Il Tirreno

Grosseto

L’addio

L’ultimo saluto a Simone Pantani tra bandiere, musica e lacrime


	Tanta gente per l'ultimo saluto a Simone Pantani, morto a 54 anni (foto Giorgio)
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Tanta gente per l'ultimo saluto a Simone Pantani, morto a 54 anni (foto Giorgio)

Follonica, tante persone al funerale: la cugina ne ha ricordato la forza e il coraggio. Al ds azzurro sarà dedicata la curva del Capannino

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FOLLONICA.La città del Golfo si è fermata per l’addio a Simone Pantani. C’erano davvero tante persone a porgere l’ultimo saluto allo sfortunato dirigente del Follonica Hockey, deceduto la mattina di mercoledì scorso all’ospedale Misericordia di Grosseto a 54 anni, dopo una lunga malattia. Nessuno è voluto mancare: amici, colleghi, dirigenti e giocatori per quello che è stato il suo ultimo viaggio.

Sono arrivati davvero in tanti fin dalle prime ore del mattino alla pista del Capannino dove era stata allestita la camera ardente, su quelle mattonelle che per molti anni hanno rappresentato la sua seconda casa. C’era il sindaco Andrea Benini, il Follonica Hockey al completo con in testa il presidente Franco Ciullini e tutti i dirigenti, le formazioni giovanili, dai più piccoli alle varie categorie fino alla squadra di A1. Quella squadra a cui Simone dedicava intere giornate per costruirla e renderla sempre più forte e vincente.

Presenti i giocatori Rodriguez, Saavedra e Stefano Paghi del Circolo Pattinatori Grosseto con il presidente Stefano Osti. Tanti ex hockeisti come Mirko e Alessandro Bertolucci che con Simone, prima come tifoso, poi come dirigente, hanno scritto la storia del club. E poi Matteo Armeni e Andrea “Doria Tosi”, Pablo Cancela, Federico Paghi, Massimo Gaeta e Sergio Palmieri. I dirigenti Antonio Agostini e Mirko De Gerone, rispettivamente direttore generale e direttore sportivo del Forte dei Marmi, Massimo Barozzi in rappresentanza del Cgc Viareggio e Paolo Balloni presidente del Follonica Gavorrano Calcio.

Particolarmente toccante l’intervento della cugina di Simone, Giulia, che ne ha ricordato, con la voce spezzata a più riprese dal pianto, il coraggio e la forza con cui ha affrontato gli ultimi anni e la determinazione che metteva in tutto quello che faceva. Il sindaco Andrea Benini, visibilmente commosso, ha sottolineato il lato umano di un ragazzo benvoluto da tutti: «Simone merita tutta questa gente che è venuta qui al Capannino, sulla pista che lui amava tanto per rendergli omaggio. In questi anni ha dato al Follonica un contributo prezioso, la sua figura era fondamentale all’interno della società, era garanzia di serietà e professionalità. Metteva il cuore in tutte le sue attività: dal lavoro a quelle che erano le sue passioni, come l’hockey, ma anche il calcio negli anni in cui militava sempre nel Follonica e l’Inter club, di cui insieme al padre Mario era socio da moltissimi anni».

Intanto questa sera, sabato 13 gennaio, in occasione della partita tra Follonica e Sandrigo, verrà comunicato ufficialmente che la curva sarà intitolata proprio a Simone Pantani come ha spiegato il presidente del Follonica Hockey Franco Ciullini nel suo intervento: «Credo che la scelta di intitolare la curva a Simone sia il minimo che possiamo fare per quello che ha rappresentato per tutti noi e per il suo grande contributo che ha dato in questi anni alla causa del Follonica. Lui amava questa società a tal punto che più di una volta, per il bene della squadra, ha minacciato le sue dimissioni, salvo poi, dieci minuti dopo, richiamarmi per parlare delle strategie di mercato. Simone era questo, impulsivo, ma con un cuore grandissimo, non si poteva staccare da stecca e rotelle, era il suo mondo. Una grande perdita, ci mancherà davvero tanto».

Il diacono Sergio Pieri che ha celebrato la funzione religiosa, ha ricordato l’amore che Simone ha lasciato in eredità alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene e come con lui avesse in comune la passione per l’hockey, che aveva praticato da piccolo e che aveva mantenuto continuando a seguire le partite. Il momento più toccante è arrivato quando il feretro di Simone Pantani, sulle note di One degli U2, una delle sue canzoni preferite, è uscito tra due ali di folla dal Capannino per l’ultima volta. Questa sera il Follonica tornerà in pista contro il Sandrigo. Non ci sarà Simone, ma solo fisicamente, perché il suo cuore continuerà a battere, per questa squadra e per questi colori.

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