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I comuni verso il voto

Politica, Limatola rompe gli indugi «Mi candido a Roccastrada»

di Massimiliano Frascino

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Limatola

Il presidente della Provincia di Grosseto e sindaco ha deciso: tenta il tris

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GROSSETO. Francesco Limatola rompe gli indugi accetta di ricandidarsi a sindaco di Roccastrada, Comune di 8.000 abitanti che ha già guidato per un decennio e che si ripropone di governare fino a giugno 2029, come gli consente di fare la legge recentemente approvata per i tre mandati amministrativi.

Una scelta che si riverbera anche su palazzo Aldobrandeschi, dove nel caso in cui fosse rieletto sindaco potrebbe concludere anche il mandato da presidente della Provincia. Ruolo nel quale si è insediato a dicembre 2021.

La notizia era nell’aria, ma al di là delle pressioni ricevute dal Partito democratico per ripresentarsi, Limatola ha atteso il verdetto dall’Unione comunale di Roccastrada, che venerdì sera ha votato all’unanimità la sua ricandidatura a sindaco.

Con lui alla guida del Comune, il centrosinistra scongiurerebbe anche il rischio di perdere il governo dell’amministrazione provinciale.

Limatola, partiamo dalle sue motivazioni. Quanta voglia ha di fare il sindaco per la terza volta?

«Amministrare la propria comunità è un grandissimo onore. Sono arrivato in Maremma nel 1988 all’età 18 anni e vivo e vivrò a Roccastrada, con mia moglie e mia figlia. Ero pronto a passare il testimone perché la politica è un servizio, mi è stato chiesto di prorogare l’esperienza di governo e l’ho accettato con entusiasmo per chiudere alcune partite che cambieranno le prospettive della nostra comunità, recuperando i due anni di stallo dovuti al Covid. Fra l’altro nei prossimi anni il Comune, per la prima volta, potrà beneficiare della Strategia per lo sviluppo delle aree interne, la Snai, che consentirebbe di accelerare in positivo anche nelle frazioni del capoluogo».

I Comuni sotto ai 10.000 abitanti, specialmente quelli nelle aree collinari e interne, sembrano soffrire in termini di sviluppo economico rispetto a quelli costieri…

«In questi anni Roccastrada è riuscita a tenere botta grazie a un tessuto di imprese che ha saputo affrontare la crisi senza celere al pessimismo. L’amministrazione, da parte sua, ha cercato di fargli da sponda con i mezzi che ha: approvando gli strumenti urbanistici con tempestività, tanto che adotteremo la seconda modifica al piano strutturale entro breve; valorizzando l’area produttiva adiacente al Madonnino, dove si sono insediate Ma. Mar, Terre dell’Etruria, Fratelli Massai, il frantoio di Arte Olio e presto arriverà Unicoop Tirreno, che sta definendo il tipo d’investimento. Poi, insieme ad altre realtà, c’è una grossa azienda che ha manifestato un interesse concreto a insediarsi. Ma si tratta di opportunità che si concretizzeranno nei prossimi mesi».

Facciamo un breve bilancio su quel che è riuscito a portare a casa in questi dieci anni.

«A Roccastrada siamo riusciti in cinque anni ad avere la nuova caserma dei carabinieri, dimostrando che la sicurezza si fa con azioni concrete non a parole. Poi abbiamo acquisito all’asta l’ex complesso immobiliare delle suore, con l’obiettivo di realizzarvi una struttura a servizio della comunità grazie a 900mila euro, 600mila dei quali della Regione. Stiamo consolidando la frana del Chiusone, per mettere in sicurezza il centro storico del paese, con i lavori in corso per due milioni di euro del Pnrr. Riqualificato la strada panoramica del Chiassarello dove a breve iniziano i lavori, le terrazze panoramiche, piazza Gramsci, e rimesso a nuovo materna e asilo nido». 

A volo d’uccello: Sassofortino, Roccatederighi, Montemassi, Torniella e Piloni. Non sono pochi, i piccoli borghi da governare.

«Sono le frazioni storiche ma quelle con meno abitanti, sulle quali non abbiamo rinunciato a intervenire perché l’obiettivo è creare le condizioni per un reinsediamento delle persone. In questo contesto saranno determinanti i finanziamenti della Snai e del programma Leader, che consentiranno di migliorare gli standard dei servizi sociosanitari, educativi e di comunità. Finché sarò sindaco sarò in prima linea contro alcune politiche che puntano ad accentrare Tpl, scuola, sanità e poste. In questo il ruolo, poi, in Provincia potrò presidiare i tavoli sui vari temi. Nelle frazioni abbiamo realizzato molte cose, ma mi preme sottolineare che abbiamo anche chiuso molte progettazioni che, sapendo dove mettere le mani, affiancando quelle comunali, ci consentiranno di ottenere velocemente risorse aggiuntive proprio grazie alla Snai. Per cui potremmo concludere i lavori nei centri storici, le riqualificazioni energetiche, l’adeguamento degli impianti sportivi e il recupero di edifici monumentali come la Rocca di Montemassi».

Ribolla è la frazione più popolosa, quasi un alter ego del capoluogo.

«Ribolla è fondamentale per lo sviluppo dell’intero comune, sia per la popolazione che vi risiede sia per la posizione strategica a metà strada fra collina e costa, ma anche per la presenza di un diffuso tessuto imprenditoriale. Non è un caso che proprio qui, grazie al più cospicuo finanziamento mai ottenuto dal Comune di Roccastrada, sia stato fatto l’investimento sul polo dell’istruzione primaria e secondaria. I servizi educativi sono infatti determinanti per attrarre popolazione e dare una prospettiva solida alla comunità. Qui abbiamo anche realizzato il nuovo presidio sociosanitario e, una volta spostati i bambini nella nuova scuola che a breve inaugureremo, contiamo di realizzare quello dei servizi nel vecchio plesso grazie alle risorse del gestore del servizio elettrico». 

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