Sicurezza
Infrastrutture stradali, la Maremma ultima in Toscana: ci consola soltanto la Due Mari
Il deficit interessa tutta la Maremma, Corridoio tirrenico grande assente. I dati sono emersi nel corso del convegno organizzato dalla Provincia
GROSSETO. Amministratori, associazioni di categoria, sindacati hanno sviscerato in un convegno che si è svolto nella sala Pegaso del palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia, i temi della mobilità e dello sviluppo. L’occasione è stata fornita dalla Regione Toscana, che ha organizzato l’incontro insieme alla Provincia, era di parlare di mobilità e viabilità. Ne è venuto, dopo un saluto del governatore Eugenio Giani in videoconferenza, un quadro a tutto tondo delle criticità che finiscono per limitare lo sviluppo del turismo, del lavoro.
Quadro desolante
Il delegato di Confindustria Grosseto, Giovanni Mascagni, è partito da un’analisi delle Camere di commercio del Tirreno e della Maremma per inquadrare la situazione: «La provincia di Grosseto – ha evidenziato Mascagni – è ultima in Toscana per dotazione infrastrutturale stradale, in Italia al 91° posto; nelle ferrovie è quint’ultima in Toscana, 54ª in Italia. Per gli aeroporti e la logistica siamo ultimi in Toscana, al 104° nel Paese. Complessivamente, in Italia siamo al 99° posto per le dotazioni infrastrutturali; ci troviamo in una sorta di limbo, la Maremma è stata anche chiamata l’altra Toscana. Quello oggi che c’è di concreto è la tratta della Due Mari, possiamo con soddisfazione vedere operai che lavorano, cantieri che vanno avanti, con un termine dei lavori, nel tratto che più ci interessa, abbastanza vicino, fissato in un paio d’anni. La Ciclovia Tirrenica, inserita nel Pnrr, è un’asse importante nell’ambito del turismo. Il grande assente rimane il Corridoiotiirrenico: non ci sono cantieri e l’obiettivo appare lontano. Senza quest’opera rimaniamo il terzo mondo della Toscana. Gli indicatori che abbiamo sono pessimi: ritengo che dopo una fase di crescita nel post Covid, 2021-22-23, nel quale gli indicatori del turismo e del manifatturiero era buoni, temo che andremo incontro a delle situazioni complesse nei prossimi anni e il ruolo delle infrastrutture rimane decisivo. È recente la notizia che aziende storiche locali di servizi che smettono di effettuare alcuni tipi di lavorazioni, a causa dell’onerosità del trasporto».
«La ragione di Confindustria di confrontarsi su questi tavoli – conclude Mascagni – rimane la Tirrenica, accompagnando e sostenendo tutti i parlamentari della nostra zona, per mantenere alta l’attenzione, per non dimenticarci gli impegni. Non si può vivere di mono cultura turistica. I ristoratori a fine stagione si lamentano perché non c’è più lavoro, non si trovano le case in affitto per le giovani coppie; chi fa dei percorsi di studio qua non ha di fatto diritto a lavorare. Ci sono aree industriali che stanno scomparendo nell’indifferenza. Il territorio può avere un futuro se integra in maniera più ricca i vari settori produttivi».
Priorità
La Tirrenica è la priorità delle priorità. Lo ha ribadito anche Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio Maremma e Tirreno: «Nel 2019 ci fu una grande manifestazione nella quale chiedevano l’adeguamento del corridoio Tirrenico. Se non riusciamo ad avere date certe difficilmente possiamo uscire dalla crisi che abbiamo a livello di imprese .C’è un impegno della Regione, lo prendo un impegno tra gentiluomini: il presidente Giani e l’assessore Baccelli sono disposti a spendere cento milioni per Fsc per dare un contributo fattivo alla realizzazione dell’opera, ma noi da Grosseto dobbiamo lavorare su un tavolo unico con Provincia, Regione e associazioni di categoria per fare pressione verso il ministro Salvini e il governo per avere date certe. Troppo spesso si è rimandato ed è arrivato il momento di fare le giuste azioni, per avere il diritto alla mobilità in questa parte della Toscana. E per i costi che ha l’opera l’intervento deve essere razionale, senza rimanere chiusi in un recinto».
«Il Corridoio tirrenico non può essere rimandato – ha detto anche il presidente della Provincia, Francesco Limatola - è un’opera strategia per la mobilità, per lo sviluppo di questo territorio, per collegare la Maremma al sud. Il consiglio provinciale ha fatto anche una mozione sulla Tirrenica, con l’obiettivo che nel prossimo contratto Anas vengano inserire le risorse per il corridoio tirrenico, una priorità non più rimandabile».
Ciclovia e Cipressino
Breda, dopo aver mostrato soddisfazione per i lavori sulla Due Mari, ha sottolineato che «la Ciclovia Tirrenica è grande opportunità, se viene legata a tutte le altre infrastrutture; è un’opera di grande interesse per la provincia, che consente importanti sui collegamenti tra borghi. Sarà un patrimonio sullo sviluppo turistico di questo territorio. Per questo la dobbiamo accogliere con grande entusiasmo, come è importante la regionalizzazione del Cipressino, che unirà meglio il territorio alla parte costiera». «Con Provincia e Regione abbiamo fatto dei percorsi virtuosi – ha aggiunto l’ assessore comunale alla mobilità, Riccardo Megale - La Ciclovia Tirrenica è un sistema nato dalla sinergia di più enti che ha funzionato sotto tanti aspetti, ci ha permesso di collaborare e ci dà la possibilità di rendere la nostra provincia appetibile. La vera sfida sarà di collegare microterritori e macroterritori. Dobbiamo proseguire la Due Mari dal punto di vista ciclistico, ciclabile e ci fa entrare nell’entroterra e in questo senso siamo già a Roselle. Dobbiamo vendere il nostro territorio vicino a Roma, alle grandi città». «La Regione, con Cipressino e Ciclovia ha dimostrato di voler dare concretezza a quella che è la Toscana diffusa», dice con soddisfazione Limatola. «La Ciclovia, del quale siamo soggetto attuatore, con un maxi appalto – secondo Alessandro Vichi, dirigente viabilità e protezione civile della Provincia - è una sfida, nella quale ci siamo buttati un anno fa, l’abbiamo accettata con un po’ d’incoscienza, senza capire la portata di questa opera. Ce ne siamo accorti quando abbiamo dovuto approvare il progetto e convocare la conferenza dei servizi. Grazie al lavoro con la Regione raggiunto obiettivo importantissimo finire i lavori entro il 31 dicembre 36 e adesso provvederemo ai trecento espropri prima di dare il via all’opera». «Come Provincia – aggiunge Vichi - sapere inoltre che la Regione Toscana investirà sul Cipressino per noi è una boccata d’ossigeno, stiamo trasferendo alla Regione, i verbali del passaggio di proprietà, il know how su quella strada». «Il Cipressino – sottolinea anche Massimo De Blasis, presidente di Ance Grosseto - consentirà di avvicinare il mare alla montagna, un intervento che sarà un motore dello sviluppo dei territori della montagna. E dopo tanti anni che se ne parla vedrà la luce».
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