Il Tirreno

Grosseto

La fine di un'epoca

Grosseto, la Gmr (ex Coin) chiude e svende tutto: «Addio via San Martino»

di Maurizio Caldarelli
L'attuale negozio di via San Martino e l’annuncio della chiusura (foto Agenzia Bf)
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L'attuale negozio di via San Martino e l’annuncio della chiusura (foto Agenzia Bf)

Dagli anni ‘60 il marchio ha scritto le regole del commercio. Ora lascia il salotto buono della città: si spegne un’altra luce

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GROSSETO. Da domani (sabato 20) inizierà la svendita, con sconti fino al 70%, del negozio Gmr di via San Martino a Grosseto, che andrà avanti per alcune settimane fino alla chiusura dell’attività.

Dal centro storico esce dunque un altro marchio che ha segnato un’epoca, che i grossetani ricordano con affetto e nostalgia. «L’abbigliamento non tira più come una volta – dice Dina Olivo, amministratrice della società Gmr srl insieme al fratello Orazio – Scompare un marchio, ma ovviamente non la società, che gestisce i negozi Coin Casa in via San Martino a Grosseto e i negozi di Follonica e Ravenna».

Gmr fu inserito come marchio qualche anno dopo la decisione di Coin di lasciare la produzione dell’abbigliamento sia per uomo che per donna, puntando tutto sulla casa. «Una scelta vincente quella di Coin – prosegue Olivo – con prodotti che piacciono alla clientela per la buona qualità a prezzi ottimi. Lo vediamo anche nel punto vendita di Grosseto, del quale è responsabile Letizia Fanara, molto apprezzato dalla gente».

La chiusura di Gmr va però a impoverire ulteriormente una strada storica come via San Martino, anche se qualcosa sembra muoversi per un rinnovamento e allo stesso tempo riporta alla mente gli anni d’oro del commercio a Grosseto. «I Grandi Magazzini al Risparmio, che furono creati da mio padre, Sante Olivo, e Mauro Paoletti – racconta l’amministratrice – furono inaugurati il 19 dicembre 1960 in corso Carducci, prima ancora dell’apertura della Standa e della Rinascente. Furono un negozio rivoluzionario per l’epoca, con quella scala mobile che non si era mai vista in città, che portava ai vari piani e ogni tipo di merce. L’esercizio commerciale aveva una licenza ottava per i negozi dai 500 ai 1500 metri e poteva vendere di tutto, alimentari compresi; anche se in realtà esponeva solo i panettoni durante il periodo di Natale».

I Grandi Magazzini furono una novità gradita per una città in espansione. Uno store ante litteram dedicato a tutta la popolazione senza distinzione e dal quale era impossibile uscire senza aver portato a casa qualcosa. «Entravi e trovavi lampadari, prodotti per la casa – sottolinea Olivo – per il bambino, abbigliamento uomo e donna; al terzo piano c’erano gli articoli per lo sport. L’elenco era lunghissimo. C’era un grande assortimento di casalinghi, i giocattoli a piano terra, la profumeria, il banco con i saponi, perché a quei tempo non esistevano i supermercati».

I Grandi Magazzini segnarono anche una svolta storica: nel gennaio 1969 Sante Olivo decise di aprire per tre weekend di fila il sabato pomeriggio, diventando così un pioniere per le nuove norme del commercio, perché all’epoca c’erano molte limitazioni.

Partendo dai tre piani in corso Carducci, i Grandi Magazzini si allargarono e sbarcarono nel corso di Marina di Grosseto, in piazza Pascoli a Castiglione della Pescia e in corso Italia a Orbetello. «Nel momento di massimo splendore – ricorda l’amministratrice – superammo i 100 dipendenti, ma quelli erano anni d’oro, le stagioni del boom economico».

Con il passare degli anni il mercato cambiò e la famiglia Olivo comprese subito le nuove tendenze e alla fine degli anni Ottanta si trasformò in Coin, entrando in franchising con una grande famiglia veneziana, che partendo dalla fabbrica di Mestre aprì una catena che invase rapidamente l’Italia. «Servivano cose più moderne, un diverso know how. E ci piacque da subito l’intraprendenza della famiglia Coin, che proponeva capi di abbigliamento di qualità a un prezzo per tutte le tasche. I marchi Coin Uomo e Coin Donna rimasero in tutti gli store nazionali fino al 2015, poi ci fu la decisione di non produrre più abbigliamento ma di puntare solo su articoli per la casa».

Fu così che la società Grandi Magazzini decise di spostarsi in via San Martino con il Coin Casa, dette in affitto i locali di 1.200 metri quadrati di proprietà in corso Carducci prima al colosso svedese dell’abbigliamento H&M, che non è mai entrato nel mercato grossetano, e successivamente a Oviesse, che tuttora sta facendo bella mostra di sé nella passeggiata più importante della città. «Da quando Coin ha smesso di produrre abbigliamento – spiega Olivo – i negozi hanno cominciato a diventare monomarche. Nel negozio Gmr di via San Martino abbiamo venduto prevalentemente abbigliamento sportivo, ma ultimamente non c’erano più i margini. Il mercato è diventato terribilmente difficile. Basta vedere quello che succede in questi giorni di saldi, con tutti i commercianti che si lamentano per le scarse vendite».

La società Gmr di piazza Mensini, che fa capo a Orazio e Dina Olivo, ha oggi quindici dipendenti e, come detto, segue tre negozi tra la Maremma e la Romagna, dopo aver dato in affitto i fondi dei Grandi Magazzini di Orbetello e Castiglione della Pescaia.

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