Grosseto, una gru “dimenticata” in centro: nel cantiere bloccato resti di bivacchi e degrado
Via Montebello, un progetto di rigenerazione urbana ancora incompiuto: per adesso solo sporcizia
GROSSETO. Con le migliori intenzioni, qualche tempo fa, l’intera area che comprende le due piazzette di fronte ai musei archeologico e Clarisse arte, insieme al rettangolo posto in fondo a viale Montebello sulla sinistra, fu oggetto di un pour parler istituzionale per farne una sorta di “angolo della bellezza”. Valorizzando la presenza delle due istituzioni culturali cittadine e lo scorcio verso la chiesa di San Francesco e l’omonima piazza (ex piazza Indipendenza).
Quell’idea è rimasta lettera morta. E nel frattempo questo pezzo di centro storico è rimasto anonimo. Anzi è stato un po’abbrutito dal degrado portato dalla grande gru che ormai da più di tre anni fa mostra di sé in fondo a via Montebello, all’angolo adiacente il palazzo della Camera di Commercio. Dove prima c’era la vecchia edicola smantellata. Proprio di fronte alla facciata del museo acheologico.
Insomma, se alla fine la qualità del paesaggio urbano la fanno i dettagli e la cura degli arredi, in questo caso l’attenzione per i dettagli non è stata evidentemente presa in considerazione.
L’uccellaccio in acciaio tenuto dritto da longherine di cemento armato che ne fanno da contrappeso alla base era stato montato nel 2019 per ristrutturare palazzo Pallini, il prestigioso edificio di proprietà dell’omonima famiglia che fa bella mostra di sé all’inizio di corso Carducci, sul lato sinistro, e che stando a una conferenza stampa riportata dal nostro giornale nel giugno del 2019 – presenti l’architetta Matidia Pallini e l’architetto Giuseppe Chigiotti, in veste di professionista incaricato – avrebbe dovuto accogliere entro i mesi successivi un cosiddetto “community hub”, anche grazie alla collaborazione con il gruppo di progettisti di “Semi di rigenerazione”.
Di fatto, fu detto nell’occasione, un progetto di rigenerazione urbana che avrebbe valorizzato 4.000 metri quadrati per ospitare spazi di coworking, atelier e altre strutture a vocazione economico sociale. Progetto ancora rilanciato nel marzo 2020 dalla giovane architetta Matidia Pallini, della famiglia proprietaria dell’immobile, che prefigurava una “call to action” – bando per la manifestazione di interesse – aperta a chi fosse interessato a insediare un’attività in quei locali. Del grande progetto di recupero avrebbe dovuto far parte anche l’altro palazzo dei Pallini, lungo via Montebello, dove attualmente a piano terra è ospitato il negozio Carrefour. Ma evidentemente il progetto si è arenato. E l’ennesima speranza di vedere rinascere in tempi brevi un quadrante del centro storico ha prodotto come esito la presenza malinconica dello scheletro di una gru, con alla base un po’di masserizie. E una recinzione posticcia che qualcuno proprio ieri si è divertito a buttare giù per una porzione.
Contattata per telefono, l’architetta ci ha confermo che «la gru è stata utilizzata nei lavori per il palazzo su corso Carducci, in quanto abbiamo rifatto la copertura e ristrutturato la facciata. I lavori non sono ancora ultimati e pertanto la gru è ancora lì. Ad oggi non so darle altre informazioni».
Da una breve ricognizione effettuata dal Tirreno, che è risalito all’azienda noleggiatrice della gru, purtroppo anche questa vicenda pare collegata a un contenzioso fra imprese edili che affonda le radici nelle difficoltà relative alla riscossione dei bonus edilizi. Come succede in questi casi, la gru non sarà rimossa finché il contenzioso non troverà una sua composizione giudiziaria o extragiudiziale. Nel frattempo, quell’angolo di centro storico – spesso definito il salotto buono della città – continua a costituire un pessimo biglietto da visita per i visitatori. In attesa del miracolo, se qualcuno si preoccupasse di schermare un minimo la base della gru, per molti sarebbe cosa gradita.
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