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La storia

A tre anni riceve il midollo dal cuginetto dodicenne per sconfiggere una malattia rara: la storia di Lorenzo, guerriero di Grosseto

di Maurizio Caldarelli
A tre anni riceve il midollo dal cuginetto dodicenne per sconfiggere una malattia rara: la storia di Lorenzo, guerriero di Grosseto

Il piccolo e la mamma Francesca sono stati chiusi in una “camera sterile” del Meyer di Firenze in isolamento per molti mesi, vedendo le stagioni cambiare dai vetri di una finestra, ma proprio nei giorni di Natale i medici hanno dato il permesso di tornare per un breve periodo a casa

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GROSSETO. L’amore è più forte di qualsiasi cosa, è un sentimento che permette di superare ogni ostacolo. Quell’amore che ha convinto Mirco e Diego a donare il proprio midollo osseo per aiutare il loro piccolo Lorenzo, per far regredire una malattia rara, difficile anche da pronunciare, granulomatosa cronica, una immunodeficienza congenita che non fa funzionare i globuli bianchi come dovrebbero e che rende il paziente esposto alle infezioni.

Quella di Lorenzo, uno splendido bambino di quasi tre anni, è una storia della quale Il Tirreno si è già occupato gli scorsi mesi, dando voce alla mamma Francesca, stimatissima dottoressa grossetana, per un appello teso a cercare un donatore compatibile, un suo gemello nel mondo.

Al bambino è stata diagnosticata questa malattia rara nel novembre 2022. Lorenzo aveva delle febbri ricorrenti, che lo hanno costretto anche a una serie di ricoveri nel reparto di pediatria dell’ospedale di Grosseto. L’équipe della dottoressa Susanna Falorni, con grande competenza e professionalità, ha compreso che qualcosa non quadrava e indirizzato il piccolo al Meyer di Firenze, nel quale è stata fatto una diagnosi precoce. L’aver individuato le cause di quegli innalzamenti improvvisi della temperatura ha sicuramente giocato a favore della guarigione del piccolo, intorno al quale si è stretta anche la città organizzando, grazie a Finanzia & Friends lo scorso mese di giugno, anche una partita di calcio benefica il cui ricavato è andato all’Admo di Grosseto, che è stato testimonial insieme alla mamma di questa iniziativa.

«La ricerca di un donatore, già difficile (la probabilità di trovarlo è solo una su 100. 000) non ha dato i frutti sperati – racconta Francesca – non esiste per lui nessun gemello genetico. La medicina negli ultimi anni ha fatto per fortuna passi da gigante e così ci hanno proposto una soluzione alternativa ovvero un trapianto aploidentico da familiare, compatibile con Lorenzo solo al 50%. Il prescelto è stato zio Mirco, il fratello del mio compagno prematuramente scomparso, che non ha esitato neanche un secondo ad aiutarci e ha donato per noi con grande coraggio e amore. Però le cose non sempre sono facili nella vita – prosegue la dottoressa grossetana – e non sempre filano lisce e così c’è stato bisogno di un secondo trapianto in urgenza. Stavolta a tendere la mano a Lorenzo è stato il suo cuginetto Diego, grazie anche a babbo e mamma Consuelo, che hanno saputo accompagnarlo in questo percorso. A 12 anni si pensa in genere ad altro ma lui con grande generosità e amore ha regalato una sacchetta di celluline al mio bimbo, donandogli la cosa più preziosa che esista: la vita».

Lorenzo e mamma Francesca sono stati chiusi in una “camera sterile” del Meyer di Firenze in isolamento per molti mesi, vedendo le stagioni cambiare dai vetri di una finestra, ma proprio nei giorni di Natale i medici hanno dato il permesso di tornare per un breve periodo a casa, a Grosseto.

«Abbiamo ricevuto tanti regali – dice Francesca – ma quello più bello è stato di rivedere il mare, in attesa di ritornare alla ormai nostra Firenze».

Per la dottoressa è stato un momento di gioia, per guardarsi indietro e scrutare l’orizzonte con maggior fiducia: «Inizialmente – aggiunge Francesca – c’erano tanto sconforto e paura per una diagnosi difficile da digerire per il proprio figlio di neanche due anni. La precarietà della vita ti rende vulnerabile e porta con sé un profondo smarrimento emotivo. Poi si accende la luce, perché la malattia si può cancellare, Lorenzo può guarire con un trapianto di midollo osseo. Medici, infermieri, Oss e tutto il resto del personale ci hanno presi per mano e aiutato in questo percorso sia professionalmente che umanamente, come persone di famiglia. La famiglia vera, gli amici e le mamme di altri meravigliosi bambini come Lorenzo ci hanno fatto forza a distanza, senza abbracciarci fisicamente ma sempre vicini con il cuore. Il tempo non potrà mai sbiadire le sensazioni, i ricordi, le emozioni, le paure, le gioie, i pianti e le risate di quei mesi trascorsi come sulle montagne russe. Il controllo effettuato proprio lunedì mattina ha dato esito positivo, il trapianto sembra dare ottimi risultati. Ancora la strada è lunga e tortuosa ma speriamo sia almeno in piano».

La dottoressa, che per seguire il decorso della malattia si è trasferita a Firenze, invita a non abbassare la guardia e lancia un appello a iscriversi all’Admo: «Diventa anche tu donatore di vita e sii l’eroe per qualcuno! Potresti essere la persona giusta, geneticamente identico a un bambino o un adulto malato in attesa di trapianto!».

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