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Grosseto, 27 tonnellate di rifiuti pericolosi da mezza Italia: l’operazione della polizia e le indagini

di Matteo Scardigli
Grosseto, 27 tonnellate di rifiuti pericolosi da mezza Italia: l’operazione della polizia e le indagini

Azienda “collettore” scoperta dai Forestali: maxi sanzioni e nuove indagini

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GROSSETO. Modello unico di dichiarazione ambientale. L’acronimo è Mud, che in inglese – il caso vuole – significa fango, melma; torbido. E proprio partendo dal Mud di un’azienda di Grosseto città che il Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf) carabinieri della provincia, scavando nel torbido ha portato alla luce un sistema che – nel solo 2022 – ha portato in Maremma qualcosa come 27 tonnellate di rifiuti pericolosi da mezza Italia.

L’imbuto

Un vero e proprio imbuto. I militari al comando della tenente colonnella Marta Ciampelli – le cui indagini, nell’aprile 2021, fecero scoppiare lo scandalo Keu – dopo aver effettuato controlli e verifiche in numerose ditte che gestiscono rifiuti a vario titolo, hanno elevato sanzioni per un importo totale di 60 mila euro dovute a irregolarità relative proprio alla compilazione del Mud. Ma questo è solo l’inizio.
Gli accertamenti
Con ordine. Gli accertamenti dei carabinieri hanno riguardato rendicontazione e tracciabilità dei rifiuti pericolosi gestiti dalle imprese: in particolare, hanno effettuato le analisi dei rispettivi Mud: i documenti che devono essere compilati da tutti coloro che, a titolo professionale, esercitano attività di raccolta e trasporto rifiuti, come per esempio commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione, enti e imprese che effettuano operazioni di recupero e smaltimento rifiuti, ma anche consorzi e altri soggetti specificamente individuati dalla normativa di settore. Compilando il Mud, vengono comunicati alle Camere di commercio competenti per territorio caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti (cosa si gestisce e in che misura).
La spiegazione
«Il Mud è un documento importante in quanto permette di individuare quali sono i percorsi di un rifiuto, e quindi di conoscere sia il luogo di produzione che quello di destinazione, ma anche il vettore, ovvero la società che si è occupata del trasporto verso terzi, permettendo in questo modo di avere una completa tracciabilità del rifiuto, da quando diventa tale fino alla fine del suo ciclo di vita», premette l’Arma forestale, che poi spiega: «La corretta compilazione del Mud è quindi elemento di trasparenza e corretta gestione dei rifiuti da parte dell’impresa. Fondamentale è poi l’approfondimento incrociato con i registri di carico e scarico, e con i Formulari di identificazione dei rifiuti (Fir) che permettono di avviare controlli su tutta la filiera. I registri di carico e scarico e i Fir insieme con il Mud – precisa – sono documenti obbligatori la cui mancata e/o parziale redazione e istituzione integra le sanzioni previste dal Codice dell’ambiente (Decreto legislativo 152 del 2006)». Il Mud rende possibile il controllo sulla tracciabilità dei rifiuti, cioè sul percorso effettuato dai materiali di risulta fino alla loro ultima destinazione: Grosseto, nel caso in questione.

L’analisi

Ed ecco che proprio grazie all’analisi del Mud di una ditta locale, i carabinieri sono risaliti a numerose aziende toscane (di Firenze e Siena) e di fuori regione, imprese che nel 2022 avevano conferito rifiuti pericolosi senza procedere alle comunicazioni previste: 27 tonnellate di batterie, filtri dell’olio, imballaggi con residui di sostanze pericolose, materiali assorbenti e isolanti contenenti sostanze pericolose, oli esausti e rifiuti agrochimici. Non è finita qui, si diceva; perché queste indagini e relative sanzioni hanno riguardato la gestione dei rifiuti: non il loro conferimento finale. È praticamente automatico, infatti, che si proceda con ulteriori indagini per capire eventualmente come e se la ditta di Grosseto che ha fatto da collettore per le 27 tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti da imprese di mezza Italia abbia conferito in discarica. In caso di irregolarità ci potrebbero essere dei risvolti penali.


 

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