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Grosseto, stabilimento balneare ancora con i gazebo. L’ordinanza: «Da rimuovere entro 15 giorni»
Non aveva provveduto a smontare i manufatti utilizzati durante la stagione estiva. Il titolare del Bagno spiega: «Nulla da eccepire sulla decisione, pagheremo la sanzione»
GROSSETO. Facendo ricorso alla tecnologia, all’occhio del drone, il Comune di Grosseto ha rilevato nelle scorse settimane che il Bagno “Gabbiano Azzurro”, uno degli stabilimenti balneari di Marina di Grosseto non aveva ancora provveduto a togliere i gazebo che vengono utilizzati durante l’estate per sistemarvi i bagnanti sulla spiaggia, i clienti del ristorante e del bar. Per questo motivo, con un’ordinanza dirigenziale firmata martedì scorso, 13 febbraio, il dirigente dello sviluppo ambientale Domenico Melone, ha fatto un’ingiunzione di rimozione dei manufatti ai proprietari del bagno che si trova sul lungomare Leopoldo II di Lorena, a fianco del Porto della Maremma, di rimuovere complessivamente undici manufatti non autorizzati all’inizio del bagno (tre di forma circolare, quattro di forma rettangolare e quattro di forma quadrata) sotto ai quali durante la stagione vengono sistemati i tavoli per la clientela, con l’aggiunta della piattaforma e camminamento in legno.
Il provvedimento comunale prevede che il Gabbiano Azzurro debba rimuovere, entro quindici giorni dalla comunicazione via Pec, altri 34 gazebo, dalla caratteristica forma tropicale, utilizzati come ombrelloni sulla spiaggia per piazzarci al loro interno lettini o sdraio.
Alla base di questa ordinanza c’è il fatto che il Gabbiano Azzurro, al termine della concessione (richiesta dal 1° maggio al 30 settembre) non aveva provveduto a smontare i manufatti utilizzati per l’estate. Dalla relazione di sopralluogo redatta il 23 gennaio scorso dall’istruttore tecnico Massimiliano Bonelli, a seguito di sopralluogo effettuato nei giorni precedenti dal personale tecnico dell’ufficio demanio marittimo che ha accertato, visionando le immagini riprodotte dal drone, l’infrazione su pubblico demanio marittimo, violazioni al Codice della navigazione, “Occupazioni e innovazioni abusive” e “abusiva occupazione di spazio demaniale”.
«Nulla da eccepire sulla decisione – commenta Marco Tomi, titolare del Bagno Gabbiano Azzurro – pagheremo la sanzione amministrative che ci verrà comminata e provvederemo a ripristinare lo stato dei luoghi nell’area demaniale marittima, senza fare ricorso». «Al termine della stagione estiva abbiamo recintato il gazebo utilizzato come bar, per il quale abbiamo avuto un processo che si è concluso con una nostra assoluzione – aggiunge Tomi – e per comodità, solo per comodità, senza nessun altro motivo, abbiamo recintato tutti gli altri manufatti».
Marco Tomi, fa sapere, ha già ingaggiato una squadra di persone che provvederà a smontare tutti i gazebo che si trovano all’interno della recinzione, con una spesa di alcune migliaia di euro. Un lavoro che finirà ai primi di marzo. «Ad aprile – conclude dunque Tomi – dovrò poi provvedere a rimontare tutto, in vista dell’apertura stagionale».
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