Il Tirreno

Grosseto

Il racconto

Grosseto, anziana coraggio caccia di casa due ladri: «Li ho spinti sul pianerottolo con tutte le forze che avevo»

di Elisabetta Giorgi
Via Lombardia la strada in cui è successo il fatto raccontato dalla signora
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Via Lombardia la strada in cui è successo il fatto raccontato dalla signora

Un uomo e una donna girano le stanze in cerca di gioielli. Lei li butta fuori: «Non dormivo più per lo spavento»

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GROSSETO. L’anziana ha letteralmente “sbattuto” fuori di casa due persone, quando ha capito che volevano rubarle i gioielli. «Ho raccolto tutte le forze che avevo – racconta al Tirreno la signora che preferisce restare anonima – e le ho spintonate sul pianerottolo».

È successo a Grosseto poco tempo fa in via Lombardia; notizia raccontata adesso dalla signora, 82enne vedova rimasta a lungo sotto choc; nome di fantasia Emma.

«Quella mattina sono uscita presto di casa per fare le commissioni e andare al supermercato. Sono rientrata – dice Emma – verso le 13,30 – 13, 40. Avevo il carrellino della spesa con me. Appena ho inserito la chiave nella toppa del portone mi sono sentita apostrofare. “Te a me mi conosci”, così mi ha detto un tizio con la mascherina in viso. Mi pareva giovane, capelli scuri. Accanto c’era una donna vestita bene, con un soprabito firmato e un cappello nero, ingioiellata. Io non li avevo mai visti».

«No guardi, si sbaglia, non la conosco – ha risposto l’anziana a quest’uomo cercando di tagliare corto – ma lui ha cercato ogni scusa per venirmi dietro. “Non mi permetterei mai di farle portare questo peso, il carrello glielo porto io signora”, mi ha detto. Non ho fatto in tempo ad aprire il portone ed entrare, che lui mi ha preso il carrello e con una mossa fulminea mi è entrato in casa fingendo di essere gentile a portarmi la spesa». Da lì in poi la signora si è trovata lo sconosciuto nel suo appartamento, che con fare invadente si è messo a girare per le stanze mentre la compagna se ne stava sull’uscio, come di vedetta. «Lui mi ha aperto la porta finestra di cucina e a quel punto mi sono irritata – prosegue l’anziana – “Chi gliel’ha detto di farlo?” gli ho detto irritata. Avevo cominciato a capire che qualcosa non andava. “Come si permette di fare così a casa mia?”».

A un certo punto il tizio è andato ad aprire la porta di camera, voleva sbirciare. «Siccome io avevo appoggiato la borsa sul tavolo, me la sono ripresa e l’ho messa a tracolla per sicurezza. Questa storia non mi piaceva per niente».

«Dovete andare via, ho capito bene chi siete», ha detto sempre più decisa l’anziana, «ma loro non ne volevano sapere e mi facevano domande personali. Anche la signora ingioiellata a un certo punto è entrata e mi ha chiesto di andare in bagno perché “si sentiva male”. Io ho detto che avrei chiamato la polizia».

Ed è qui che la coppia ha escogitato l’ultimo stratagemma. «Senti, prima di andare via – ha chiesto la donna al compagno dopo essere uscita dal bagno – perché non fai alla signora quella domanda che le volevi fare?».

Così lui si è fatto avanti. Aveva una cartellina nera sotto braccio, «me l’ha indicata – prosegue Emma – e mi ha detto che dentro c’erano i suoi gioielli. Siccome a casa sua c’erano manovali per fare alcuni lavori edili, temeva che questi gioielli sparissero, per cui mi ha chiesto se io potevo mettere la cartellina con i suoi gioielli accanto ai miei gioielli, per tenere tutto insieme in un posto riparato. Noti bene: il contenuto della cartellina mica me l’ha fatto vedere. Insomma, era chiaro che voleva sapere dove tenevo i miei preziosi. Allora gli ho risposto che non li tenevo in casa, semmai avevo tutto in cassaforte e non qua a Grosseto». Da lì in poi l’anziana ha deciso di cacciarlo di casa; l’altra donna era fuori. «Ho iniziato a spingerlo fuori, all’inizio non ce la facevo perché lui puntava i piedi. Quando ho avuto un briciolo di forza, l’ho spintonato con più energia alla porta per chiuderla. La porta si è chiusa ma si è anche riaperta, lui è tornato dentro e lì mi sono sentita persa, ho pensato che fosse finito tutto e che mi facessero fuori. Mi ha detto: “Ora ti ammazzo”. Sono riuscita di nuovo a chiudere la porta con forza e stavolta si è chiusa davvero». La signora, una volta sola a casa, è crollata, ha chiamato il figlio che lavora in ospedale e che è arrivato trovandola sotto choc. Una paura enorme. «Sono stata parecchie notti senza dormire e continuo a pensare a questa bruttissima storia».


 

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