Due maremmani in Coppa America: preparano la barca di Alinghi Red Bull. Gli studi e la chiamata per un lavoro da sogno
Lorenzo e Simone, ingegnere e informatico, nel team di Bertarelli: le loro storie
GROSSETO. «La vela è la nostra vita: è un sogno preparare una barca per la Coppa America».
Lorenzo Gennari, 25 anni, ingegnere elettronico orbetellano, e Simone Busonero, 26 anni, informatico santostefanese (nella foto, da sinistra, Gennari e Busonero), dal 2022 fanno parte del team di Alinghi Red Bull Racing, che dal prossimo agosto, a Barcellona, parteciperà alla 37ª Coppa America.
Ernesto Bertarelli, l’imprenditore italo-svizzero, dopo aver vinto nel 2003 e nel 2007, ha deciso di tornare in acqua, dopo tre edizioni di assenza. Le imbarcazioni in questo periodo si sono trasformate e adesso, oltre alla componente umana, per far funzionare le Ac75, le “barche volanti”, servono l’elettronica, l’informatica e i due maremmani, che lavorano nei laboratori di Barcellona, sono dei giovani maghetti.
Quella di Lorenzo e Simone è una storia che parte dieci-dodici anni fa. «Ci trovavamo d’estate alla scuola vela all’Argentario – ricordano – e crescendo siamo diventati amici, una squadra. Siamo passati al circolo nautico della Vela Argentario e sono stati cinque anni bellissimi. Ogni momento era buono per allenarsi. Dal 2014 uscivamo da scuola, prendevamo il motorino e via in barca, a Porto Ercole o a Porto Santo Stefano, in base ai venti».
Insieme a Ettore Botticini, Busonero e Gennari si sono tolti tante belle soddisfazioni: «Simone era a prua, io alla randa – ricorda Lorenzo – abbiamo vinto un Mondiale di match race U23 sul lago di Ledro nel 2018, battendo un equipaggio australiano, mentre nel 2017 in California siamo arrivati secondi. Fino al 2020 siamo stati nel circuito World Match Race. La pandemia ha fermato tutto, ha fasciato la squadra e tuttora gli eventi sono diminuiti, ma anche grazie a noi adesso all’Argentario si vedono tante derive che un tempo non c’erano».
Chiusa quella parentesi, Lorenzo si butta sugli studi a Pisa, mentre Simone prosegue a fare regate con gli Swan 50, mentre studia informatica a Roma. I due amici iniziano a lavorare insieme con piccoli progetti, software per acquisizione dati e analisi «grazie all’aiuto di armatori che ci premettevano di mettere le mani nelle strumentazioni».
Alla fine del 2021, Simone scopre che Alinghi stava creando un team per la Coppa America e aveva bisogno informatici, ingegneri elettronici e installatori. «Ho avuto contatti con il co-general manager Silvio Arrivabene e nel marzo 2022 sono entrato in Svizzera». Gli fa eco Lorenzo: «Mi sono laureato a novembre 2021 e stavo per iniziare la magistrale quando è arrivata la telefonata di Simone per Alinghi. Credevo mi prendesse in giro, ma l’idea di finire in Coppa America mi ha affascinato da subito. A giugno 2022 ho iniziato. La magistrale? Mi sono iscritto a Unicusano e studio la notte».
Quali sono i loro compiti? «Disegno, progetto schemi elettronici a bordo, mi occupo della manutenzione della parte elettronica dell’imbarcazione», risponde Lorenzo; e Simone: «Io programmo software, scrivo codici, in modo che le cose funzionino come vogliamo. In particolare seguo acquisizione dati del vento, da fornire di fornire ai velisti; faccio controlli per i ciclisti che producono energia idraulica».
Insieme ripetono che «Non c’è tempo per annoiarsi. Ogni giorno ci sono delle sfide nuove. La componente umana è rimasta fondamentale: non c’è ad esempio nessuna automazione sul volo, ma per controllare le vele invece della scotta ci sono dei pulsanti, i carrelli sono mossi dai ciclisti».
Lorenzo sottolinea che «è un’esperienza affascinante. Ero velista e sapevo con quale esperienza sarei arrivato. Certe volte mi fermo e dico: è un sogno sono nel mondo della vela, sviluppiamo le più grandi barche veloci al mondo», mentre Simone incalza: «Non abbiamo orari, le giornate sono piene; quando la barca non naviga è più facile prevedere il lavoro, altrimenti c’è sempre l’idea dell’ultimo minuto. Al momento stiamo navigando con “boat zero” e stiamo facendo i preparativi in quella che verrà, in tarda primavera. Dovremo trasferire i progetti in quella nuova e servirà un’attenzione diversa. Abbiamo un laboratorio con tante attrezzature, che agli esordi non ci sognavamo. Lorenzo? Avere una persona con cui hai amicizia, mi dà supporto. Su alcune cose lavoriamo a stretto contatto: è molto bello».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
