace di mettere insieme musica, canto, danza e recitazione. L’ultimo in ordine di tempo è stato il “Concierto en la Cripta” del 23 febbraio con musiche di Mozart, Fauré, Verdi, Vivaldi e Bach/Gounod del duo MonariMari che nasce da una collaborazione di lungo corso della cantante con un altro talento doc di Grosseto, il chitarrista e compositore Paolo Mari.
«Avevo già cantato nella cattedrale accompagnata dall’organista della Sagrada Familia Juan de la Rubia – spiega Cinzia – e conosco molto bene il rettore della basilica, monsignor Joseph Maria Turul, per cui ho pensato di proporgli il nostro progetto per i concerti che regolarmente vengono ospitati nella cripta nel fine settimana. Con Paolo facciamo sia concerti di musica sacra sia spettacoli dedicati all’opera e alla musica da camera come nel progetto “Vissi d’arte, vissi d’amore” che sta avendo un ottimo riscontro».
In preparazione anche un nuovo spettacolo che è un omaggio di Cinzia Monari alle sue radici artistiche e familiari, perché l’amore per la musica nel suo caso è scritto nel Dna: «Mio nonno paterno Alfredo Monari (1899-1980) è stato il maestro di musica di Morbello Vergari. Lui era di Murci e pur essendo di estrazione contadina grazie al fatto di essere il figlio della maestra delle elementari del paese era una persona coltissima. Recitava a memoria Dante, era un poeta in ottava rima, componeva satire burlesche sui suoi compaesani e dirigeva la banda del paese. Purtroppo da nipote me lo sono goduta poco perché è morto improvvisamente nel 1980 però ora sto facendo un lavoro di ricerca sulla sua memoria e ho deciso di musicare le sue poesie che sono state pubblicate solo dopo la sua morte».
Lo spettacolo, ancora in preparazione, si chiamerà “Dalla terra al cielo” e verrà portato in varie città italiane, ancora una volta in duo con Mari.
«La vena artistica di mio nonno – dice Cinzia – è continuata con mio padre Giovanni, musicista e accordatore oggi 90enne che a sua volta ha cresciuto i nipoti, i miei gemelli William e Tommaso, a pane e chitarra. Ora uno dei due fa il conservatorio ma anche l’altro, pur studiando al liceo scientifico, è appassionato di musica e teatro. Io stessa sono una polistrumentista: quando compongo lo faccio solo al pianoforte ma suono anche la fisarmonica, il sax e l’ukulele».
Cinzia è stata la prima a assorbire l’amore per la musica e l’arte dal nonno e dal babbo. Ha studiato al conservatorio di Firenze ma si è diplomata in canto a Siena e a questi titoli ha aggiunto una formazione eclettica che comprende anche il diploma Isef, l’Accademia di arte drammatica, il master per voci pucciniane all’accademia di Torre del Lago e un periodo di lavoro in un coro gospel di Johannesburg. Questo bagaglio di esperienze e competenze le ha permesso per molti anni di girare il mondo come guest artist a bordo delle navi da crociera Msc e Costa.
«Viaggiare e cantare sono le mie due grandi passioni – dice Cinzia – Poterle abbinare nello stesso lavoro è il massimo anche se i ritmi erano un po’ frenetici. Una volta mi sono ritrovata a dover andare alle isole Svalbard al Polo Nord per potermi poi imbarcare per un nuovo impegno. Sulle navi facevo degli spettacoli che univano canto, musica, cabaret e danza. In quel periodo avevo già i bambini che ogni volta mi aspettavano elettrizzati perché avrei portato qualche souvenir da un paese straniero».
A un certo punto anche i giramondo però possono sentire l’esigenza di fermarsi senza rinunciare del tutto alle proprie passioni. «Cercavo un posto dove poter continuare a lavorare con la musica e il teatro – dice Cinzia – e ho proposto uno spettacolo che si chiama Opera Vermut all’istituto italiano di cultura di Barcellona. Grazie a quella idea ho iniziato a lavorare in Spagna per lunghi periodi finché nel 2016 abbiamo deciso di trasferirci con tutta la famiglia in modo stabile anche se torno spesso a Grosseto».
La nuova vita catalana di Cinzia è piena di impegni tra concerti, corsi, conferenze per far conoscere la cultura italiana attraverso l’opera lirica e il volontariato nelle carceri con i detenuti italiani. Il suo nome in Spagna non è conosciuto solo dagli addetti ai lavori e dai cultori della lirica.
«Ho un fanclub speciale che è quello dei vicini del quartiere – racconta la cantante – Durante il Covid mi affacciavo al balcone e cantavo sia per tenermi in allenamento sia per rallegrare il vicinato. Il balcone affaccia sul patio de manzana, una grande corte interna su cui danno tutti i palazzi di un quadrante, per cui avevo tantissime persone che mi aspettavano per sentirmi cantare o scrivevano cartelli con i loro messaggi e i numeri di telefono per essere avvertiti delle mie esibizioni. Si è creata una rete di fedelissimi che ora mi segue su YouTube e ai concerti, è davvero incredibile». In Maremma oltre a un pezzo di cuore c’è anche un posto a cui Cinzia sogna di dare in futuro una nuova vita: «La casa di mio nonno Alfredo a Murci è sempre di nostra proprietà ed è piena di memorie: strumenti musicali, locandine dei coltivatori diretti, manoscritti, oggetti d’epoca. Mi piacerebbe farne una casa museo».
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