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Pistorius rilasciato dopo 9 anni per l’omicidio della fidanzata: dagli allenamenti in Maremma al delitto, il declino dell’ex campione
Pretoria, l’atleta paralimpico uccise l'allora 29enne Reeva Steenkamp: fino al 2029 sarà in libertà vigilata. La madre della vittima: «La condanna all’ergastolo è per noi»
PRETORIA. Oscar Pistorius è stato rilasciato con la condizionale dal carcere del Sudafrica in cui stava scontando la condanna per l'omicidio della fidanzata, la modella Reeva Steenkamp. A quasi 11 anni da quella notte di San Valentino del 2013 in cui uccise l'allora 29enne Steenkamp con diversi spari esplosi attraverso la porta del bagno di casa, l'ex campione paralimpico – che per anni si allenò in Maremma – è stato liberato dal carcere di Atteridgeville, a Pretoria, e si ritiene si sia trasferito in libertà vigilata nella villa dello zio, sempre a Pretoria. L'orario del rilascio non era stato reso noto, per evitare la folla di giornalisti ad aspettarlo fuori dalla prigione.
La mamma della vittima
Ad annunciare la scarcerazione è stato poi il dipartimento dei penitenziari, in una breve comunicazione giunta intorno alle 8.30 di venerdì mattina. June Steenkamp, la madre di Reeva, ha detto di avere accettato il rilascio di Pistorius, ma ha aggiunto che è la sua famiglia che sta «scontando una condanna all'ergastolo». «È stata fatta giustizia per Reeva? Oscar ha scontato abbastanza la pena? Non ci potrà mai essere giustizia se la persona che ami non tornerà mai più, e nessuna quantità di pena scontata riporterà indietro Reeva, noi che siamo rimasti indietro siamo quelli che stanno scontando una condanna all'ergastolo», ha dichiarato la mamma della donna uccisa.
La libertà vigilata
Pistorius, ora 37enne, ha scontato quasi 9 anni sui 13 anni e 5 mesi a cui è stato condannato: a rendere possibile per lui la libertà vigilata, il fatto di avere scontato più di metà della pena. Lui ha sempre sostenuto di avere sparato alla fidanzata per errore, scambiandola per un ladro; per l'accusa, invece, l'omicidio è stato intenzionale, durante una lite notturna.
L’iter giudiziario
Inizialmente era stato condannato per omicidio colposo e condannato a 5 anni, ma a seguito del ricorso in appello presentato dalla procura è stato riconosciuto colpevole di omicidio intenzionale, anche se la Corte suprema non ha stabilito definitivamente che l'uomo sapesse che dietro la porta del bagno c'era la fidanzata. L'atleta vivrà in condizioni di libertà vigilata fino alla scadenza della pena, a dicembre del 2029. La villa dello zio in cui si ritiene che sia andato a vivere in libertà vigilata si trova nell'elegante sobborgo di Waterkloof a Pretoria. Un furgone della polizia è stato visto parcheggiato fuori dall'abitazione.
Il passato di Pistorius
Pistorius, il fratello e la sorella sono cresciuti sotto le cure degli zii Arnold e Lois Pistorius, dopo l'allontanamento dal padre; la madre di Pistorius morì quando lui era adolescente. Un tempo ricco, con auto sportive, motociclette e sponsorizzazioni da parte di marchi noti, secondo quanto disse il suo legale nel 2014 Pistorius è rimasto "al verde" dopo il lungo processo per omicidio. Ha venduto la casa in cui ha ucciso Steenkamp per pagare alcune spese legali. Tra le condizioni per la libertà vigilata di Pistorius ci sono restrizioni sui tempi di uscita da casa, il divieto di consumare alcolici e l'obbligo di frequentare programmi per la gestione della rabbia e sulla violenza sulle donne. Pistorius dovrà svolgere servizi sociali e incontrarsi regolarmente i funzionari che si occupano dei controlli della libertà vigilata tanto a casa sua e negli uffici dei servizi penitenziari e sarà soggetto a visite senza preavviso da parte delle autorità. Non potrà lasciare il distretto di Waterkloof senza autorizzazione e gli sarà vietato parlare con i media fino alla fine della pena. In caso di violazione di una qualsiasi delle condizioni di libertà vigilata potrebbe essere rimandato in carcere. Il Sudafrica non utilizza etichette o braccialetti per i detenuti in libertà vigilata, quindi Pistorius non indosserà alcun dispositivo di monitoraggio, tuttavia sarà costantemente monitorato da un funzionario del dipartimento carcerario.
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