Lutto
Studentessa colpisce l’insegnante: cosa è successo in classe. La scuola: «Ora provvedimenti»
L’episodio lunedì mattina in un’aula del liceo Rosmini davanti agli altri compagni. Il caso sollevato dai Cobas, consiglio di classe straordinario convocato d’urgenza
GROSSETO. A sollevare il caso sono i Cobas in una nota: «Apprendiamo che in una scuola secondaria di secondo grado di Grosseto sarebbe accaduto un episodio gravissimo: un docente sarebbe stato colpito al volto da un pugno sferrato da una ragazza. Al docente, con il labbro spaccato in conseguenza del pugno, sarebbero stati dati due giorni di prognosi. Il fatto sarebbe accaduto in una classe dell’Istituto Rosmini».
A confermare l’accaduto è la dirigente Gloria Lamioni: «L’insegnante delegata per la disciplina ha parlato con il docente coinvolto, ha convocato i genitori della ragazza e ha parlato con la madre, e ha infine redatto un verbale in cui ci sono le versioni di tutti i presenti (compresi i compagni di classe) controfirmato dalla donna. La scuola – aggiunge – ha convocato d’urgenza per domani (oggi, ndr) un consiglio di classe straordinario per valutare l’accaduto e decidere in merito alle conseguenze: un segnale forte da parte dell’istituzione».
A spiegare la dinamica del fatto è Lucia Perfetti, l’insegnante delegata dal Rosmini per la disciplina: «La ragazza era uscita dall’aula senza il permesso del docente. Quando è rientrata in classe, l’insegnante le ha chiesto perché era uscita ricevendo una risposta “poco ortodossa”. Lui si è quindi avvicinato per richiamarla, e lei ha forse avuto una reazione che ha passato il segno».
Il sindacato
«Anche la Maremma, purtroppo, con questo episodio contribuisce al quadro desolante, oltre che preoccupante, emerso dal sondaggio effettuato lo scorso anno da Skuola.net su 1.800 alunni delle superiori», premettono i Cobas.
Il portale titolava: “Far West nelle scuole superiori: quest’anno uno studente su cinque ha assistito ad aggressioni verbali o fisiche verso docenti”, spiegando che “i dati certificano l’aumento dei fenomeni di violenza verso i docenti”.
In un lungo comunicato – che temporalmente segue le iniziative intraprese dal Rosmini ma precede le conferme della dirigente e dell’insegnante delegata – ieri il sindacato, prendendo le mosse da Luigi Berlinguer (ministro della pubblica istruzione nel primo governo Prodi) ampliava il raggio del ragionamento e si scagliava contro «la filosofia dell’“autonomia scolastica” e della “scuola azienda”», inquadrate come cause della degenerazione dell’istituzione scolastica nel suo complesso.
I Cobas da tempo hanno dato vita a un “pronto soccorso” contro le aggressioni fisiche e il mobbing nei confronti degli insegnanti: «Questo prevede un intervento sindacale e legale nelle scuole da cui ci arriveranno notizie di aggressioni fisiche o di “mobbing” e diffamazione nei confronti di docenti, mettendo a disposizione gli avvocati per le cause civili e penali; e la denuncia pubblica, presso le autorità competenti e nei mass media e social, di qualsiasi omertà o minimizzazione da parte delle direzioni scolastiche».
Il sindacato, infine, conclude con il ribadire la propria vicinanza al corpo insegnante: «Ai docenti del Rosmini (e di tutte le altre scuole) diciamo: noi ci siamo».
Il primo cittadino
«Non voglio parlare con faciloneria. Né trarre conclusioni nel merito, visto che non conosco a fondo la questione. Mi limiterò dunque, questo sì, a esprimere la mia solidarietà al docente», premette il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna; che poi commenta: «Una cosa però voglio dirla: i nostri insegnanti meritano maggiore rispetto. Troppo spesso sono oggetto di scherno, eccessiva confidenza, contestazione. Una tendenza che mi preoccupa. E che cerco, con questo mio appello e con le mie azioni, di contrastare».
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