Il dolore
Scooter condivisi, guai per i due ex gestori: Reby e Bird tra sanzioni e diffide
Mezzi abbandonati e servizio interrotto: i provvedimenti del Comune di Grosseto
GROSSETO. È una relazione indubbiamente non semplice quella del Comune con i gestori dello sharing elettrico.
In città non si vedeva da un po’ il marchio Reby in città, precisamente da quando la collaborazione sperimentale del municipio con l’ex gestore del servizio di mobilità condivisa era arrivata a scadenza. E ritrovarselo così, senza preavviso, sotto forma di scooter abbandonati all’ombra di un albero in via Circonvallazione Nord, ha destato non poco scalpore; anche perché sulla parte anteriore ancora campeggia lo scudo sannitico di color rosso su cui è presente un grifone argentato che nella zampa destra impugna una spada: il simbolo della città di Grosseto.
Immediate le segnalazioni alla polizia municipale, che nei giorni scorsi si è attivata per compiere dei sopralluoghi. Una sanzione è inevitabile, dato che quella schiera di motorini lì non può stare, all’indirizzo dell’azienda o di chi per essa gestiva il servizio di recupero e stoccaggio sul territorio; anche se c’è sempre la possibilità che quei mezzi siano spariti dal controllo dell’una o dell’altro, motivo per cui sono in corso le apposite verifiche alla ricerca di un documento che possa certificare questa evenienza.
Ma se Atene piange, Sparta non ride. Il surreale carteggio elettronico fra Comune e Bird, che aveva preso le redini del servizio dopo Reby, aggiunge una nuova pagina proprio in questi giorni. A dicembre, mentre in America il ramo Usa dell’azienda avviava – previo accordo con il Tribunale – la ristrutturazione del maxi debito accumulato, in municipio veniva protocollata una missiva del referente italiano con la quale si comunicava la sospensione del servizio. Fra le motivazioni addotte anche la nuova legge, che impone l’aggiornamento dei mezzi circolanti con appositi dispositivi di sicurezza (frecce, stop e altro ancora) . Fatto sta che nel frattempo bici e monopattini “prendevano il volo” diretti al piazzale sotto il ponte di San Martino, con una vera e propria migrazione senza ritorno; almeno per il momento.
Il Comune, temendo di restare a piedi, aveva quindi chiesto spiegazioni tramite una diffida; alla quale Bird ha risposto pochi giorni fa, sostenendo che la notifica di sospensione indirizzata a dicembre al municipio equivaleva in buona sostanza a un “congedo”.
Secondo l’assessorato alla mobilità, guidato da Riccardo Megale, sussistono da un lato il diritto a chiedere all’azienda la cauzione (una manciata di migliaia di euro) , e dall’altro la validità della procedura di gara che portò all’arrivo di Bird in città; gara – per altro – il cui esito fu contestato dalla seconda classificata, il che per il Comune si traduce in una manifestazione di interesse.
Non appena sciolto il nodo Bird, e contestualmente chiuso il capitolo Reby, l’assessorato procederà quindi con lo scorrimento della graduatoria. L’auspicio di palazzo civico è quello di riuscire a riattivare il servizio di mobilità condivisa in tempo per la bella stagione.
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